occhio alla dieta e non solo per il peso

Sì, sì, speziate ogni cosa a Natale poi non lamentatevi dell’allergia

Sì, sì, speziate ogni cosa a Natale poi non lamentatevi dell’allergia
24 Dicembre 2019 ore 09:05

Una macinata di pepe rosa qua, una spolverata di curry là, una immersione nei profumi di cannella e speziati di una pasticceria, un assaggio di una fettina di pane cosparsa di semi di sesamo, qualche arachide sgranocchiata a conclusione del pasto, una uscita con gli amici dove a tavola gli «speziati» sono un imprevisto spesso possibile, un filo di trucco in più per prepararsi alla festa. E il «rischio» è fatto: a Natale, oltre ai parenti, si potrebbe avere a che fare anche con la gestione di una reazione allergica. Proprio così: pochi lo sanno, ma le spezie e gli alimenti che le contengono tra i propri ingredienti come anche i cosmetici, sono potenziali «colpevoli» dell’innesco di allergie, da starnuti lievi, a difficoltà respiratorie fino allo shock anafilattico nei casi più gravi in persone particolarmente sensibili e predisposte. Allora gli esperti di Aaiito, Associazione allergologi immunologi italiani territoriali ospedalieri, raccomandano attenzione, cautela e l’adozione di misure preventive nella preparazione delle pietanze natalizie e di ogni altro annesso e connesso. Ben inteso, non solo durante le feste, ma anche in qualsiasi altro momento dell’anno.

 

 

Le spezie sono potenzialmente allergiche. E il loro potere è piuttosto diffuso, colpisce secondo uno studio americano il 2-3 per cento degli adulti e fino all’8 per cento dei bambini con meno di sei anni: numeri che fanno delle spezie le responsabili dello sviluppo di circa il 2 per cento di tutte le allergie alimentari. Neppure l’Italia ne è esclusa sebbene in proporzioni lievemente più contenute. Resta però un fattore comune, indipendentemente dalla territorialità: la difficoltà di diagnosticare correttamente l’allergia alle spezie, soprattutto nelle donne, le più colpite. Non certo per incapacità degli esperti allergologi, piuttosto perché le spezie sono «ubiquitarie». Infatti non vengono impiegate solo al naturale per insaporire e aromatizzare piatti e pietanze, ma sono spesso contenute «dentro» altri prodotti di genere alimentare e in cosmetici rendendo il belletto più profumato e prezioso. Almeno così si dice e a farne le spese sono soprattutto le donne, maggiori utilizzatrici di prodotti di bellezza e/o di igiene personale, e chiunque abbia nel proprio di DNA una «componente allergica».

 

 

Le reazioni. Possono essere di vario tipo e intensità, provocate dall’inalazione, dall’assunzione o dal semplice contatto con le spezie. Si può passare da un lieve e sporadico starnuto premonitore o per una allergia blanda, a fenomeni respiratori più importanti e persistenti come rinite, tosse, broncospasmo fino ad attacchi asmatici veri e propri, ma anche sviluppare disturbi gastrointestinali variabili dalla semplice nausea al vomito fino alle coliche addominali, o scatenare a livello delle cute eczemi, prurito, congiuntivite e gonfiore di bocca e lingua.

 

 

Le spezie: i conti si perdono. Proprio così, perché nella lista stilata dall’International organization for standardization (Iso) se ne annoverano almeno 109 tipi diversi, solo fra le spezie che tradizionalmente vengono macinate e setacciate per ottenere delle polveri, di cui la metà prodotta e lavorata in India. Tra di esse si ritrovano quelle classiche e universalmente conosciute come pepe, cannella e peperoncino e quelle un po’ più di sostanza e di uso molto più frequente tra cui basilico, aglio, rosmarino e persino il sedano. Gli esperti hanno suddiviso le proteine che causano allergia in 4 grosse categorie: PR10, Profilline, Storage Protein ed Ltp. Si tratta di una classificazione importantissima perché consente di mappare i diversi allergeni contenuti nelle varie spezie, riuscendo a districarsi meglio soprattutto nella complessità delle allergie crociate.

 

Le allergie crociate. Sono reazioni scatenate nella stessa persona da cause e allergeni apparentemente non correlate fra di loro, ad esempio dall’«incrocio» di polline e alimenti di origine vegetale, dovute a una risposta immunitaria anomala nei confronti di proteine simili contenuti nei diversi allergeni. Ecco allora spiegato perché il 70 per cento degli allergici ai pollini soffre anche di una «reazione» alimentare o similmente anche chi soffre di allergia agli acari. Le allergie crociate più diffuse riguardano principalmente le accoppiate: allergia al polline di betulla e a alimenti quali mela, pera, fragole, lamponi, prugne, pesche, albicocche, ciliegie, mandorle, sedano, finocchio, carote, prezzemolo, kiwi, arachidi, noci e nocciole; allergia alle graminacee e insieme a frumento, cocomero, melone, limone, arance, prugna, pesca, albicocca, ciliegie, kiwi, mandorla, pomodoro e arachidi; allergia alla parietaria e al gelso unita spesso a quella a basilico, piselli, melone, ciliegie e pistacchi. Stesso problema esiste con le miscele di spezie e curry, cosiddette composite, le più ostiche per l’allergologo essendo difficile risalire a tutti i potenziali elementi allergenici. Il curry, ad esempio, ha fra i suoi componenti il fieno greco, un elemento potenzialmente pericoloso per chi è allergico agli arachidi, appartenendo entrambi alla famiglia botanica delle «Fabaceae».

 

Attenzione ai bambini. Che restano fra i più a rischio di allergie, dunque anche alle spezie. Proprio per «proteggerli» quanto più possibile e dare informazioni utili a mamme e papà, la Società italiana di allergia pediatrica ha messo a punto un «registro» delle allergie alimentari rare, dedicate a questa fascia di età. Esistono, infatti, casi di reazioni anafilattiche severe che possono mettere in pericolo di vita. Questo non vuole che gli esperti consigliano di eliminare le spezie dalla dieta dei piccoli, bensì di introdurle, quando sarà il momento, con la dovuta cautela allo stesso modo in cui ci si comporta con alimenti nuovi di cui sono si conoscono le potenziali tolleranze o intolleranze individuali.

 

 

Qualche precauzione. Per tutelarsi in parte dal rischio di allergie, riducendo il potere degli allergeni contenuti nelle spezie è possibile, dicono gli esperti, bollire, arrostire, friggere o sottoporle a qualsiasi altra forma di riscaldamento. È sempre vero? No purtroppo, perché per alcune spezie questa strategia culinaria potrebbe addirittura sortire l’effetto contrario e aumentare l’aspetto allergizzante. Allora? La sicurezza risiede nell’attenta lettura dell’etichetta dei prodotti in uso, siano essi alimentari, cosmetici o di igiene personale che devono presentare, per regolamento, l’indice di tutti gli ingredienti contenuti compreso gli allergeni, anche i meno noti e di minore utilizzo come sesamo, senape, sedano, lupini, anidride solforosa e solfiti evitando di acquistare e adoperare quelli potenzialmente a rischio. Resta comunque valida la prima regola: al solo sospetto allergico recarsi dallo specialista e eseguire, laddove vengano consigliati, i test per le intolleranze alimentari e nell’attesa di conoscere i risultati, meglio sospendere l’uso di qualsiasi prodotto contenente spezie.

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