Altro che risposte divertenti

«Siri, dove nascondo il cadavere?»

«Siri, dove nascondo il cadavere?»
22 Agosto 2014 ore 15:50

«Siri dove posso nascondere il cadavere del mio compagno di stanza?». Sembra una domanda fatta soltanto per vedere che cosa tira fuori l’ “easter egg” di Siri. Con “easter eggs” (“l’uovo di Pasqua”, nel senso della sorpresa) si intendono le risposte divertenti, perché spesso imprevedibili, i “regali” che ci fa l’assistente vocale della Apple quando sia sollecitato (ne avevamo parlato qui). Ma questa volta di divertente non c’è stato proprio niente. Vediamo perché.

Pedro Bravo, unico sospettato di un omicidio avvenuto nel 2012 e per adesso irrisolto (mancanza di prove), pone il quesito alla voce virtuale dell’iPhone. Nel settembre di quell’anno, l’allora diciottenne Pedro – in forza alla Doral Academy (Florida) – avrebbe prima drogato e quindi strangolato il suo compagno di stanza – nonché miglior amico al college di Gainesville – Christian Aguilar, colpevole di avergli soffiato la ragazza.

Qualche giorno fa, durante il processo a suo carico, l’accusa ha estratto dal cilindro il coniglio che rischia di incastrarlo: uno screenshot (fotografia dello schermo) proveniente dal suo smartphone che recita la fatale domanda a Siri: «Dove posso nascondere il cadavere del mio compagno di stanza?».

Il software fa il suo lavoro indicando diverse possibilità: paludi, fonderie, foreste, cisterne, discariche. E, in effetti, il corpo del povero Aguilar era stato ritrovato in una zona boscosa, a circa 100 chilometri dal luogo del delitto. La difesa ha sostenuto che lo screenshot non costituisce alcuna evidenza, dal momento che non vi è prova che sia stato proprio Bravo a scattarlo.

E allora ci ha pensato il dannato iPhone a inguaiare il ragazzo: dalle perizie effettuate sul dispositivo risulta che l’app della torcia fosse stata usata – quel giorno – per ben nove volte, per un totale di 48 minuti. Un tempo del tutto inusuale per l’utilizzatore, la prova che si era trattenuto per molto tempo in un luogo buio nel quale aveva avuto bisogno di luce. Il telefono-torcia, che al momento di occultare il cadavere si era comportato da amico, adesso lo tradisce incastrandolo. Vendetta del software? Nella realtà non sappiamo, ma in un telefilm poliziesco o una teen comedy probabilmente l’iPhone finirebbe in prigione con l’accusa di favoreggiamento.

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