Alimentazione e salute

La formazione dei grassi in real time

La formazione dei grassi in real time
Cronaca 11 Giugno 2018 ore 09:15

Nulla passa quasi più inosservato alla scienza. Neppure la formazione delle goccioline di grasso che si creano dopo che abbiamo mangiato e la cui nascita, in real time, è stata seguita passo a passo, grazie a una macchina visionaria innovativa messa a punto da un gruppo di ricercatori dell’istituto di Fisica della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica e della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, in collaborazione con la Hebrew University di Gerusalemme. Lo straordinario processo è stato illustrato sulla rivista BBA Molecular and Cell Biology of Lipids.

Le goccioline di grasso. I lipidi o i grassi nascono dopo che abbiamo mangiato, non necessariamente cibi unti come si possa pensare. Questi, una volta che si sono formati, possono essere sfruttati dall’organismo secondo due differenti modalità: essere immagazzinati oppure essere bruciati per ricavarne energia, necessaria soprattutto in determinati momenti, come ad esempio nei periodi di digiuno, e così trasformati grazie all’attivazione e al governo di particolari reazioni chimiche. Il processo di formazione dei grassi dalla A alla Z sorprendentemente può essere oggi osservato con uno strumento ‘illuminante’. Una sonda fluorescente che evidenzia le particelle di grasso, cioè le goccioline lipidiche, presenti all’interno delle cellule. Il processo era già noto, ma era sempre stato descritto solo attraverso tecniche distruttive, ora è visualizzabile invece in tempo reale.

 

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Imaging spettrale con focale della micropolarità intracellulare. È questo il nome, un po’ complicato, della metodica che, sfruttando un sistema microscopico ad alta risoluzione spaziale e temporale, ha permesso ai ricercatori di vedere e quantificare le due modalità di conservazione dei grassi, o l’immagazzinamento o lo smaltimento, al naturale. Senza che occorra cioè distruggere le cellule o introdurre agenti esterni per la preparazione del campione. Il quale, dicono gli esperti, potrà avere interessanti applicazioni in vivo, dedicate soprattutto a ricerche e studi sull’obesità.

Le potenzialità della sonda. Oltre a colorare le particelle di grasso presenti nelle cellule e a dare indicazioni sul tipo di differente utilizzo che l’organismo fa dei grassi, la sonda è in grado anche di registrare eventuali squilibri nel processo di conservazione e sfruttamento dei lipidi stessi: un’alterazione spesso alla base dello sviluppo di disturbi metabolici. Questo perché la sonda consente di rilevare il grasso nel momento stesso in cui entra nella cellula, e poi vedere quando e come inizia la formazione dei depositi e la loro distribuzione nei tessuti, fino a poter contare il numero di goccioline di grasso presenti, nell’organismo. Ma non è tutto: la sonda, infatti, rileva anche specifiche alterazioni, cioè dove e come si interrompe o si amplifica questo processo, così come la formazione di depositi anomali e tossici per le cellule stesse o all’interno di organi, fino alla possibile insorgenza di tessuto adiposo in eccesso. Nessuna opportunità e occasione di seguire i grassi sfugge alla sonda, neppure quella che si determina anche in associazione con l’assunzione di farmaci.

 

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Creare nuovi farmaci per combattere l’obesità. È questo uno dei principali obiettivi dello studio di ricerca. Infatti l’accumulo anomalo di grassi è spesso causa dello sviluppo di disturbi alimentari i quali possono essere associati, ad esempio, a una dieta ad alto contenuto calorico, a insulino-resistenza, a diabete di tipo 2, dislipidemia tra cui il colesterolo alto, al fegato grasso noto anche come steatosi epatica non alcolica. Malattie che si contrappongono a quelle, sempre metaboliche, ma dovute invece a un basso livello, sotto la norma, di grasso corporeo, tra cui la lipodistrofia e la cachessia. L’osservazione in tempo reale di questi processi e alterazioni, dicono gli esperti, consente di capire come gli alimenti che ingeriamo, da soli o in combinazione a farmaci o stati patologici, possono agire sui grassi, stimolandone o riducendone la formazione. Conoscere meglio questo processo porterà da un lato alla strutturazione di diete personalizzate, anche eventualmente associate a i stati di malattia o a regimi terapeutici particolari, e dall’altro alla creazione di farmaci mirati anti-obesità, capaci cioè di contrastare l’accumulo tossico da eccesso di lipidi.

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