Cronaca
La politica bergamasca

Spunti e polemiche della settimana Che ne è del parcheggio in via Fara?

Spunti e polemiche della settimana Che ne è del parcheggio in via Fara?
Cronaca 31 Gennaio 2015 ore 11:53

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa.

Tentorio interroga l’Amministrazione sul parcheggio in via Fara

Il parcheggio della Fara sarebbe dovuto essere strategico per Città Alta. Dal Comune era stata affidata una concessione alla società Bergamo Parcheggi Spa per la progettazione, costruzione e gestione di un parcheggio in struttura interrato, per un totale di 460 posti auto, da edificare nel sedime dell’area di Città Alta denominata “Parco della Rocca - ex Faunistico”. I lavori avevano subito una decisa frenata a seguito delle indagini sull’impresa Locatelli, ma il cantiere è giuridicamente libero dall’aprile del 2014, perciò i rappresentanti della Lista Tentorio hanno presentato un’interrogazione urgente sul tema.

Nel documento si legge: «Occorre per prima cosa ridefinire la convenzione con Bergamo Parcheggi per tenere tra l’altro conto sia dei maggiori oneri per un progetto più sicuro, sia di un’esclusiva destinazione a favore dei residenti e degli operatori economici di Città Alta, compensabili con un prolungamento della concessione, sia di eventuali risarcimenti danni. Interpelliamo il signor Sindaco - conclude - per sapere quale decisione abbia assunto l’Amministrazione Comunale riguardo alla realizzazione dell’opera, in caso di conferma della stessa per quale motivo si siano fatti passare tanti mesi senza alcuna iniziativa, quali siano nei dettagli le valutazioni e i progetti del Comune e se non ritenga necessario informare i Consiglieri rappresentanti dei cittadini, in Consiglio o in Commissione”.

Nel frattempo, il sindaco Giorgio Gori ha dato mandato ai legali del Comune di informarsi sulle azioni da intraprendere, sia per il risarcimento dei danni, sia per la ripresa dei lavori, e si è espresso nel merito, pur non dando ancora dettagli ufficiali: «Non sappiamo ancora se sia possibile modificare quell’atto, attendiamo una risposta, per poi discuterne nelle prossime settimane. Stiamo pensando all’opportunità di cambiare il progetto, in particolare a una struttura più piccola che sia aperta ai soli residenti e alle attività di Città Alta».

Bandiere a mezz’asta dopo la bocciatura del referendum: il Prefetto richiama i sindaci

La scorsa settimana la Corte Costituzionale aveva bocciato il referendum presentato dalla Lega Nord, che chiedeva la cancellazione della riforma Fornero sulle pensioni. Le reazioni dei vertici del Carroccio sono state molto dure, da Salvini a Calderoli non si sono sprecati gli attacchi alla Corte, in molti hanno parlato di morte della democrazia.

Il segretario provinciale Daniele Belotti si era espresso senza mezzi termini: «Questione di civiltà e di democrazia: in Svizzera fanno circa una decina di referendum, anche propositivi, all'anno. In questo misero Stato, invece, la volontà di oltre 500.000 firmatari a cui va sommata quella di una larghissima parte dell'opinione pubblica, viene tranquillamente buttata nel cesso». Proprio in segno di lutto alcuni sindaci della bergamasca hanno deciso di esporre le bandiere a mezz’asta, per dimostrare il loro dissenso a questa decisione, e protestare contro quella che sarebbe una delegittimazione del popolo e del metodo democratico.

Le prime critiche sono arrivate da esponenti dei partiti rivali, ma l’intervento più importante è arrivato dal Prefetto Francesca Ferradino, che ha mandato una formale lettera di richiamo ai sindaci, spiegando quali sono i casi in cui è concesso esporre la bandiera a mezz’asta. La risposta del leader leghista Matteo Salvini non si è fatta attendere: «Ma 'sto prefetto non ha problemi più seri di cui occuparsi? - scrive sul suo profilo Facebook - VIA I PREFETTI", aveva ragione Einaudi».

La Lega Nord si schiera con i sindaci e dice no ai voli notturni da Orio

Il braccio di ferro tra i sindaci dei comuni interessati dall’aeroporto di Orio al Serio e la Provincia continua. A più riprese è stato attaccato anche il Comune di Bergamo, che non ha mai appoggiato le varie richieste di soppressione dei voli notturni.

Il primo a rispondere è stato proprio il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori tramite una lettera: «Il Comune di Bergamo considera la salute dei cittadini una priorità, è impegnato per una concreta riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico sugli abitati oggi più colpiti, ma non perde di vista che l’aeroporto è un fattore assolutamente decisivo per lo sviluppo economico (quindi per la creazione di posti di lavoro, in tutti i settori) della nostra provincia. A volte ho l’impressione che qualcuno lo dimentichi o lo consideri un fatto di secondaria importanza. Se la notizia del giorno è che Ryanair ha rinnovato per altri 5 anni il proprio contratto con Sacbo, e nel frattempo progetta per il 2020 di raggiungere e forse superare ad Orio i 9 milioni di passeggeri, ho l’impressione che qualcuno (anche tra noi) se ne dispiaccia, quando dovremmo invece essere i primi a rallegrarcene».

Il sindaco ha poi risposto alle accuse di malafede: «Ci siamo visti accusare di conflitto di interessi, quindi sostanzialmente d’essere in malafede, perché azionisti di Sacbo. È un’insinuazione ingiusta ed offensiva. Pensare che la salute dei cittadini possa essere barattata con qualche centinaio di migliaia di euro di dividendi è offensivo. Nel nostro ruolo di amministratori rivendichiamo invece il diritto di promuovere il lavoro e lo sviluppo del territorio, ricercando tutte le soluzioni per rendere compatibili la tutela dei cittadini residenti nell’intorno aeroportuale e la crescita di un’industria decisiva come lo scalo di Orio».

Il capogruppo della Lega Nord in Provincia, Gianfranco Masper, ha invece presentato una mozione per accogliere le richieste dei 17 sindaci dell’hinterland, presentate in un’ennesima lettera sottoscritta pochi giorni fa. Le richieste al Consiglio sono molto dirette: «E’ necessario adoperarsi a mantenere stabile e costante nel tempo la governance dello scalo mantenendola a prevalente partecipazione “bergamasca”, favorire con fermezza l’operazione Montichiari allo scopo di ridurre, a breve, fino alla totale eliminazione, il numero dei voli notturni con l’indicazione che non vengano sostituiti con maggiori voli, nel rispetto del limite massimo autorizzato dal VIA; promuovere e sostenere la realizzazione da parte, partecipare direttamente o tramite delegato alle riunioni del Tavolo dei Sindaci».

Bruni attacca la Legge regionale anti moschea: «È frutto di islamofobia»

È stata approvata martedì in Regione Lombardia quella che è stata chiamata la Legge “anti-moschea”, che non include come richiesto inizialmente dal centrodestra il divieto di istituire luoghi di culto per religioni che non abbiano intese con lo Stato Italiano, ma che aggiungono condizioni molto limitanti. L’opposizione aveva presentato delle pregiudiziali di costituzionalità, che però sono state respinte, scatenando le reazioni di vari esponenti del PD e del Patto Civico. In particolare, a essere molto critico è l’ex sindaco di Bergamo, Roberto Bruni.

Le nostre pregiudiziali – spiega Bruni - hanno avuto il merito di costringere la maggioranza a una marcia indietro dell'ultimo minuto e di bloccare così le ulteriori e peggiori nefandezze contenute nel testo che era arrivato in aula. Detto questo, prevedendo regimi differenti per le confessioni che hanno sottoscritto l'intesa con lo Stato e per quelle che non l'hanno fatto, la legge opera comunque una discriminazione e rimane quindi incostituzionale. La giurisprudenza in tal senso è chiarissima: le religioni non sono più egualmente libere e ciò viola ben tre articoli della nostra Carta. Questo provvedimento è frutto dell'islamofobia della Lega e dei suoi alleati del centrodestra che, nel tentativo irresponsabile di impedire la realizzazione di moschee, rischiano di ostacolare chiunque intenda esercitare pubblicamente il proprio culto, compresi i cattolici, limitando nei fatti la libertà di tutti».