l'inchiesta

Si è conclusa dopo tre ore l’audizione di Conte davanti ai pm bergamaschi

I magistrati bergamaschi sentiranno a Palazzo Chigi in qualità di teste anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, e il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Si è conclusa dopo tre ore l’audizione di Conte davanti ai pm bergamaschi
12 Giugno 2020 ore 13:39

È iniziata questa mattina (venerdì 12 giugno) e si è conclusa dopo circa tre ore l’audizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi davanti al procuratore facente funzione di Bergamo Maria Cristina Rota e ai sostituti Paolo Mandurino, Silvia Marchina e Fabrizio Gaverini.

Il premier Conte è comparso davanti ai magistrati in qualità di persona informata sui fatti in merito alla mancata istituzione della zona rossa in Val Seriana all’inizio di marzo. Nell’occasione nella Bergamasca furono inviate decine e decine di militari per bloccare l’area; tuttavia, la decisione finale non arrivò mai.

Proprio la scelta di non sigillare i comuni di Nembro e Alzano Lombardo, due delle zone maggiormente colpite dall’infezione, rappresenta uno dei filoni dell’inchiesta (al momento senza indagati) al vaglio della procura di Bergamo. In particolare, la magistratura vuole chiarire se la decisione spettava al Governo o alla Regione (da mesi protagonisti di un vergognoso rimpallo di responsabilità) e se siano ravvisabili eventuali responsabilità penali.

Il Presidente del Consiglio ha sempre detto di non temere di finire indagato dopo il colloquio. «Ho agito in scienza e coscienza – ha più volte ribadito Conte ai cronisti -. Su Alzano Lombardo e Nembro, rifarei tutto. Riferirò doverosamente i fatti di mia conoscenza». Poco dopo mezzogiorno a Palazzo Chigi è arrivato anche il ministro della Salute Roberto Speranza, che sarà ascoltato come teste. Nelle prossime ore, dovrebbe essere la volta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

Al termine dei colloqui con gli esponenti del Governo, i magistrati bergamaschi dovranno scegliere se proseguire l’inchiesta, anche con eventuali iscrizioni nel registro degli indagati, oppure se trasferire gli atti alla procura di Roma per questioni di competenza territoriale. Una decisione, in tal senso, dovrebbe arrivare nell’arco della prossima settimana.

Nelle scorse settimane la procura di Bergamo aveva chiamato a riferire anche il governatore lombardo Attilio Fontana, l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera, l’ex direttore generale al welfare Luigi Cajazzo e il presidente di Confindustria Lombarda Marco Bonometti.

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