«Sembrava la fine del mondo»

I danni della rissa tra temporali Dalmine e il caso grave di Longuelo

I danni della rissa tra temporali Dalmine e il caso grave di Longuelo
Cronaca 03 Agosto 2016 ore 07:30

«Sembrava la fine del mondo», dice ancora scosso un turista: «Mai visto un temporale così violento». Per i bergamaschi invece le eccezionali piogge che si sono abbattute domenica mattina, 31 luglio, sulla città e sulla provincia non sono più, purtroppo, una novità. Sin dalle sei del mattino forti raffiche di vento e bombe d’acqua hanno messo a dura prova alberi, segnaletica stradale e soprattutto la tenuta dei tetti. Moltissimi i danni con tegole volate ovunque, scantinati e box allagati e lunghi black out in abitazioni private ed edifici pubblici. La bergamasca – hanno spiegato gli esperti di 3BMeteo – si è trovata al centro di una “rissa” tra l’alta pressione proveniente da Sud e le correnti atlantiche penetrate da Nord. Lo scontro fra questi due elementi contrastanti ha fatto sì che vaste aree attorno alla città siano state flagellate da una famiglia di temporali con raffiche di vento fino a 130 km orari. In poche ore a Pontida sono caduti 100mm di pioggia, mentre a Longuelo ben 119.6 mm che sono la quantità media dell’intero mese di luglio.

La zona più colpita dal maltempo è stata la fascia centrale della provincia. La furia del temporale si è abbattuta in particolare su Dalmine, Levate, Zanica, Cologno, Urgnano, Stezzano, Azzano, Bergamo, Seriate, Albano, Nembro. Danni anche nella Bassa a Canonica e Ghisalba e nell’Isola a Suisio, Terno, Ponte San Pietro, Presezzo, Mapello, Cisano e Villa d’Adda.

Più di 500 le richieste di intervento ai Vigili del Fuoco di Bergamo, oltre 120 i volontari, coordinati in 20 squadre, di Protezione Civile che hanno lavorato per il ripristino delle condizioni di sicurezza e per lo sgombero delle numerose piante abbattute dal vento, in alcuni casi sono finite in mezzo alle strade. Da tutti i distaccamenti sono uscite squadre di Vigili del Fuoco (complessivamente gli interventi sono stati 150), ma è stato necessario chiedere i rinforzi da Lecco e Palazzolo sull’Oglio.

 

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A Dalmine le conseguenze più gravi con ingenti danni in ogni frazione: il Comune ha deciso di dichiarare lo stato di calamità naturale. «Qui è un disastro. Non servono tante parole, bisogna venire a fare un giro per capire tutto quello che è successo», ha detto un volontario della Protezione civile. Tantissimi gli alberi sradicati e i rami caduti, i cartelli stradali divelti e i tetti di abitazioni e aziende scoperchiati. Una gru da cantiere è stata abbattuta dal vento distruggendo il tetto di una casa. Tra gli edifici danneggiati, il Battistero della frazione Brembo, dove il tetto in legno, marmo e rame è stato scoperchiato per circa metà superficie e la copertura è stata lanciata dalla furia del vento sulla strada. Sempre nella parrocchia sono stati danneggiati la recinzione e le attrezzature utilizzante per la festa di giugno. Anche la copertura del Museo del presepe è stata parzialmente scoperchiata e l’acqua ha allagato la segreteria. Alla scuola elementare Collodi di Sforzatica Santa Maria, una grossa pianta di un giardino si è sradicata schiantandosi sopra un garage e andando poi a finire sulla strada. Colpite anche le scuole materne. A Mariano il campo sportivo ha visto divelta parte della recinzione su cui si sono abbattute delle piante e problemi anche alla palestra. Nel vecchio cimitero di Sforzatica Sant’Andrea alberi caduti hanno danneggiato il muro di cinta e parte del tetto. Danni anche a uffici e servizi del campo da tennis al centro sportivo e alla copertura della biblioteca Montalcini. Tre parchi pubblici, in viale Lombardia, largo Europa e viale Locatelli, sono stati chiusi per garantire l’incolumità dei cittadini. Il Comune lunedì ha stanziato 350mila euro per l’emergenza e istituito una task-force e un ufficio ad hoc per mappare le richieste di intervento. I 350 mila euro saranno destinati agli edifici pubblici danneggiati e si tratta di un prima tranche, in attesa di verificare la reale entità dei danni subiti. Nel frattempo, la sicurezza sulla viabilità è stata ripristinata dagli uomini della Protezione civile, dai volontari e degli stessi cittadini. Il sindaco ha detto che aiuti sono arrivati anche da fuori paese, come dal gruppo alpini di Filago. Anche a Lallio, Treviolo, Stezzano e Osio Sotto sono state ore di paura per numerosi cartelli pubblicitari e di segnaletica stradale sono stati divelti dal terreno.

Nella zona dell’Isola la corrente elettrica è mancata per parecchio tempo: emblematico il caso di Bonate Sotto dove, a causa di un danno proprio ai cavi elettrici, per 12 ore molti cittadini sono rimasti al buio. Anche alla Piana di Mapello un gruppo di più di 60 persone è rimasto senza luce da mattina a sera. A Calusco una tromba d’aria ha scoperchiato il tetto di un condominio, scagliando grossi detriti sulla strada. Colpiti anche Ponte San Pietro, Filago, Brembate e Ambivere.

 

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Anche Bergamo, dove le piogge torrenziali sono durate una ventina di minuti, ha registrato il solito allagamento al sottopasso del rondò delle Valli, alcune vie si sono trasformate in fiumi mentre alberi sono caduti a Monterosso, Redona e Valtesse. Si sono allagati anche alcuni condomini già danneggiati dal maltempo a giugno: in via Mattioli a Longuelo cento garage sono stati di nuovo sommersi, in via della Colombaia in alcune cantine si è raggiunto un metro d’acqua e in via don Guanella garage e cantine sono state invase dall’acqua. Anche in via XXIV Maggio sono caduti diversi alberi, uno dei quali ha danneggiato un appartamento.

Longuelo il caso più grave riguarda il condominio Le Due Torri di via Mattioli. Qui un mese fa il livello dell’acqua nei box aveva raggiunto il metro e mezzo, danneggiando gli impianti elettrici, l’ascensore e i serbatori d’emergenza. La ditta di spurghi aveva lavorato quattro giorni per liberare i garage dall’acqua e i residenti in molti casi hanno dovuto cambiare o riparare le auto e buttare gran parte di ciò che era custodito nei box. Complessivamente si parla di un danno superiore ai 200mila euro. Domenica l’incubo si è ripetuto. «Questa volta – ha dichiarato un residente a L’Eco di Bergamo – abbiamo avuto solamente, si fa per dire, mezzo metro d’acqua che è bastato però a danneggiare ancora una volta i garage dello stabile. Anche ieri sono giunti da noi carabinieri, agenti della polizia locale e vigili del fuoco, ma intorno alle 14 abbiamo dovuto chiamare una ditta privata per pompare in superficie l’acqua stagnante. Ora, durante ogni temporale, temiamo che ci siano danni e problemi per le circa 50 famiglie che vivono qui».

Il Corriere riporta le parole di un residente, Adriano Carini: «Sembra una maledizione: in 22 anni che vivo qui non era mai successo. Ma prima abitavo alle Case Aler vicino alla Chiesa e lì a ogni temporale si formavano 30 centimetri d’acqua nelle cantine nel 1958 e lo stesso succede ancora oggi». Dalle case Aler confermano che il problema dopo 60 anni persiste. Per risalire alle cause delle continue alluvioni, 200 famiglie hanno dato vita al Comitato alluvionati Longuelo: «C’è qualcosa che non va nella gestione delle acque nella zona di Astino – hanno spiegato due tecnici del Comitato -. Ci sono fossi pieni di vegetazione, la nuova Gronda del Consorzio di bonifica anche, ci sono tratti di sponde che franano, griglie che si intasano». Sempre il Corriere della Sera riporta la testimonianza di una signora di 93 anni, Eurosia Losa, residente in una casa della zona che si trova sotto il livello stradale. Un mese fa, in occasione di altre “bombe d’acqua”, aveva sentito il letto sollevarsi mentre stava dormendo e per salvarsi dall’acqua che riempiva la stanza si era arrampicata sull’inferriata della porta, a un metro d’altezza. Domenica stesse scene: «Per fortuna era meno, ma si sono spaventata. Mai visto niente del genere in 64 anni che vivo qui», ha detto la signora.

Anche a Loreto il maltempo ha causato l’allagamento di 7 box e 8 cantine in una palazzina di via Broseta all’angolo con via Toti, dove per poco non si è verificata una tragedia: intorno alle 12 l’acqua che riempiva la strada si è riversata dalle griglie del marciapiede e poi in un’intercapedine e un muro di un box è ceduto e ha intrappolato sotto le macerie Fiorento Vavassori, 77 anni, che si trovava nel suo laboratorio meccanico al piano interrato. «Ho sentito un boato – ha raccontato Vavassori al Corriere -, il muro è crollato, sono stato travolto e mi sono trovato a terra con l’acqua alla gola. Mi sono detto: è finita. Il getto ha anche ribaltato un tornio di una tonnellata e mezza. Se fossi stato un metro più in un là mi avrebbe schiacciato». Fortunatamente l’uomo se l’è cavata con 10 giorni di prognosi per ferite a un braccio.

A Nembro una tromba d’aria ha scoperchiato il tetto di una palazzina, dove abitano nove famiglie, in via Carrara, allo svincolo per Albino. La palazzina è stata dichiarata inagibile e 15 persone sono fuori casa. La superstrada e la ciclabile sono state chiuse alcune ore per rimuovere il materiale trasportato dal vento. Anche una casa nella zona di Viana ha subito gravissimi danni al tetto. Encomiabile la solidarietà tra le famiglie residenti: l’Eco di Bergamo riporta il caso di una signora che si è preoccupata di preparare il pranzo alle famiglie colpite dalla tromba d’aria. L’amministrazione comunale ha invitato la cittadinanza a presentare entro il 26 agosto la segnalazione di danni diretti o indiretti subiti.

Gravi danni anche in Val Gandino. Colpite in particolare l’area feste di San Rocco a Leffe e soprattutto a Cazzano Sant’Andrea, dove il capannone industriale dell’Autotrasporti Mosconi è stato letteralmente devastato. A Gandosso e Sarnico si sono registrati problemi per il festival degli artisti di strada. Gli stand in piazza XX Settembre sono finiti in acqua. L’organizzazione del Sarnico Busker Festival ha riprogrammato la maggioranza degli spettacoli previsti.

 

 

Per tutta la mattinata di domenica si sono registrati disagi alla circolazione ferroviaria su alcune linee, in particolare sul tratto Lecco-Bergamo. Solo qualche ritardo nei voli, invece, all’aeroporto di Orio. Gli aerei che hanno ritardato il decollo sono stati quelli diretti a Madrid, Catania, Lamezia, Brindisi, Copenhagen, Colonia, Parigi Beauvais, Ibiza e un charter per Malaga e Palma di Maiorca. Dei voli in arrivo solo quello proveniente da Timisoara, operato da Wizz Air, è stato dirottato a Verona e poi riposizionato a Bergamo.

Notizie pessime per l’agricoltura: il  maltempo quest’anno sta distruggendo interi raccolti, con i danni che superano abbondantemente i 5 milioni di euro. Un primo monitoraggio effettuato domenica dalla Coldiretti di Bergamo sulla base delle segnalazioni arrivate da imprenditori agricoli associati, ha rilevato altre devastazioni a causa dei campi allagati. A Calcinate diverse piante sono state sradicate e spaccate a metà mentre il mais in campo è stato allettato dalle piogge battenti e dal forte vento. Criticità si sono rilevate anche a Mornico al Serio dove una vera e propria tromba d’aria ha scoperchiato tetti e piegato il mais che ora avrà una resa sicuramente molto inferiore perché le piante sono state danneggiate. Diversi allevamenti sono invece rimasti senza elettricità per ore, rendendo molto difficoltose le operazioni di mungitura delle mucche.

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