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La campagna

Sesso sicuro per nutrie e procioni: Lav punta sugli anticoncezionali

Sesso sicuro per nutrie e procioni: Lav punta sugli anticoncezionali
Cronaca 16 Novembre 2016 ore 10:15

Pillola contraccettiva per nutrie. Sterilizzazione per procioni. Sembra fantascienza e in parte lo è. Ma si comincia davvero a parlarne, anche nella Bassa bergamasca, di queste curiose alternative alla un po’ inquietante «eradicazione  delle specie allogene». Le specie – piccioni, nutrie, procioni – che fanno più male che bene, in un ecosistema dove «naturalmente» non dovrebbero stare. Nella fattispecie, nell’ultimo periodo  i dibattiti si sono sviluppati indipendentemente su come tutelare i procioni di Fara e come salvare dal macello le decine di migliaia di nutrie che vivono ormai un po’ ovunque nella Bassa. In questo caso si parla di Vidalengo, dove  durante l’ultima riunione del comitato di frazione si è parlato a lungo di dare alle nutrie femmina una seria e risolutiva cura ormonale.

Il problema è semplice: cercare di contenere la popolazione degli animali indesiderati senza   spargimento di sangue. Controllo delle nascite, insomma. Nel primo caso si tratta di una proposta (seria) della Lav di Bergamo – Lega Antivivisezione. Si tratta di  campagna di sensibilizzazione   già di fatto attiva tra Canonica, Fara e Treviglio, che  punta alla raccolta firme da portare in Regione Lombardia. La soluzione sarebbe quella di catturare, sterilizzare e liberare di nuovo  i procioni, lasciando che gli animali facciano… il loro mestiere. Ma «sparando» a salve. Estinguendosi però «da soli» nel giro di una generazione.  In questo modo, con un costo limitato alla sterilizzazione dei pochi esemplari rimasti a Fara, circa un centinaio, si andrebbe a rimuovere gradualmente il problema dell’invasione degli orsetti lavatori.

Questione più complessa e curiosa a Vidalengo (e qui anche nella Lav sono piuttosto scettici). Nella frazione caravaggina, qualcuno ha proposto l’utilizzo pillola  anticoncezionale tout cort. Sì, perché se Vidalengo sta diventando la nuova Cina, sovrappopolata, non di persone, ma di nutrie, la soluzione per placare l’istinto riproduttivo di migliaia di castorini senza ricorrere alla doppietta è a portata di mano. L’idea (leggi sotto) alletta molti, ma di fatto la Regione Lombardia non si è ancora espressa in merito. Anche se la tecnica delle esche «alla pillola» sarebbero già state utilizzate in Veneto, con alterni successi.

 

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I problemi si possono risolvere senza prendere in mano i fucili». «Nonostante non sia ancora stato eseguito un censimento ufficiale, e non vi sia evidenza di un loro aumento significativo, così come non vi siano evidenze concrete e certificate di danni arrecati dai procioni, si è deciso di abbatterli». E’ un pesante «j’accuse» quello della Lav – Lega Antivivisezione, che  difende così la colonia dei cento procioni dell’Adda condannati, a loro detta, senza prove. Di prove, in realtà, replicano molti residenti ce ne sono, e molte. Si tratta d tutte le tracce lasciate dai procioni nelle aree abitative in prossimità del polmone verde negli ultimi dodici anni. Dal 2004  il Parco dell’Adda ospita una colonia in costante crescita, che conta oggi circa cento esemplari. Gli orsetti lavatori, originari del Nord America, rappresenterebbero secondo molti  una minaccia per l’ecosistema del fiume e non solo. Sono stati numerosi gli «attacchi»:  galline uccise nei pollai, fili della corrente rosicchiati e sottotetti diventate tane.  Così circa tre anni fa la Provincia aveva promesso tavoli di lavoro per analizzare e risolvere il problema senza troppi spargimenti di sangue. «Da quanto il ruolo della Provincia è stato ridimensionato, però,  ci siamo trovati con una Regione  che, senza consultarci, ha  inviato un piano di abbattimento per i pochi esemplari rimasti – spiega Donato Ceci, presidente Lav Bergamo – Abbiamo comunque chiesto un incontro per parlare del problema e valutare insieme la proposta che abbiamo pensato». Tra Treviglio, Fara e Canonica sono diversi i punti di raccolta firme istituiti dalla Lega Antivivisezione dei Bergamo. «Quello che proponiamo è un modo pulito e facile per uscire dal problema – premette Ceci – La Lav suggerisce di procedere con la sterilizzazione degli animali piuttosto che con l’abbattimento, sicuri che  i problemi si possono risolvere parlandone, senza necessariamente prendere in mano i fucili». Nel concreto si tratterebbe di catturare gli orsetti lavatori  per poi procedere con la sterilizzazione. «Si andrebbe incontro a costi legati essenzialmente ai prezzi delle gabbie – continua Ceci – I costi delle sterilizzazioni presso veterinari di zona non ci spaventa: gli animali sono solo un centinaio». Inoltre, una volta approvata la proposta da parte della Regione, la Lav procederebbe con convenzioni con veterinari esperti nelle aree di Fara e Canonica. «Non vedo il motivo per cui la Regione   non dovrebbe accettare la nostra proposta – continua  il presidente  –  Dalla nostra parte abbiamo figure specializzate con varie esperienze nel settore». Ci si riferisce alla stretta collaborazione con Samuele Venturini, biologo specializzato in questo genere di fauna. Già dalla prossima settimana si dovrebbero avere risposte concrete. Più scetticismo invece sul progetto caravaggino delle «pillole  anticoncezionali» per nutrie. L’idea nasce nel contesto di Vidalengo, dove le nutrie stanno spopolando. «Si tratta di un’idea molto remota – ha detto – Al momento non c’è nulla di concreto. Se si decidesse di investire nel Nord Italia, però, il problema della proliferazione incontrollata verrebbe ad annullarsi in tempo breve».

 

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Niente veleni ma… pillola anticoncezionale. Le nutrie non si possono abbattere? E allora facciamo in modo che non si riproducano. E’ la proposta emersa venerdì della scorsa settimana a Vidalengo, durante la riunione del Comitato di frazione. Alcuni cittadini si sono lamentati della sempre più «ingombrante» presenze dei grossi roditori. Una vera e propria piaga non soltanto per l’agricoltura, ma anche per chi vive a ridosso della campagna, che spesso si ritrova faccia a faccia con questi «toponi», noti anche per essere molto aggressivi se si sentono minacciati. Proprio a Caravaggio, infatti, lo scorso anno un’anziana era stata morsa da un nutria durante una passeggiata nei campi. Durante la serata, il segretario del Comitato, Carmine Voccia (nella foto), ha accennato alla possibilità di utilizzare pastiglie sterilizzatrici da spargere sul territorio. «Ne abbiamo parlato con un esponente della Lav (Lega Anti Vivisezione, ndr) – ha spiegato Voccia – e ci ha parlato di un sistema che affronta il problema in modo più lento nel tempo, ma evitando l’uccisione degli animali. Ovvero l’uso di pastiglie che rendono sterili le nutrie. Col passare degli anni si riprodurranno sempre di meno e il numero di esemplari si ridurrà naturalmente». Del resto, ucciderle richiede procedure burocratiche troppo complicate, visto che c’è anche il problema della distruzione delle carcasse. La pillola anticoncezionale potrebbe essere un’idea. Si tratta di un sistema di cui se ne sta discutendo in Veneto, dove il problema è molto sentito come in Lombardia. Per mettere d’accordo agricoltori e animalisti, si sta pensando a una sorta di mangime anticoncezionale che frenerebbe la riproduzione. Un metodo più veloce anche della sterilizzazione di maschi dominanti in ambulatorio che viene utilizzata in diversi Comuni italiani. L’iniziativa, come detto, viene appoggiata anche dalle associazioni ambientaliste che si sono scagliati contro i metodi più disbrigativi come fucili e trappole. Sul sito www.animalisti.org, ad esempio, viene proposto  come metodo indolore. «La nutria – è scritto nel portale –  si riproduce molto velocemente, basterebbe una campagna con anticoncezionale granulare nei mangimi, come già avviene in altre nazioni e si fermerebbe la loro riproduzione».