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Ha sempre meno segreti

Il Sole scoppia di salute

Il Sole scoppia di salute
Cronaca 17 Ottobre 2014 ore 15:12

Il Sole, la stella che dà il nome al nostro Sistema planetario e che rifornisce di energia la Terra, custodisce misteri che per lungo tempo sono rimasti senza risposta, refrattari ai mezzi d’indagine a disposizione degli scienziati. Ultimamente però le cose sono cambiate e gli astronomi possono avvalersi di telescopi e sonde sempre più sofisticate, dotate di strumentazioni di rilevamento molto precise. È questo il caso di Iris, acronimo per Interface Region Imaging Spectroscope, il telescopio spaziale che più di un anno fa la Nasa ha spedito in orbita attorno al Sole per studiarne nel dettaglio l’atmosfera. Iris è fornito di un telescopio a raggi ultravioletti e di uno spettrografo. Il primo cattura l’1 percento della luce solare, elabora l’immagine e invia le informazioni allo spettrografo, che divide la luce nelle diverse lunghezze d’onda che la compongono e ne genera lo spettro. In questo modo, è possibile tracciare le differenze di temperatura nell’atmosfera solare, la velocità, la densità, la turbolenza delle particelle di plasma e lo stato della materia di cui sono composte le stelle.

 

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Le prime misurazioni del telescopio hanno aiutato gli studiosi a determinare quanta energia venga trasferita dalla regione dell’interfaccia fino alla corona solare e come avvenga tale trasferimento. La regione dell’interfaccia si trova tra la superficie solare, che ha una temperatura di circa 6mila Kelvin, e la corona, normalmente tra uno e due milioni di Kelvin, ma che può raggiungere i 10 milioni durante le tempeste solari. Uno dei quesiti posti dall’interfaccia era proprio costituito dalla temperatura: non si riusciva a spiegare come mai essa si innalzasse, poiché la temperatura dovrebbe diminuire a mano a mano che si allontana dal caldissimo nucleo, dove avvengono le reazioni di fusione.

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I segreti svelati. I risultati inviati dal telescopio Iris sono stati analizzati da cinque équipe di scienziati. Quella guidata dallo scienziato Bart De Pontieu ha scoperto che nella cromosfera avvengono dei movimenti di torsione mai osservati finora, i quale potrebbero spiegare la produzione del surplus energetico. L’équipe di Viggo Hantseen ha confermato l’esistenza di loop magnetici che finora erano stati solo ipotizzati da diversi modelli teorici. Hui Tan e colleghi hanno studiato l’attività della corona solare, scoprendo dei getti di plasma e particelle solari scaraventate nello Spazio ad altissima velocità. Nelle regioni più attive del Sole, Hardi Peter ha trovato sacche di plasma molto caldo incorporato in aree a temperatura più bassa, una differenza che crea“bombe” di plasma. Il gruppo di Paola Testa, infine, ha analizzato i fattori responsabili dell’esistenza dei loop magnetici di cui sopra, scoprendo un processo stellare che accelera le particelle a energie estremamente alte e che, nelle ipotesi degli scienziati, si verifica molto frequentemente in tutto l’Universo.