Cronaca
Uno studio della Southern Illinois University

Addio dieta se siete in compagnia Perché chi va con lo zoppo...

Addio dieta se siete in compagnia Perché chi va con lo zoppo...
Cronaca 22 Novembre 2014 ore 10:30

Il detto ‘Chi va con lo zoppo impara a zoppicare’ sembra essere vero anche a tavola. Specie se si sta amabilmente pranzando con un buongustaio che, attorno alla vita, ha già qualche chilo in più. E, come conseguenza, tra una chiacchiera e l’altra, pare che qualcosa in più cada anche nel piatto di tutti i commensali, indipendentemente dai propositi dietetici più o meno buoni di ciascuno. Ad arrivare alla conclusione di quanto a tavola si può essere distratti, specie da chi ha qualche chilo in più, è il Fat Suit Study, condotto dall'università Southern Illinois e pubblicato di recente sulla rivista Appetite.

Mangiate in compagnia? Cercherete di imitare gli altri. Non è certo una regola, ma mangiare in compagnia, in occasioni amichevoli ma anche attorno a un tavolo di lavoro, può sviare dai propri principi dietetici, invitandoci a scegliere piatti più calori e saporiti. Ovvero può agire sia sulla quantità degli alimenti che sulla loro qualità. Questo comportamento alimentare dipende dal fatto che il pranzo tra amici è inteso come un’occasione di convivialità: acquista quindi un ruolo sociale e non solo di sostentamento primario. Lo stesso accade anche nelle uscite in coppia – cenette romantiche comprese –, nelle quali si finisce per mangiare comunque di più: per non fare restare male il partner? Perché si è attratti da cose diverse? Chissà. Ciò che è certo è che anche nelle cene a lume di candela si prediligono piatti meno sani del solito.

 

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Alla base di questo spirito di solidarietà culinaria ci sarebbe quello che gli esperti definiscono un ‘effetto copycat’. Per intenderci, quello degli animali, per cui, a prescindere dalla fame oggettiva, ricominciano a mangiare se il branco sta pasteggiando. Così, a tavola, tendiamo a voler gustare o mangiare ciò che anche gli altri assaggiamo, o talvolta a scegliere piatti che gli altri rifiutano perché desideriamo sentirci unici. Con il risultato che, stando a quanto emerso dallo studio, di norma si mangia oltre il 31 percento in più di pasta e quasi il 44 percento in meno di insalata. L’obiettivo dietetico insomma viene disattivato e alla fine si consuma il 44 percento in eccesso rispetto a quanto si farebbe da soli.

Ad essere maggiormente influenzati dai pasti in compagnia e dai gusti del partner sarebbero – quasi paradossalmente – le donne, di norma più attente alla linea ma che, in queste occasioni a due, finiscono col mangiare fino al 13 percento in più, contro invece l’impassibilità del compagno, che perseguirebbe le normali abitudini alimentari.

Una conferma di quanto si è sensibili agli usi e costumi dell’altro a tavola verrebbe anche da uno studio dell'Università di Toronto, che ha tenuto un gruppo di volontari distante dal cibo per 24 ore. Poi li ha fatti sedere a tavola con commensali che mangiavano pochissimo; e loro, nonostante la fame da lupo, non hanno battuto ciglio: si sono accontentati di quel poco che c’era nel piatto.

 

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Vale anche a casa? Qualcosa cambia, invece, se i pasti si consumano tra le mura domestiche. Si mangia comunque di più rispetto a pasti solitari, ma in percentuali leggermente inferiori rispetto al sabato sera fuori casa e in relazione anche alla compagnia: con il coniuge ci si assicura un pasto più ricco del 22 percento, con la famiglia o gli amici rispettivamente del 23 percento e del 14 percento. Su questo consumo influirebbe poi anche il fattore velocità (amica della gola), più presente in un pasto familiare, meno in una cena è tra amici.

In conclusione. È meglio mangiare soli piuttosto che in compagnia? Assolutamente no. A fare la differenza tra chi si abbuffa nelle occasioni di convivialità e chi invece si trattiene un po’ è – come sempre – la consapevolezza. Riconoscere che si può essere influenzati dagli amici o dal partner nelle proprie abitudini alimentari, spiegano gli esperti, è un buon punto di partenza per fare qualcosa per evitare di mangiare meno sano e di conseguenza poi ingrassare. È dunque importante capire se e quale influenza possano avere le relazioni sociali e di coppia sulla nostra alimentazione, anche se ancora resta da capire perché si tenda più facilmente a imitare comportamenti poco sani anziché il contrario, in comunità. Sarà solo questione di pancia?

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