Sequestro di persona e frode fiscale: maxi operazione della Finanza tra Brescia, Bergamo e Milano
L’indagine ha svelato un'organizzazione criminale ben strutturata, con metodi tipici delle mafie. Sei persone sono state arrestate, nove sottoposte a restrizioni

Un'importante operazione della Guardia di Finanza ha portato all'arresto di sei persone, accusate di sequestro di persona e sottrazione di denaro ai danni di un imprenditore. Come riportato dai colleghi di Prima Brescia, l’indagine ha svelato un'organizzazione criminale ben strutturata, con metodi tipici delle mafie. Oltre agli arresti, sono state imposte restrizioni per altri nove individui coinvolti in una maxi-frode fiscale.
Sequestro ed estorsioni: come operava la banda
I sei arrestati avrebbero sequestrato un imprenditore per sottrargli beni dal valore di oltre 1,5 milioni di euro. Il gruppo operava con minacce ed estorsioni, seguendo dinamiche tipiche della criminalità organizzata.
L’indagine, coordinata dalla Procura Distrettuale di Brescia, ha visto il coinvolgimento della Guardia di Finanza, di autorità svizzere, di Eurojust e dell’Interpol, data la portata internazionale della vicenda.
Una frode fiscale da 250 milioni di euro
Oltre al sequestro di persona, l'inchiesta ha portato alla luce un vasto sistema di evasione fiscale basato su fatture false, per un totale di oltre 250 milioni di euro. Le società coinvolte, attive nel settore edile tra Brescia, Bergamo e Milano, erano utilizzate per la gestione illecita della manodopera e operazioni finanziarie fraudolente.
Attraverso intercettazioni e indagini bancarie, gli inquirenti hanno ricostruito il meccanismo truffaldino, portando al sequestro di oltre 27 milioni di euro, proventi dell’evasione fiscale.
Perquisizioni e provvedimenti
L’operazione ha coinvolto oltre 200 militari, che hanno effettuato perquisizioni in Italia e all'estero. Sono stati impiegati anche cani addestrati alla ricerca di denaro contante nascosto.
Oltre agli arresti, sono stati colpiti da misure interdittive nove individui: sette imprenditori del settore edile e due professionisti di Brescia. Sono accusati di aver partecipato a un sistema di compensazioni fiscali indebite per un valore di circa 1,5 milioni di euro.
Le misure adottate dalla magistratura si basano sulle prove finora raccolte, ma gli indagati restano presunti innocenti fino a sentenza definitiva. L’indagine, iniziata nel dicembre 2021, prosegue per individuare ulteriori responsabili e approfondire il coinvolgimento di altri soggetti in questo sistema fraudolento.