Ancora tanti i punti oscuri

Quello che si sa finora sul bimbo ucciso a Ragusa

Quello che si sa finora sul bimbo ucciso a Ragusa
01 Dicembre 2014 ore 08:50

È stata effettuata l’autopsia sul corpo di Loris Andrea Stival, il bambino di 8 anni trovato morto, il pomeriggio del 29 novembre, in una canale nei pressi di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa. Gli esami clinici non lasciano spazio a dubbi: si tratterebbe di omicidio. Il piccolo è stato strangolato. Gli inquirenti procedono con estrema cautela, soprattutto a causa dei tanti punti oscuri che costellano questa tragica vicenda, ma la Procura ha fatto appello alla cittadinanza affinché collabori alle indagini.

La ricostruzione della vicenda. Figlio di Davide, autotrasportatore, e di Veronica, casalinga, il piccolo Loris sabato mattina, intorno alle 8.30, è stato accompagnato a scuola dalla madre; zainetto in spalla, è sceso dalla macchina diretto al cancello dell’istituto elementare “Falcone e Borsellino” di Santa Croce Camerina, per iniziare una giornata scolastica come tante altre. Loris frequentava la terza elementare, ma in classe, quel giorno, non è mai arrivato: il piccolo è scomparso prima ancora di varcare la soglia dell’edificio, cosa che porta a ritenere che, non appena la madre si è allontanata, sia stato immediatamente avvicinato dal suo (o suoi) aguzzino. L’unica testimonianza disponibile al riguardo è quella di una compagna di scuola che sostiene di aver visto Loris, una volta sceso dalla macchina della mamma, dirigersi al chiosco appena fuori dalla scuola per comprare il consueto panino; ma la bambina se n’è poi andata, ignorando del tutto cosa sia accaduto nei momenti successivi.

A scuola gli insegnanti constatano l’assenza del piccolo, la quale, ovviamente, non desta alcuna preoccupazione. Veronica Stival, tornata per le 12.30 all’istituto per portare a casa il figlio, non lo trova, chiede informazioni a personale e professori, che le comunicano l’assenza del bambino. Viene immediatamente contattata la Polizia e si danno inizio, in tutto il paese, alle ricerche, che si concludono introno alle 17, quando Orazio Fidone, pensionato 65enne, ritrova il corpo senza vita di Loris abbandonato in un canale nei pressi di un mulino poco fuori città, a circa 4 chilometri dalla scuola elementare. Il bambino sarebbe stato prelevato da qualcuno a scuola, assassinato e gettato nel canale da un’altezza di tre metri e mezzo.

Ipotesi, indagini e dubbi. Il ritrovamento del corpo ha naturalmente dato il via alla girandola investigativa. Prima c’è stato l’interrogatorio di Fidone, il quale ha dichiarato di esser riuscito a ritrovare il corpo di Loris in quanto conoscitore della zona (più volte frequentata a causa delle battute di caccia a cui si dedica da tempo con gli amici) e ritenendo che da quelle parti difficilmente qualcuno sarebbe andato a cercare. In seguito gli inquirenti hanno sentito il custode dei terreni circostanti il mulino, che però ha dichiarato di non essersi accorto di nulla di sospetto durante la giornata del 29 novembre.

Un grande punto interrogativo riguarda lo zainetto di Loris, sparito. La testimonianza, ancora non confermata, di una donna avrebbe riferito di un avvistamento del bambino, intorno alle 9 del mattino per le vie del paese, già senza zaino. Ecco perché le forze dell’ordine hanno sequestrato tutti i nastri di qualsiasi registrazione delle telecamere, pubbliche e private, presenti nella cittadina.

In secondo luogo, c’è il rebus del tragitto dalla scuola al canale: è impensabile, a detta degli inquirenti, che un bambino di 8 anni abbia potuto percorrere da solo tutta quella strada, particolarmente accidentata, oltre che lunga. Quest’elemento lascia spazio all’ipotesi che, nella vicenda, ci sia stato il coinvolgimento di un mezzo di trasporto. Un altro dato riguarda il carattere di Loris, un ragazzino sveglio, ma introverso, che a detta degli investigatori “mai sarebbe andato con persone che non conosceva”.

Vi sono infine i risultati, ancora da confermare, dell’autopsia. Le analisi parrebbero certificare lo strangolamento come causa della morte, ma riguardo all’ipotesi di abusi sessuali subiti dal piccolo, il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, ha precisato che «al momento risulta infondata la presenza di segni di violenza a scopo sessuale» anche se per alcuni degli inquirenti questa ipotesi sta assumendo ora dopo ora una forza sempre maggiore. Intorno al corpo di Loris sono state inoltre trovate alcune tracce di sangue: non è però ancora chiaro se dovute ad una probabile caduta del bambino nel fosso oppure se conseguenza di altri atti di violenza precedenti. In mattinata era anche trapelata la notizia che Loris in passato avesse già subito abusi sessuali, ma fonti della Procura hanno detto che «al momento questa ipotesi è assolutamente non riscontrata».

Quelle strane parole del padre. Il padre di Loris, Davide, uscendo dalla questura nelle ore successive al ritrovamento, pare che abbia pronunciato una frase molto significativa: «Perché prendersela con mio figlio? Questa volta lo ammazzo con le mie mani». Parole smentite dagli investigatori ma confermate dalla zia del bambino, Antonella. «Sì, quella frase l’ha detta veramente – ha detto – È una frase che penso rientri nella normalità per la tragedia che si sta vivendo. È normale che si dia la colpa a qualcun altro. Il padre, preso dal nervosismo, ha detto questa frase e non so, non so di più. Ma non sono l’unica che è a conoscenza di questa frase».

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