Secondo gli studiosi

Sonno e bambini, qualche consiglio

Sonno e bambini, qualche consiglio
25 Febbraio 2015 ore 12:05

Quaranta minuti possono fare la differenza sulla qualità di vita di un bambino. E sono quelli di sonno mancato, che oggi la maggior parte dei piccoli perde, specie per abitudini serali, ma anche quotidiane, sbagliate. Tanto che un milione di bambini e ragazzi fra i 3 e i 14 anni già soffre di insonnia. Con indiscusse ripercussioni caratteriali, ovvero maggiore irritabilità, ansia, depressione e abbassamento delle resa scolastica. Lo attesa una indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale Paidòss sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza; dati confermati anche da studi della National Sleep Foundation secondo cui quasi il 70 percento dei piccoli sotto i 10 anni ha già a che fare con disturbi del sonno di diversa natura.

A ciascuna età le sue ore di sonno. Non c’è da girarci intono: i bambini italiani dormono troppo poco; non certo e per fortuna a causa di patologie organiche come l’asma, il reflusso, le apnee ostruttive o disturbi dell’orecchio che possono portare via il buon riposo. In otto casi su dieci questa disabitudine a un sonno sano è dovuta semplicemente a scorretti stili di vita che accompagnano i piccoli nell’arco dell’intera giornata. Vanno infatti da abitudini alimentari non ad hoc a troppi impegni scolastici e pomeridiani, fino alle ultime ore serali, quelle che precedono addormentamento e sonno, trascorse in contesti troppo stimolanti, ovvero in compagnia di tecnologie o troppa luce e rumori. Che evitano così che il bambino riposi le giuste ore.

Perché ad ogni fascia di età ci vuole un preciso tempo dedicato all’abbandono alle braccia di Morfeo. Anche se ogni bambino è diverso dall’altro, fanno sapere gli esperti della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), in linea di massima fino a un anno di vita servono fra le 14 e le 18 ore di sonno fra il giorno e la notte; quando i piccoli vanno all’asilo si passa a 12-14 ore distribuite nelle 24 ore. Con la scuola elementare e poi alle medie invece il fabbisogno scende, ma resta comunque elevato: almeno fra le 10 e le 12 ore di sonno che scendono a 8-10 soltanto all’ingresso nella scuola superiore.

 

 

Le conseguenze del cattivo sonno. Non è solo questione di poco sonno, perché alla lunga i bimbi ne possono avvertirne conseguenze anche a livello di salute: aggressività, sentimenti antisociali, iperattività e depressione sono fra i primi effetti. Poi si possono aggiungere ansia e stress, difficoltà maggiori per il bambino a organizzarsi e a fare i compiti, calo dell’attenzione e minori stimoli creativi. Che incidono anche su un altro genere di implicazioni: infatti i disturbi del sonno possono associarsi anche a una riduzione dell’attività sportiva, un rischio più elevato di obesità o sovrappeso e di malattia in genere, perché il sistema immunitario è meno reattivo.

Qualche buona norma. Un contesto che invita a riflettere e soprattutto a prendere consapevolezza, specie da parte di mamma e papà, che i disturbi del sonno dei piccoli possono essere prevenuti e addirittura evitati con l’acquisizione di alcuni comportamenti e utili attenzioni. Ad esempio:

  • Attività extrascolastiche – Evitare che diventino troppe. I bambini hanno bisogno (anche) di tranquillità, persino di noia. Le attività pomeridiane dovrebbero limitarsi a uno o massimo due impegni settimanali, e almeno uno di questi dovrebbe essere costituito dallo sport.
  • Eccesso di tecnologia – Non lasciare mai a portata di mano, quando è ora di spegnere la luce, un computer per chattare e navigare o una consolle per giocare. Più gadget tecnologici sono a disposizione del bambino, meno è la voglia di andare a letto la sera. Così va evitata anche la televisione in camera. Una buona regola sarebbe quella di fare corrispondere ad ogni ora spesa con la tecnologia un’ora all’aria aperta, meglio se si svolgesse in questa occasione anche esercizio fisico.
  • Caffeina – Niente bevande contenenti caffeina, anche solo in piccola percentuale, la quale può essere presente anche in tè in bottiglia, cioccolato, gelati al caffè e in alcuni farmaci. Sono out per il sonno anche altre sostanze stimolanti, come la guaranà, pure contenute in bevande e altro.
  • Incubi – Sono spesso causati da eventi reali della vita del piccolo attraverso i quali i bimbi elaborano e esorcizzano le loro paure. Il migliore approccio per scacciare via gli incubi è dimostrare ai bimbi che mamma e papà ci sono, confortandoli a parole e gesti e poi rimettendoli a letto.
  • Salute – Sonni agitati, frequenti risvegli notturni, russamento potrebbero essere spia di qualche problema di salute, come le apnee notturne, un disordine caratterizzato da pause della respirazione durante il sonno. In caso di queste genere di manifestazioni è sempre meglio consultare il pediatra di famiglia.
  • Cibo – Alla sera è sconsigliato consumare un pasto eccessivo, o troppo vicino all’ora della nanna, o troppo salato, che può causare ripetute interruzioni e un sonno disturbato dalla sete.
  • L’ambiente – Il troppo freddo o caldo o illuminato o rumoroso storpia e può influire negativamente con il sonno del bambino. Pigiamino e coperte non devono essere né troppo pesanti né troppo leggere (soprattutto nel neonato che non è in grado di coprirsi e scoprirsi da solo) e l’ambiente va mantenuto silenzioso, intimo e gradevole nelle ore serali.
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