Nuove disposizioni

Nuova ordinanza della Regione: al lavoro obbligo della rilevazione della temperatura corporea

Fontana prevede regole più restrittive di quelle presenti del Dpcm del 26 aprile. Le misure saranno in vigore da lunedì 18 maggio a domenica 31 maggio

Nuova ordinanza della Regione: al lavoro obbligo della rilevazione della temperatura corporea
14 Maggio 2020 ore 10:25

Quando i lombardi torneranno al lavoro lunedì 18 maggio dovranno misurare obbligatoriamente la propria temperatura corporea. È quanto ha stabilito il governatore Attilio Fontana nella nuova ordinanza del 13 maggio, nella quale prevede prescrizioni per i datori di lavoro maggiormente restrittive rispetto a quelle statali.

Nello specifico, i datori di lavoro dovranno sottoporre il personale al controllo della temperatura corporea e, nel caso in cui fosse superiore ai 37.5 gradi, non sarà consentito loro di restare sui luoghi di lavoro. Questa operazione dovrà essere effettuata anche quando, durante l’attività, il lavoratore dovesse manifestare tosse, raffreddore, congiuntivite, o altri sintomi di infezione respiratoria riconducibili al Covid-19. Le persone che si trovano in una condizione del genere devono essere momentaneamente isolate, non dovranno recarsi al pronto soccorso o nelle infermerie di sede e il datore di lavoro dovrà informare tempestivamente l’Ats competente, che fornirà alla persona interessata le opportune indicazioni cui dovrà attenersi.

In aggiunta a tali disposizioni, Regione Lombardia raccomanda fortemente anche di rilevare la temperatura dei clienti prima del loro ingresso nei negozi. Nei casi in cui abbiano una temperatura superiore a 37.5 gradi non sarà consentito loro l’accesso e dovranno contattare il proprio medico curante. Infine, Regione raccomanda fortemente a dipendenti e datori di lavoro di scaricare e utilizzare l’applicazione “allertaLOM”, così da poter compilare quotidianamente il questionario “CercaCovid” a essa collegato.

Le misure previste sono valide da lunedì 18 a domenica 31 maggio. Per gli aspetti non diversamente disciplinati dall’ordinanza, rimane in vigore quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020.

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