Scena truce

Shitzu viene sbranato da un pitbull Voleva solo difendere i suoi padroni

Shitzu viene sbranato da un pitbull Voleva solo difendere i suoi padroni
Cronaca 07 Maggio 2018 ore 04:30

Si è frapposto tra i suoi padroni e i due cani che li stavano per aggredire, ma così facendo ha finito con il sacrificare la sua vita per permettere loro di scappare e mettersi al sicuro in casa. Il piccolo Joe, un batuffolo shitzu di tre anni, è stato così ghermito dalle fauci dei cani e il suo corpo straziato buttato come un pupazzo di pezza in un angolo del giardino, sotto gli occhi atterriti dei suoi padroni. È l’incredibile episodio successo il 27 aprile, intorno alle 11, nel complesso di villette a schiera situate in via Resempiano a Bevera di Sirtori, nel Lecchese. «Mia moglie e mio figlio di 15 anni si trovavano con il cane in giardino, quando si sono visti improvvisamente assalire dai cani dei vicini, che erano riusciti a entrare nel nostro giardino scavando un buco sotto la triplice rete che separa le due proprietà – ci ha raccontato il padrone di casa Enrico Nocera –  Mia moglie e mio figlio per un attimo sono rimasti impietriti, poi, quando Joe si è messo di mezzo per proteggerli, sono riusciti a divincolarsi e a scappare in casa, da cui hanno assistito terrorizzati allo scempio del nostro cane, che per noi era ormai un membro della nostra famiglia». Attoniti e impotenti, i due padroni hanno così visto il  cucciolo finire nelle fauci dei cani e morire strattonato come un pupazzo di pezza  sotto i loro occhi. Uno strazio a cui si è aggiunta l’impossibilità di poterlo soccorrere per timore di essere assaliti a loro volta.

 

 

Chiusi in casa, e di fatto prigionieri dei due cani che non accennavano ad andarsene, madre e figlio non hanno avuto altra scelta che chiamare i carabinieri e attendere pazienti il loro arrivo. «Sono rimasti chiusi in casa, con i carabinieri,  fino a che non è intervenuto il veterinario dell’Ats, che a sua volta ha atteso l’arrivo dell’accalappiacani – racconta Nocera – Nessuno ha avuto il coraggio di avvicinarsi ai due cani. Anzi, mentre un carabiniere è rimasto in casa con la mia famiglia, l’altro è andato per ogni evenienza a presidiare il giardino comune del complesso: nel caso i due cani fossero riusciti ad introdursi anche lì, qualcuno doveva pur garantire la sicurezza degli altri residenti e dei loro bambini».  Per fortuna, il figlio più piccolo di 4 anni, in quel momento non era in casa. «Altrimenti sarebbe finita in tragedia – afferma sicuro Nocera – perché anziché avventarsi contro Joe, i cani avrebbero aggredito sicuramente mio figlio: tutte le volte che usciva in giardino, i cani abbaiavano dall’altro lato della recinzione». Ora mamma e figlio sono sotto shock e ancora non riescono a capacitarsi di quanto è successo. «Purtroppo hanno assistito alla scena e il ricordo di quanto avvenuto sotto i loro occhi  torna loro continuamente in mente. In queste notti fanno fatica a dormire e non riescono neppure più a stare in giardino. Mia moglie domenica si è sentita male e ho dovuto portarla in ospedale ad Erba». E dire che Nocera aveva più volte fatto presente al vicino sia la pericolosità dei cani, addestrati a suo dire con modalità quanto meno brutali, sia l’inconsistenza delle protezioni alzate tra le proprietà.

 

 

«Ho più volte segnalato la pericolosità dei cani, che è conseguenza dei ripetuti maltrattamenti da loro subiti, e provati non solo dalle testimonianze, ma anche dagli evidenti segni sulle loro schiene lasciati dai colpi inferti con tubi di plastica appesantiti all’interno da cemento indurito per “educarli” – spiega Nocera –  Maltrattamenti che sono stati riservati non solo al pitbull e al boxer, ma anche a un terzo cane, un piccolo shitzu come il nostro Joe, che viene lasciato rinchiuso su un piccolo balcone esterno, costretto a dormire sulla propria urina, senza alcun riparo, sporco e con tante cicatrici anche per le varie lotte ingaggiate con i due cani più grandi». Quanto successo drammaticamente alla sua famiglia, conclude Nocera, serva quanto meno a riflettere «sull’importanza della prevenzione e del pronto intervento di fronte a simili condotte che si traducono in un vero e proprio reato perseguibile. Se mio figlio di 4 anni non fosse andato a scuola quel giorno, cosa sarebbe accaduto? Se i due cani fossero saltati nelle parti comuni, dove giocano i bambini del parco, cosa sarebbe accaduto? Se non ci fosse stato il piccolo eroe Joe, mia moglie e mio figlio avrebbero avuto il tempo di chiudersi in casa? L’unica speranza ora è di riuscire a salvare da ulteriori maltrattamenti il terzo cane (il piccolo shitzu) che anche nell’aspetto mi ricorda tanto il nostro Joe. Quanto a noi, non riusciamo neppure più a uscire in giardino. Credo che dovremo per forza cambiare casa».

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