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La politica bergamasca

Spunti e polemiche della settimana a partire dai profughi all’ex Gleno

Spunti e polemiche della settimana a partire dai profughi all’ex Gleno
Cronaca 18 Ottobre 2014 ore 16:31

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa. 

 

PROFUGHI OSPITI AL GLENO, L’OPPOSIZIONE CHIEDE SPIEGAZIONI

La prefettura ha chiesto alla Fondazione Maria Ausiliatrice, che gestisce il centro anziani di via Gleno, la disponibilità ad ospitare una cinquantina di profughi stranieri fino al giugno prossimo, approfittando del fatto che la struttura sarà presto liberata e i suoi ospiti trasferiti nella nuova sede. L’ex sindaco di Bergamo Franco Tentorio ha subito depositato un’interpellanza a Gori per chiedere delucidazioni sulla questione. “Chiediamo al sindaco – si legge nel documento – se sia a conoscenza di questa richiesta e quale sia il suo parere al riguardo, tenuto conto che il Comune di Bergamo è uno dei principali soci della Fondazione. Quali garanzie si abbiano per assicurare la sorveglianza degli ospiti la cui presenza può purtroppo generare problemi di sicurezza sia al Gleno, sia al quartiere di Celadina. Se non ritenga che l’occupazione della struttura per dei fini chiaramente non istituzionali possa essere un danno per la gestione del Gleno, dato che l’immobile è destinato ad essere abbattuto con la successiva vendita a terzi dell’area, necessaria per le esigenze finanziarie della Fondazione, fortemente impegnata nei contratti di leasing stipulati per la costruzione della nuova struttura di ospitalità”.

Giorgio Gori ha subito risposto: “Diamo un segnale di riconoscimento all’emergenza in corso. C’è chi ritiene che si debbano chiudere le porte, ci vorrebbe più sensibilità. La prefettura si è mossa in anticipo e credo sia una scelta sensata, la Fondazione, nella sua completa autonomia gestionale, ha risposto in modo affermativo. Dobbiamo farci trovare pronti perché i flussi migratori non si stanno fermando. È già stato chiesto l’impegno alla Caritas di farsi carico della gestione della struttura. Comunque la disponibilità vale fino a giugno dell’anno prossimo, quando è prevista la demolizione”. La decisione più rilevante riguarda poi la firma di un protocollo d’intesa che permetterà ai profughi di svolgere dei piccoli lavori, perché come spiega Gori: ”È importante che facciano qualcosa, il principio è che debbano guadagnarsi l’accoglienza, che comunque avviene in modo generoso, spontaneo e non condizionato. I profughi verranno impiegati in attività integrative, che il Comune non riesce a svolgere con i propri mezzi”.

La questione ha provocato la dura reazione del segretario provinciale della Lega Nord Daniele Belotti, che sul suo profilo Facebook ha usato la mano pesante, diagnosticando problemi psichiatrici ai membri di prefettura e amministrazione: «Giù le mani dal Gleno, la casa di riposo di Bergamo – ha scritto Belotti -: la prefettura vuole mettere 50 pseudo profughi nel vecchio edificio a fianco a quello nuovo appena inaugurato. Solo pensare una cosa del genere è da ricovero, ma non in una Rsa! Facciamo appello al buonsenso e al rispetto delle centinaia di bergamaschi che negli anni hanno fatto donazioni, anche ingenti, per dare serenità ai nostri anziani. Lo hanno fatto col cuore per loro e non per i clandestini! Comunque siamo pronti a un’altra Cà Matta… Sabato tutti a Milano!! Basta invasione e chiudiamo le prefetture!. La frase finale è dello stesso tenore: «Mettere 50 clandestini nel complesso di una casa di riposo con 400 ospiti è veramente buonismo da psichiatria».

Anche il capogruppo della Lega a Palazzo Frizzoni Alberto Ribolla ha criticato il sindaco: «Gori afferma che l’accoglienza dei profughi è una questione di sensibilità. Io dico che non vi è nessuna sensibilità nell’appoggiare un’operazione che permette alle organizzazioni criminali di sfruttare la disperazione altrui. […] Il buonismo a tutti i costi del sindaco e dei compagni del Partito Democratico  altro non è che fumo negli occhi di tutti i bergamaschi, che si trovano a pagare il prezzo di una politica scellerata […] A Gori dico che in un momento come quello attuale, dove anche tantissimi bergamaschi non riescono ad arrivare alla fine del mese, il Comune dovrebbe avere quale priorità il sostegno e l’aiuto ai cittadini che regolarmente pagano le tasse e che non meritano di essere abbandonati da uno Stato ormai completamente assente».

Sull’argomento è intervenuto anche il Prefetto Francesca Ferrandino per spiegare la propria posizione: «Abbiamo inviato la richiesta nei giorni sorsi nell’ambito dell’attività preventiva che stiamo svolgendo da mesi. Cerchiamo di scongiurare situazioni di emergenza, di evitare di restare scoperti. Siamo alla continua ricerca di posti. Alternative? Stiamo valutando, abbiamo voluto verificare la disponibilità della Fondazione nell’eventualità di nuove richieste di assegnazione, che tuttavia al momento non sono pervenute e non sappiamo se e quando arriveranno. Stiamo solo cercando di portarci avanti, perché, se sarà, dovremo essere in grado di garantire una sistemazione dignitosa, che rispecchi la vocazione del territorio». Sul fronte sicurezza il Prefetto tranquillizza: «Sarà garantita la piena sicurezza e non ci sarà nessun contatto con i pazienti».

 

SPACCATURA NEL PD SUL NUOVO SEGRETARIO CITTADINO

L’elezione del nuovo segretario cittadino per il Pd è prevista per il 28 novembre, ma molti esponenti del partito hanno lamentato una quasi totale assenza di dibattito sulla scelta dei nomi. Nei giorni scorsi è stato divulgato un documento intitolato “Per un partito democratico partecipato”, i cui firmatari fanno parte soprattutto delle minoranze del Pd che seguono Civati e Letta, e che in città sono rappresentate dal capogruppo a Palazzo Frizzoni, Massimiliano Serra. Nel documento si legge: «Appare con evidenza la necessità e l’urgenza di invertire la strada su ci siamo incamminati negli ultimi tempi. Abbiamo fatto insufficienti sforzi per coinvolgere gli iscritti: poche discussioni, poche assemblee cittadine, decisioni riguardo le candidature scarsamente o per niente dibattute nel collettivo, sostanzialmente chiamato a ratificare, nessuno sforzo per chiedere ai nostri iscritti la loro opinione su questioni politiche rilevanti, in una parola poca partecipazione».

La firma recita: “Gli iscritti di Bergamo promotori di un percorso per un Pd partecipato”, a cui fa seguito la lista completa dei militanti coinvolti: Acerboni Mariangela, Agnello Maria, Agostinelli Chiara, Barbato Antonino, Becker Ralf, Bellini Alberto, Benzoni Gianfranco, Bongiovanni Franco, Capitanio Maria, Casari Angelo, Cesareni Sandro, Chiodi Silvia, Colelli Dario, Corbani Monica, Di Giacomo Rino, Fogaroli Piero, Foggia Riccardo, Geneletti Carlo, Geneletti Vilma, Gibbenini Curzio, Gilardi Francesco, Grassi Franco, Maglionico Guido, Magni Emilia, Meloncelli Gabriele, Moschella Salvatore, Musi Cristina, Norbis Cavalleri Giusi, Perpetua Gabriella, Rielli Delia, Rossi Giovanni. Salvaneschi Paolo, Sparacio Renat, Tiraboschi Alessandro Vitali Lidia, Zamboni Lino.

 

APPELLO BIPARTISAN IN DIFESA DEI PENDOLARI. A CHI?

I disagi per i pendolari che ogni mattina prendono il treno da Bergamo a Milano sono noti da anni. Nei giorni scorsi una studentessa di Caravaggio ha scritto una lettera-denuncia ai giornali, raccontando di essere svenuta a causa della ressa all’interno del vagone e di non essere nemmeno riuscita a sedersi o accasciarsi per cercare di riprendere le forze per quanto fossero stipati i passeggeri.

Per sensibilizzare la Regione a intervenire su Trenord, il sindaco Gori ha proposto di inviare una lettera aperta ufficiale a Maroni. In Comune si sono così riuniti 40 esponenti di tutte le forze politiche e ognuno ha contribuito con le proprie idee alla stesura del testo. Tra i firmatari tre senatori, sette deputati, otto consiglieri regionali, il presidente della Provincia e molti altri. L’aumento del numero di treni e la realizzazione del collegamento ferroviario tra Bergamo e Orio al Serio sono le principali richieste contenute nella missiva.

Inizialmente tra i destinatari c’era il premier Matteo Renzi, poi sparito. L’omissione del nome di Renzi ha scatenato l’ira di Alessandro Sorte (Forza Italia) che aveva accettato di firmare solo in caso di appello al Governo: «È inutile incolpare la Regione di inadempienza, di fronte ai continui tagli del governo. Il sindaco era imbarazzato nel sollecitare il suo amico Renzi? C’è stata scorrettezza». Analogo il commento di Roberto Anelli (Lega Nord): «Ho firmato lo stesso perché il tema è importante, ma dispiace».

Gori ha gettato acqua sul fuoco chiarendo che in tempi brevi è previsto un incontro con il Ministero dei Trasporti per la linea Bergamo-Orio: «Credo che la nota di Forza Italia sia frutto di un malinteso, che ho provveduto a chiarire con il segretario provinciale Alessandro Sorte» ha detto Gori. «È infatti chiaro a tutti che la realizzazione del collegamento ferroviario tra Bergamo e l’aeroporto di Orio richiederà il pieno sostegno del Ministero dei Trasporti e l’impegno finanziario di RFI. […] Su questa base si è deciso di ricercare un incontro con il Ministro dei Trasporti, con l’intento di interessarlo direttamente all’urgenza del collegamento ferroviario con l’aeroporto».

I suggerimenti apportati dai rappresentanti di Forza Italia sono stati accolti e integrati nel testo finale della lettera a Maroni e il tema del collegamento Bergamo-Orio – affrontato unitamente a quello del servizio ferroviario regionale – è stato declinato come richiesta di “impegno da parte della Regione per avviare l’iter di realizzazione” dell’opera. «Nel chiarimento che c’è stato con Sorte ho assicurato – ha concluso Gori -, ma non ce n’era bisogno, l’identico impegno del Comune a sollecitare l’attenzione del Governo rispetto alle priorità del trasporto ferroviario bergamasco”.

Il comunicato del sindaco ha placato il coordinatore provinciale di Forza Italia che s’è detto soddisfatto: «Apprezzo il richiamo al governo».

 

FORZA ITALIA ALLA LEGA: “NON CI FAREMO METTERE I PIEDI IN TESTA”

Martedì 14 ottobre si è svolta l’assemblea di Forza Italia Bergamo, con l’obiettivo di definire il ruolo del partito dopo le elezioni amministrative e provinciali. La risposta dei militanti è stata buona, con oltre 300 presenze.

Il segretario provinciale Alessandro Sorte ha cercato di stemperare le polemiche interne: «Abbiamo ereditato un partito in crisi elettorale, in pochi giorni abbiamo cercato di ridarci un’organizzazione riscuotendo un discreto successo nei Comuni, poi replicato in Provincia dove la lista che abbiamo sostenuto ha ottenuto un ottimo risultato. Il partito di plastica si è trasformato in carne ed ossa portando al voto, insieme a qualche amico civico, 415 consiglieri comunali e dando un senso di vitalità e di radicamento sul territorio prima inesistente”.

L’alleanza con la Lega è stata in pericolo durante la recente campagna elettorale per l’elezione del presidente della Provincia. Come è noto, Sorte aveva apertamente preferito il candidato del Pd Matteo Rossi (poi eletto) a Beppe Pezzoni, appoggiato dalla Lega. Fra i due partiti del centrodestra si è creata tensione al punto che il coordinatore dei sindaci leghisti aveva tuonato: «Forza Italia non merita il nostro rispetto politico, non è un alleato affidabile, predica una cosa e ne fa un’altra».

Durante l’assemblea, il segretario azzurro è tornato sul tema, valutandolo alla luce di un risultato elettorale che gli ha dato ragione e ha rafforzato la sua posizione sia all’interno del partito che nei confronti del Carroccio: «L’alleanza con la Lega è per noi il pilastro su cui fonderemo il centrodestra bergamasco – ha detto Sorte -, ma non potevo consentire che Forza Italia venisse trattata a calci in faccia. Oggi Forza Italia è percepita con rispetto e non ci faremo mettere i piedi in testa da nessuno».

Nei giorni successivi però è arrivato l’aspro comunicato del forzista Carlo Scotti Foglieni che così ha raccontato l’assemblea: «Le iscrizioni per parlare erano “blindate”,  erano presenti 202 persone (contate una a una) e se avere l’applauso di un terzo dei presenti significa essere in sintonia con ‘il segretario”, che, perdoni, che carica è (?), allora il concetto stesso di consenso deve essere rivisto. Sulla mancanza di democrazia interna credo sia risibile anche solo parlare: i fatti sono lì da vedere, compresa la grottesca polemica con il predecessore (Pagnoncelli ndr)».

Scotti Foglieni ha poi sferrato un duro attacco a tutta l’ala dei fedelissimi di Sorte, composta soprattutto da giovani, come Stefano Benigni, consigliere a Bergamo e Jonathan Lobati, fresco eletto consigliere provinciale: «Pare chiaro che l’idea stessa di democrazia sfugga a molti giovani in Forza Italia a Bergamo».

 

GLI IPAD NON ANCORA RESTITUITI

Per evitare di stampare migliaia di pagine e permettere un rapido accesso a un grande numero di pratiche, all’inizio del mandato a Bergamo è prevista per ogni assessore l’assegnazione in comodato di un tablet, di un notebook o di un personal computer. Una volta terminato l’incarico gli strumenti devono essere restituiti. Il consigliere comunale Simone Paganoni (Patto Civico), in prima fila nella lotta agli sprechi, consultando gli atti ha scoperto che alcuni membri dell’ex giunta Tentorio non hanno ancora provveduto a riconsegnare tablet e pc nonostante il loro mandato sia scaduto a giugno. Con zelo e un po’ di enfasi Paganoni ha commentato: «Immaginate un professore che si porta a casa la lavagna, un medico che viene trasferito in un altro ospedale e si porta a casa il defibrillatore… Difficile da immaginare, in politica invece può accadere e può accadere anche nella nostra città. […] Sarebbe solo folklore se non fosse che, a pagare, sono i cittadini di Bergamo».

Il primo a essere preso di mira è stato Tentorio, il quale, secondo i dati raccolti da Paganoni, ha restituito guasto il suo iPad. Fra coloro che invece non lo hanno ancora riconsegnato ci sono l’ex vicesindaco Gianfranco Ceci, gli ex assessori Enrico Facoetti ed Enrica Foppa Pedretti, l’ex capogruppo di Forza Italia Giuseppe Petralia e la segretaria di Tentorio Tullia Vecchi. «L’ho perso e volevo ripagarlo, ma la segreteria mi ha detto che non era possibile, mi è stato detto di fare denuncia», ha detto Vecchi. Foppa Pedretti ha chiarito e rilanciato: «Ho provveduto a restituire il PC più di un anno fa perché risultava inutilizzato, aggiungo che durante tutto il mandato ho usato esclusivamente il mio cellulare e l’auto personale. È accaduto che usassi risorse umane di mia competenza, ma non ho mai chiesto alcun rimborso». Unico caso alla rovescia quello dell’attuale assessore alla Mobilità Stefano Zenoni, che mantiene il netbook da consigliere al posto di quello più costoso che gli spetterebbe come assessore.

Laconico, infine, il commento finale dell’ex sindaco: «Ho letto con attenzione lo “studio” del consigliere Paganoni – ha dichiarato Tentorio -. Devo dire che è proprio un furbetto con le parole. Perché non è vero che l’Ipad che ho restituito dopo cinque anni era rotto. Semplicemente aveva subito una piccola scheggiatura su uno spigolo. Ma è perfettamente funzionante e quindi utilizzabile da chi mi sostituisce. Non mi sarebbe dispiaciuto se Simone avesse espresso gradimento per la mia scelta di pagare personalmente gli abbonamenti ai giornali sull’Ipad (facendo risparmiare quelli cartacei al Comune)».

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