bottino da oltre 100 mila euro

Serie di furti in casa tra Bergamo e Lecco: nella banda anche un ex poliziotto

Sono 47 i furti contestati alla banda. In carcere l'ex poliziotto e altre quattro persone. Altri tre complici sono stati denunciati

Cronaca 16 Giugno 2021 ore 15:24

Da novembre dell’anno scorso a oggi avrebbero messo a segno almeno 47 furti in appartamento, colpendo tra le province di Lecco e Bergamo. Questa mattina, mercoledì 16 giugno, sono finiti in carcere un ex agente della polizia penitenziaria e quattro cittadini albanesi, con un’età compresa tra i 29 e i 56 anni.

L'ex poliziotto, A.D., 56 anni, era già stato arrestato con l'accusa di essere colluso con alcuni detenuti a cui venivano procurati cellulari e stupefacenti. Il cinquantaseienne, inoltre, da agosto percepisce il reddito di cittadinanza e ora saranno avviate le procedure con la direzione provinciale dell’Inps per la revoca del sussidio. Gli arrestati sono stati portati nelle carceri di Verona e Bergamo, in attesa dell’interrogatorio di garanzia da parte del Giudice per le indagini preliminari.

Altre tre persone, un uomo e una donna di origini albanesi e una donna di nazionalità rumena, sono state invece denunciate in stato di libertà perché, pur essendo ritenute complici, hanno svolto ruoli minori nei furti messi a segno.

Come riportano i colleghi di PrimaMerate, la lista dei Comuni dove la banda ha colpito è lunga: incursioni si sono verificate non soltanto nella frazione Sartirana di Merate, ma anche a Imbersago, Montevecchia, Olginate, Calco, Valgreghentino, Garlate, Calolziocorte, Carenno e Villa d’Adda.

La banda è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Merate, su ordine del tribunale di Lecco. Tre degli indagati sono stati fermati in autostrada nelle vicinanze di Verona, mentre si stavano allontanando per recarsi temporaneamente all’estero, altri due sono stati sorpresi in una delle abitazioni utilizzate.

Durante l'operazione sono stati trovati e sequestrati numerosi arnesi da scasso e circa 5 mila euro in contanti, una somma che i militari ritengono essere parte del bottino dei furti.  Sono in corso accertamenti sui canali di ricettazione della merce rubata, ma, secondo le prime stime, il valore della refurtiva supererebbe i 100 mila euro.

Le indagini

L’attenzione dei carabinieri si è concentrata su alcuni veicoli sospetti parcheggiati nelle vicinanze delle abitazioni prese di mira, che erano stati effettivamente usati per mettere a segno i furti. Gli indagati sono tutti di fatto senza fissa dimora, ma i militari sono comunque riusciti ad individuare gli appartamenti usati come base d’appoggio, situati in Comuni non distanti dalle zone verso cui la banda si muoveva per compiere le loro razzie.

Gli orari preferiti per i furti erano quelli tardo pomeridiani in inverno, in cui si poteva approfittare dell’oscurità e dell’assenza delle persone da casa, e, con l’approssimarsi dell’estate, della notte fonda. Nonostante il timore di essere controllati dalle forze dell’ordine, i fermati hanno più volte sfidato il lockdown e non si sono fatti troppi scrupoli di essere scoperti dai proprietari che dormivano in casa.

Classico il modus operandi: una volta individuato l’obiettivo, i ladri cercavano di entrate in casa utilizzando attrezzi da scasso, che poi, al termine del colpo, venivano nascosti in diversi luoghi per eludere i controlli.