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Spedizione punitiva per una presunta violenza: sprangate e braccio rotto

Il padre della ragazza 17enne, il fidanzatino e alcuni amici sono accusati di aver organizzato e attuato a vario titolo il raid punitivo. Il pm ha chiesto l'archiviazione per il reato sessuale

Spedizione punitiva per una presunta violenza: sprangate e braccio rotto
Cronaca Bergamo, 24 Novembre 2021 ore 12:44

Al Tribunale di Bergamo ha avuto luogo l'udienza preliminare che vede imputato un 50enne, accusato di rapina e lesioni, per aver preso parte a una spedizione punitiva con spranghe contro un ragazzo, sospettato di violenza sessuale nei confronti della figlia 17enne.

A riportare le dinamiche è oggi (mercoledì 24 novembre) il Corriere Bergamo: nel settembre dell'anno scorso la giovane avrebbe riferito al genitore che, mentre erano nel camper dell'amico, lui avrebbe iniziato un rapporto sessuale, poi interrotto. Il padre e il fidanzatino della ragazza dopo il suo racconto hanno interpretato l'accaduto come una violenza, così insieme a dei conoscenti avrebbero organizzato un raid utilizzando proprio la minorenne come esca.

Arrivato all'appuntamento in camper, il bersaglio è stato picchiato e gli è stato spezzato un braccio (39 giorni di prognosi), il veicolo è stato danneggiato e gli assalitori lo hanno derubato di cellulare e occhiali.

Ne è seguita una denuncia che ha portato il padre della ragazza in tribunale, mentre dei due fidanzati si sta occupando il tribunale dei minorenni. La parte offesa è l'aggredito, la vicenda è stata ricostruita con le testimonianze e le immagini delle telecamere di un'azienda lì vicino, che hanno ripreso parte della scena. Il legale del genitore sostiene che il suo cliente non abbia preso parte al pestaggio, ma per l'accusa è da considerarsi concorrente morale all'agguato, a cui comunque era presente e per il quale avrebbe procurato le spranghe. Prosciolto dall'accusa di rapina uno dei conoscenti, un altro per i danni al camper.

Per quanto riguarda la sospetta violenza, non è stata avanzata alcuna denuncia e la giovane parlando con gli inquirenti non ha dichiarato di aver manifestato dissenso al rapporto, motivi per i quali il pm ha chiesto l'archiviazione, alle quali l'avvocato si è però opposto parlando della debolezza fisica e psichica della minorenne e chiedendo un incidente probatorio con una psicologa.