Cronaca
LA POLITICA BERGAMASCA

Spunti e polemiche della settimana bufera sulla Prefettura per gli affitti

Spunti e polemiche della settimana bufera sulla Prefettura per gli affitti
Cronaca 10 Gennaio 2015 ore 12:02

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa.

LA PREFETTURA NON PAGA GLI AFFITTI ALLA PROVINCIA: BUCO DA 2 MILIONI

L’amministrazione di via Tasso, già nei mesi scorsi, aveva sollecitato la Prefettura a versare le quote dovute per gli affitti dei locali che utilizza, di proprietà della Provincia. L'ex Presidente Ettore Pirovano aveva già sollevato la questione, ed ora è il turno del suo successore, Matteo Rossi, che in un periodo di tagli e difficoltà di bilanci, sembra non possa fare altrimenti. Dopo la riduzione ai minimi termini della nuova riforma e la spending review in vigore un po' ovunque nelle istituzioni, la Provincia ha intenzione di inserire quei 2 milioni di euro nel bilancio di previsione, cercando di risanare le casse in emergenza.

Sulla vicenda, è intervenuto il segretario provinciale della Lega Nord, Daniele Belotti, che ha scritto in un comunicato: «Un prefetto che non paga l’affitto per i suoi uffici e il suo appartamento che esempio potrà essere verso i cittadini? La prefettura di Bergamo è arrivata a ben 2 milioni di euro di affitti insoluti nei confronti del locatore, che poi è la Provincia». Un attacco personale viene rivolto al Prefetto, reo secondo Belotti di beneficiare di un appartamento di lusso, senza pagare un centesimo: «Un particolare: nei 3.000 mq della Prefettura in via Tasso ci sono anche 500 mq circa di appartamento del Prefetto. Ma sarà mai possibile che i cittadini, in un periodo di durissima crisi, debbano pagare anche per l’alloggio “imperiale” del vicerè di Roma e pure per la sua cameriera?». Secondo il segretario leghista, inoltre, sarebbero presenti nell'abitazione opere d'arte di proprietà pubblica e di grande valore: «Altro particolare: alle pareti del lussuosissimo appartamento sono appesi una quarantina di quadri dell’Accademia Carrara, tra cui un prezioso Frà Galgario. Alla faccia della casta!! È arrivato il momento che il prefetto di Bergamo paghi l’affitto insoluto alla Provincia; che vengano eliminati gli appartamenti “imperiali” dei vicerè di Roma; che il Comune, in previsione della riapertura dell’Accademia Carrara si faccia restituire le numerose opere da troppo tempo in Prefettura. Del resto con uno stipendio di oltre 140.000 euro il Prefetto un appartamento se lo può pagare senza problemi».

ROSSI FIRMA LA LETTERA “PRO-TIFOSI”, MALUMORI NEL PD

Domenica 4 gennaio è stata presentata al Prefetto di Bergamo, Francesca Ferrandino, una lettera firmata da diversi personaggi pubblici, con l'intento di cambiare la decisione di impedire l'accesso allo stadio di Bergamo ai non possessori della tessera del tifoso. Tra i rappresentanti politici hanno partecipato Franco Tentorio, Daniele Belotti e il presidente della Provincia Matteo Rossi, che con gli altri hanno chiesto: «Chi sbaglia è giusto che paghi, ma chi non ha responsabilità, perchè deve essere penalizzato?». Nella missiva si sottolinea l'importanza della presenza dei tifosi più fedeli, molti dei quali non hanno voluto sottoscrivere la tessera del tifoso (Dea Card), usufruendo invece di un ristretto numero di voucher rilasciati dalla società.

La decisione del nuovo presidente della Provincia di schierarsi al fianco dei tifosi, tuttavia, non è stata accolta con grande calore dall'interno del partito a cui fa capo, il PD, e seppur non siano emerse comunicazioni ufficiali, sono stati espressi diversi dissapori. La linea dominante, almeno dalle parti di Palafrizzoni, sembra infatti propendere per l'accoglimento della decisione del prefetto, con la sponsorizzazione della Dea Card, che è stata istituita per poter identificare i trasgressori in caso di disordini. In particolare, l'assessore Giacomo Angeloni, tramite il suo profilo Facebook, ha scritto: «Questione Atalanta: fatti troppo vicini per fare finta di nulla. meglio sponsorizzare la "dea card" perché tutti i tifosi siano fidelizzati e riconoscibili... prematuro chiedere sconti...» Nel frattempo la richiesta è stata respinta, e Matteo Rossi sembra averla presa con sportività nonostante la delusione: «Rispetto la decisione. Non voglio fare altri commenti al riguardo».

CHARLIE HEBDO: LUTTO CITTADINO A BERGAMO, LA LEGA ATTACCA LA COMUNITÀ ISLAMICA

È stato annunciato per venerdì 9 gennaio il lutto cittadino a Bergamo. L'amministrazione di Palafrizzoni ha deciso, in accordo con le opposizioni, di dare un segno di solidarietà alle vittime della strage di Parigi e a tutti i francesi. Nel verbale redatto giovedì 8 gennaio si legge: «Preso atto della strage di Parigi ad opera di terroristi e sentiti i capigruppo consiliari, la Giunta proclama il lutto cittadino per il giorno 9 gennaio 2015 e dispone l’esposizione a mezz’asta della bandiera comunale». Ha espresso il suo cordoglio anche il sindaco Giorgio Gori, che tramite i profili social del Comune ha condannato il folle gesto: «Bergamo è contro ogni forma di violenza, contro il fanatismo e l’intolleranza. La strage di Parigi è una tragedia che riguarda tutti e tocca il diritto fondamentale della libertà di espressione. Vorrei esprimere tutta la mia vicinanza al popolo francese e al sindaco di Parigi Anne Hidalgo in questo momento di grande dolore. Non dobbiamo ora cedere alla logica del “muro contro muro”, ma continuare a credere nei diritti che sono alla base della nostra società e lavorare per un futuro migliore fondato sul rispetto e la pacifica convivenza tra le persone». Anche i comuni amministrati dalla Lega Nord hanno espresso vicinanza al popolo francese, inserendo nelle bacheche comunali il messaggio, ormai diventato virale in rete, “Je Suis Charlie”. La scritta è comparsa nei comuni di Albino, Cazzano Sant'Andrea, Chiuduno, Cisano Bergamasco, Grassobbio, Grumello del Monte, Martinengo, Misano Gera d'Adda, Sarnico, Seriate, Spirano, Stezzano, Telgate e Terno d'Isola.

La solidarietà si è però presto trasformata in chiusura. Il capogruppo del Carroccio al Comune di Bergamo, Alberto Ribolla, ha espresso parole pesanti nei confronti della comunità islamica a Bergamo: «Ora la Giunta Gori si impegni a non lasciare spazio alla comunità musulmana, dicendo NO a qualsiasi richiesta di moschea e centro islamico. I musulmani-attentatori di Parigi erano cittadini francesi: il nemico ora è a casa nostra». Il consigliere comunale si era già esposto poche ore dopo l'attentato, schierandosi apertamente non soltanto contro i terroristi, ma più genericamente contro un'intera religione: «A Parigi 12 morti (tra cui un poliziotto freddato) e oltre 20 feriti per l'attacco degli islamici al giornale Charlie Hedbo, reo di aver pubblicato vignette su Maometto. E noi dovremmo aprire moschee e centri islamici? Dove si è dato spazio a questa gente si è avuto come conseguenza solo terrore, morte e nel migliore dei casi delinquenza».

INTERROGAZIONE DELLA LEGA SUL SOTTOPASSO, RISPONDE L'AMMINISTRAZIONE

La Lega Nord aveva depositato il 9 dicembre un’interrogazione, chiedendo un intervento tempestivo dell’amministrazione nella zona del sottopasso tra piazzale Marconi e via Gavazzeni. Il passaggio è utilizzato da migliaia di studenti e lavoratori, ma è spesso frequentato da spacciatori e tossicodipendenti, e la loro presenza è evidente anche dalle siringhe ritrovate nella zona. Nel documento presentato dal capogruppo Alberto Ribolla si leggeva: «La parte di sottopasso gestita dal Comune di Bergamo presenta condizioni allarmanti per quanto riguarda l’ordine pubblico e la pulizia, infatti durante la giornata, negli orari non di punta, stazionano frequentemente malintenzionati e vagabondi. Si sono già verificati alcuni episodi di disturbo e di borseggiamento, sono inoltre presenti diverse siringhe sia nella zona verso via Gavazzeni, sia nei pressi delle uscite di emergenza». Il Consigliere si era rivolto all’amministrazione comunale in cerca di un chiarimento: «Vorrei sapere come intenda intervenire affinché sia garantita maggiore sicurezza nel sottopasso, se non intenda coordinare la presenza di forze dell’ordine e dei volontari delle associazioni affinché possano vigilare maggiormente all’interno del sottopasso, anche negli orari non di punta, se non intenda contattare Aprica S.p.a., società che gestisce il servizio di ritiro rifiuti, affinché possa programmare maggiori passaggi».

L'amministrazione ha raccolto lo spunto, ringraziando la Lega Nord, ed in data 30 dicembre ha diffuso una risposta ufficiale, esponendo gli interventi programmati per riqualificare la zona. Il vicesindaco Gandi ha scritto: «Sarà cura del sottoscritto operare una personale verifica circa le attività svolte sino ad ora dall'Istituto di vigilanza privato per verificarne il grado di efficienza ed affidabilità. È mia intenzione, infine, convocare una riunione presso il mio Assessorato con tutti gli attori presenti nell'area: la Polizia Locale, le sei associazioni di volontariato che collaborano all'attività di presidio del territorio, le associazioni di volontariato che si occupano del sidagio e delle condizione di salute dei soggetti presenti nell'area, R.F.I., Sistemi Urbani, C.I.V.I.S. ed eventuali altre che fosse opportuno sentire. La riunione oltre ad una verifica della situazione attuale ed ad uno scambio di esperienze, sarà volta a concordare azioni ed attività che rendano l'area più sicura e pulita». Nel contempo però l'assessore rassicura sulla situazione rilevata almeno nelle zone pubbliche: «La Polizia Locale mi ha riferito che, nel corso di controlli dinamici, non sono state trovate criticità inerenti alla pulizia dell'area di pertinenza comunale, né la presenza, nell'area destinata al transito, di siringhe. La presenza di persone dedite al consumo di stupefacenti si concentra nelle aree di competenza di R.F.I. e di Sistemi Urbani, a cui dette ed altre persone accedono dal parcheggio di pertinenza della Casa del Giovane, dove è presente un varco nella recinzione, o dal binario numero 7».