Multivitaminici con ingredienti " benigni"

Smart drugs per lavorare di più Ma attenti a sfruttare così il cervello

Smart drugs per lavorare di più Ma attenti a sfruttare così il cervello
21 Aprile 2015 ore 16:10

Un tempo era il caffè, che poi è diventato il whisky annacquato e infine la cocaina. Per i professionisti impegnati sul lavoro 24 ore su 24, costretti a infinite tirate notturne e scadenze impossibili, una piccola spintarella per portare a termine le proprie mansioni è sempre stata fondamentale. E questo a costo di tutto: l’ottimizzazione della prestazione del momento, una miglior concentrazione, più memoria e facoltà cognitive possono portare con sé, inevitabilmente, tragici effetti collaterali, che con il tempo deteriorano il corpo e il sistema nervoso in maniera irreversibile. Ecco perché dalla scienza arrivano sempre nuove sostanze, comunemente definite “smart drugs”, che possano dare quel qualcosa in più sul lavoro evitando di corrodere eccessivamente il fisico dei fruitori.

La nuova frontiera: i nootropi. La massima efficienza con il minimo danno è oggi data, parrebbe, dai “nootropi”, farmaci intelligenti che aumentano le facoltà cognitive, a tutti i livelli. Si tratta di rimedi ancora sperimentali, rispetto ai quali la tecnologia chimica sta procedendo per tentativi, ma che ha già attirato l’interesse di numerosissime start up farmaceutiche in tutto il mondo. Su tutte, la più attiva è senza dubbio Nootrobox, impresa il cui nome richiama evidentemente il prodotto venduto, la quale ha cominciato a mettere in commercio “Rise”, un multivitaminico composto da ingredienti benigni acquistabile con 25 euro (30 pillole). Si tratta di un concentrato di caffeina, amminoacidi presenti nel the verde e “bacopa monnieri”, un’erba che avrebbe il beneficio di accrescere la memoria. Per il momento è disponibile solo online, ma si lavoro alacremente per rendere il prodotto acquistabile in forma diretta, con ottimi margini già riscontrati su un potenziale mercato cinese. Nonostante il parere contrario di numerosi luminari e soprattutto alcuni comprovati effetti collaterali rinvenibili in una piccola percentuale di casi, come nausea cronica e improvvise sensazioni di sfinimento, i test medici hanno dato finora risultati sufficientemente rassicuranti, e il mercato è in incontenibile ascesa.

 

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C’è anche la bibita. Altro esempio di nootrope è il “Bulletproof Coffee”: si tratta di una bibita a base di caffè che aumenta la produttività, ideata da Dave Asprey, ormai a capo di un impero, lui stesso sotto effetto di nootropi da 25 anni. Vende prodotti sul suo sito, parla di dieta, miscele fai da te, benessere, smart drugs. Fa leva sulle persone in carriera, sugli studenti in procinto di tesi ed esami e sui lavoratori più anziani che invece non vogliono farsi sostituire.

Un metodo che desta perplessità. Come accennato, il lavoro su queste nuove sostanze si basa tutto su tentativi: vengono ideati nuovi nootropi e messi in vendita, e dalle recensioni e dai commenti online di coloro che li hanno provati si tenta di desumere quali possano essere i migliori accorgimenti da apportare. Un metodo che qualche dubbio lo desta, senz’altro, soprattutto in merito alla concezione sottostante che c’è del cervello e del sistema nervoso: i critici, infatti, sostengono che la materia cerebrale umana non può essere trattata come un sistema su cui giocare e su cui fare esperimenti, perché è troppo delicata e misteriosa per aver certezza di tutti gli effetti possibili. Ma secondo Devon White, medico ricercatore che da tempo di occupa dello studio dei nootropi, l’idea che sta alla base di queste nuove sostanze è proprio questa: trattare il cervello come un hacker tratta un software informatico, rigirandolo come un calzino per trovare le sue imperfezioni e fare tentativi per eliminarle.

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