l'interrogazione

Spese per tamponi e reagenti, Carretta: «In Lombardia inferiori ad altre regioni. Perchè?»

Secondo un documento dell'Anac Regione Lombardia avrebbe speso 8 milioni 392mila 955 euro. Emilia Romagna e Veneto, al contrario, avrebbero speso rispettivamente 32 milioni 207mila 301 euro e 23 milioni 802mila 114 euro.

Spese per tamponi e reagenti, Carretta: «In Lombardia inferiori ad altre regioni. Perchè?»
27 Agosto 2020 ore 13:00

Quanto hanno speso le regioni italiane durante il lockdown per procurarsi tamponi e reagenti? Stando a un documento del 4 agosto redatto dall’Anac in merito a una «indagine conoscitiva sugli affidamenti in regime emergenziale di forniture e servizi sanitari connessi al trattamento e al contenimento dell’epidemia da Covid-19», la Lombardia avrebbe speso alla data del 30 aprile oltre 8 milioni (per la precisione 8.392.955 euro). Una cifra nettamente inferiore a quelle di Emilia Romagna e Veneto, che hanno speso rispettivamente 32 milioni 207mila 301 euro e 23 milioni 802mila 114 euro.

Per questa ragione il consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta ha deciso di «depositare un’interrogazione scritta per chiedere alla Regione che venga, in maniera pacifica e collaborativa, fatta chiarezza sulle spese sostenute durante il lockdown e l’emergenza sanitaria – spiega -. Il documento di Anac evidenzia grandi difformità di spesa ed è bene che i cittadini conoscano le ragioni di questa differenza».

«Le differenze sono ancor più evidenti se messe in relazione con i numeri dei contagi, delle persone gravemente malate e degli asintomatici che il nostro territorio contava nel periodo più acuto della crisi sanitaria – aggiunge Carretta -. Regione Lombardia, durante i mesi più drammatici della pandemia, ha effettuato un numero di tamponi al di sotto della media nazionale, nonostante le sollecitazioni provenienti dal mondo istituzionale, sanitario e civile e pur consapevole che tamponi e test sierologici sono lo strumento diagnostico più efficace per tracciare la mappa del virus, garantire una pronta risposta sanitaria e, oggi, intervenire in modo tempestivo evitando una nuova diffusione dell’infezione».

«Ora – conclude Niccolò Carretta – resta da capire quali siano le intenzioni, se ci sono, della Giunta Fontana circa il prossimo piano di approvvigionamento di tamponi da parte di Regione Lombardia, ma anche il numero di laboratori di analisi di tamponi attivi in tutto il territorio regionale, in vista di una possibile seconda ondata dei contagi e alla luce dell’emersione quotidiana di nuovi focolai».

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