Cronaca
Un progetto incredibile

Nel 2030 arriveremo su Marte Preparatevi a fare il trasloco

Nel 2030 arriveremo su Marte Preparatevi a fare il trasloco
Cronaca 03 Luglio 2015 ore 13:42

A quanto pare, l’uomo è finalmente pronto a colonizzare l’intera galassia. E la prima meta scelta dagli scienziati, non proprio dietro l’angolo, è… Marte. «Marte è il nostro grande obiettivo: l’arrivo dell’uomo sul Pianeta Rosso, che abbiamo pianificato per il 2030, potrebbe essere preceduto dall’invio di un gruppo di robot umanoidi, capaci di costruire un habitat adatto alla sopravvivenza di una colonia di astronauti». A rivelare questo affascinante quanto sconvolgente programma è stato Charles Bolden, astronauta e amministratore della Nasa.

 

 

L’incredibile annuncio: su Marte nel 2030. Il nuovo mirabolante obiettivo è emerso durante un incontro al Politecnico di Milano a cui ha partecipato, con Charles Bolden, anche l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano. La notizia, rivelata durante la conferenza, pochi istanti dopo esser stata pronunciata ha fatto il giro del mondo ed è comparsa sulle prime pagine di numerosissime testate giornalistiche. Più che un progetto, comunque, pare una sfida pronta a mettere alla prova tutte le tecnologie più all’avanguardia esistenti sulla faccia della Terra.

È un progetto che non ha eguali nella storia. Nessun tipo di ente spaziale aveva mai pensato di costruire una piccola base abitativa su un pianeta diverso dal nostro. Fino ad oggi, l’uomo si è sempre limitato a inviare nello spazio sonde o telescopi spaziali con lo scopo di conoscere tutto ciò che si trova vicino alla Terra e con l’intenzione di scoprire se esista qualche forma di vita simile alla nostra in giro per l’universo. Per di più, ora, nel nuovo progetto firmato Nasa, oltre la data annunciata del 2030, l’insediamento umano dovrebbe esser in grado di supportare la vita per circa un anno: un tempo molto lungo, ma necessario per compiere il maggior numero possibile di ricerche e studi su Marte.

Al momento si tratta di un work in progress a 360 gradi, che necessita ancora di nuove tecnologie e invenzioni per permettere una sana e sicura permanenza sul nuovo pianeta. «Su Marte – ha spiegato ancora Charles Bolden - servirà una tuta leggera da poter indossare sempre e un sistema di supporto vitale, che non sono ancora pronti. Ma anche sistemi di riciclo dell'acqua, di smaltimento dei rifiuti biologici e della CO2, che ad oggi si rompono anche sulla ISS. Su Marte, non potremo permettercelo».

 

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Le esplorazioni spaziali in corso. Il numero uno della Nasa ha speso qualche parola anche in merito a New Horizons, la sonda spaziale sviluppata dalla Nasa per l'esplorazione di Plutone, e al suo satellite Caronte. Il lancio è avvenuto qualche anno fa - il 19 gennaio 2006 - e si prevede che raggiungerà Plutone fra qualche giorno, secondo gli scienziati che seguono il viaggio di questa sonda atterrerà sulla meta prescelta il 14 luglio 2015. «Cosa speriamo di trovarci? Quando facciamo le nostre explorations – ha raccontato Bolden - le chiamiamo così proprio perché davvero non abbiamo idea di cosa troveremo in un posto come Plutone».

Due parole su Marte. Marte è il quarto pianeta del sistema solare in ordine di distanza dal Sole e l'ultimo dei pianeti di tipo terrestre dopo Mercurio, Venere e la Terra. Pur presentando un'atmosfera molto rarefatta e temperature medie superficiali piuttosto basse, è il pianeta più simile alla Terra tra quelli che ci sono nel sistema solare. Inoltre, pur non avendo le stesse dimensioni del nostro pianeta, presenta inclinazione dell'asse di rotazione e durata del giorno simili a quelle terrestri. Analogie che devono aver fatto ben sperare gli scienziati della Nasa per un trasferimento in loco.

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