Protagonista nei processi ai terroristi

Se n’è andato il giudice Tiani, è triste che al funerale non ci fosse neanche un magistrato

Presidente della Corte d'Assise di Bergamo negli Anni di Piombo. Un gentiluomo, era la cordialità in persona

Se n’è andato il giudice Tiani, è triste che al funerale non ci fosse neanche un magistrato
Cronaca 29 Dicembre 2020 ore 19:23

di Paolo Aresi
(Nella foto, un’immagine tratta da uno dei filmati del giudice Tiani sulla Bergamo degli Anni Sessanta)

Il giudice Tiani è stato protagonista dei processi in Corte d’assise a Bergamo in particolare negli anni Ottanta, ma è soprattutto ricordato per alcune sentenze importanti, frutto di procedimenti lunghi e laboriosi. Ricordiamo il famoso giallo del medico siriano Alazan, processato nel 1981 e assolto dalla Corte d’Assise di Bergamo dopo un processo durato per oltre trenta udienze in cui il presidente della corte, Ugo Pino Tiani, sviscerò la vicenda in ogni particolare. E poi ci fu il famoso processore con ben 132 imputati al terrorismo bergamasco che pure si svolse alla fine del 1981 e durò per sette mesi. Il processo arrivò dopo le indagini del sostituto procuratore Gianfranco Avella, che sostenne la parte dell’accusa. Fu il processo che sgominò parte di Prima Linea e altre organizzazioni terroristiche minori. La sentenza parve a molti l’espressione di una sapienza illuminata: non si accaniva contro i giovani colpevoli, ma in molti casi tendeva loro la mano per favorirne il riscatto.

Il giudice Tiani se ne è andato l’altro giorno e martedì pomeriggio si sono celebrati i funerali in Borgo Canale, nella parrocchiale di Santa Grata Inter Vites. Un ricordo commosso è stato tracciato dall’avvocato Ettore Tacchini, per anni presidente dell’Ordine forense bergamasco. Ha suscitato un certo stupore vedere in chiesa alcuni avvocati, ma nessun rappresentante della magistratura orobica.

Ma Tiani non se la sarebbe presa, lui era una persona di grande intelligenza, a tratti apparentemente ingenua, in realtà ironico e attento a dettagli che ad altri sfuggivano. Gli stessi dettagli che aveva filmato nelle pellicole che aveva girato come cineamatore. A Tiani dobbiamo ritratti imperdibili di come era Città Alta negli anni Sessanta e Settanta, e chi erano e come vivevano i suoi abitanti. Alcuni suoi filmati sono stati montati fino a formare un vero lungometraggio. Il giudice Tiani – per gli amici Pino – aveva confessato poco più di due anni fa: «Ho sempre avuto la mania di conoscere le persone, persino quando passavo sulle Mura vedevo la gente che parlava e pensavo a registrare i discorsi… mi interessava la vita con i suoi spunti, e i suoi fermenti».

Lo si incontrava a volte, nelle belle mattine, sulle panchine di Colle Aperto ed era sempre pronto al sorriso, gentile, felice di scambiare due chiacchiere. Arrivederci, giudice Tiani, è stato bello conoscerla.

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