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La politica bergamasca

Spunti e polemiche della settimana La prefettura nel mirino della Lega

Spunti e polemiche della settimana La prefettura nel mirino della Lega
Cronaca 25 Ottobre 2014 ore 17:19

Riassumiamo i principali temi del dibattito politico bergamasco, con relative polemiche, nella settimana che si è appena conclusa. 

 

UNIONI CIVILI, I 5 STELLE SOLLECITANO GORI

Dopo la decisione di alcuni sindaci, tra i quali Pisapia e Marino, di trascrivere nei registri pubblici i matrimoni e le unioni civili celebrati all’estero da coppie dello stesso sesso, anche a Bergamo si è cominciato a discutere sui diritti civli delle coppie gay, In città non c’è stata finora una sola richiesta, ma il Movimento 5 Stelle ha voluto anticipare il problema chiedendo al sindaco Gori – attraverso un’interpellanza presentata dai consiglieri Marcello Zenoni e Fabio Gregorelli – di prendere posizione in merito. “Chiediamo al sindaco se intende procedere nella direzione che è gia stata intrapresa dal sindaco di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Udine. La trascrizione dei matrimoni avvicinerebbero Bergamo ad una dimensione moderna, europea e attenta ai diritti civili“, recita l’interpellanza.

Durante il consiglio comunale, la Giunta ha rigettato la richiesta d’urgenza posta dai 5 Stelle sull’argomento, ma venerdì 24 ottobre il primo cittadino ha incontrato a Palazzo Frizzoni le associazioni e movimenti che chiedono un’apertura legislativa in tema di unioni civili, anche tra coppie dello stesso sesso. L’auspicio è quello di istituire un registro che riconosca le unioni affettive tra persone non sposate, allo scopo verrà istituita un’apposita assemblea che discuta le varie proposte che solo successivamente saranno presentate in Consiglio.

 

CERTIFICATI ANTIMAFIA: LA LEGA ATTACCA LA PREFETTURA

Il segretario provinciale della Lega Nord Daniele Belotti ha criticato la prefettura, denunciando ritardi nella consegna alle imprese del certificato antimafia che permette di svolgere lavori su opere pubbliche. Belotti ha fatto un parallelo con gli interventi in tema di profughi: “Se il Prefetto Francesca Ferrandino fosse così solerte nell’aiutare le nostre imprese come quando cerca posti per i pseudo profughi forse ci sarebbero meno problemi, e invece l’inefficienza borbonica della Prefettura sta mettendo in serio rischi centinaia di posti di lavoro in un periodo già difficilissimo”.

In origine il certificato veniva rilasciato dalle Camere di Commercio, ma dal febbraio 2013 la competenza è passata alla Prefettura, causando secondo il segretario provinciale una dilatazione enorme dei tempi d’attesa: ”Perchè lo stesso certiicato che veniva rilasciato dalle Camere di Commercio in due giorni ora necessità di oltre sei mesi?” si chiede Belotti, che poi aggiunge: “Sono penalizzati anche gli enti locali, che non possono assegnare in via definitiva gli appalti. Roba da terzo mondo”.

Il comunicato si conclude con un appello: ”Ci permettiamo anche di fare un invito al Prefetto di Bergamo: pensi meno alle bandiere da far esporre ai Comuni e più ai posti di lavoro”.

 

RICHIESTO LO SGOMBERO PER GLI OCCUPANTI DELLA CASCINA PONCHIA

Durante il consiglio comunale, è stata presentata un’interrogazione per sollecitare un intervento alla cascina Ponchia, nel quartiere Monterosso. La cascina è di proprietà comunale ma occupata abusivamente da alcuni mesi da un gruppo di attivisti che ne rivendicano l’uso sociale, similmente a quanto accade ormai da molti anni nel centro sociale Pacì Paciana.

Sono stati i capogruppo dell’opposizione Davide de Rosa (Lista Tentorio), Stefano Benigni (Forza Italia), Alberto Ribolla (Lega Nord) e Andrea Tremaglia (Fratelli D’italia) a presentare il documento in cui si legge tra l’altro che: ”la Cascina Ponchia è inserita nel piano delle alienazioni e valorizzazioni del Comune di Bergamo; all’interno di tale cascina si è insediato anche un “servizio bar” abusivo e senza alcuna autorizzazione; i residenti hanno segnalato lo svolgersi di rave parties; l’occupazione abusiva intralcia le procedure di alienazione dell’immobile”.

Nei giorni seguenti è arrivata la risposta da parte degli occupanti, con una lettera ironica ma anche critica nei confronti dell’opposizione, accusata di essere rimasta inerme durante gli anni in cui si trovava al governo della città e di voler scaricare questa situazione scomoda sulla giunta Gori in carica da pochi mesi.

Il comunicato si conclude con la firma “Kollettivo Autonomo Popolare, Kascina Autogestita Popolare” e una presa di posizione di chiaro stampo politico: ”Ci spiace ricordarvelo ma la Kascina resiste e il monte è rosso”.

 

AMPLIAMENTO DELL’INCENERITORE DI FILAGO, I 5 STELLE PROTESTANO

La Regione ha dato il via libera all’ampliamento dell’inceneritore di Filago. Sarà così possibile aumentare la capacità di smaltimento di rifiuti speciali della struttura, riducendo le emissioni inquinanti con l’installazione di particolari sistemi d’avanguardia, come spiegato dall’assessore regionale all’ambiente Claudia Terzi. La notizia ha provocato la protesta del Movimento 5 stelle, da sempre schierato contro gli inceneritori, che ha attaccato in particolare i metodi di rilevazione per le valutazioni di impatto ambientale. Nel comunicato dei grillini si legge:”A breve potranno essere bruciate 100 mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali pericolosi. Ci ha fatto enormemente “piacere” leggere che sono stati fatti tutti i controlli e gli esami affinché venisse fatta la scelta giusta. Peccato che questi esami sono stati realizzati impiegando una metodologia obsoleta che ormai viene utilizzata solo in Italia e in nessun’altra parte del mondo.”

 

CAOS TRENI. FORZA ITALIA: GORI SCRIVA A RENZI

Il consigliere comunale di Forza Italia Stefano Benigni ha depositato in consiglio comunale una mozione nella quale invita il sindaco Gori, anche in virtù del suo rapporto personale con il premier, a coinvolgere Matteo Renzi nella problematica del trasporto ferroviario. Benigni ha spiegato che il documento presentato la scorsa settimana al presidente della Regione, firmato da tutte le forze poltiche bergamasche, non sia sufficiente, soprattutto alla luce dei tagli previsti dalla nuova legge di stabilità. Secondo il consigliere è necessario un intervento diretto del Governo anche in vista della vicina apertura dell’Expo 2015.

 

A TELGATE ANCORA PROTESTE PER LA TASSA AGLI IMMIGRATI

Lo scorso 17 giugno il comune di Telgate ha approvato una delibera che ha alzato a 325 euro il costo dei diritti di segreteria per la richiesta del documento di idoneità alloggiativa, necessario ai cittadini stranieri per poter risiedere in un comune. La disposizione ha fatto seguito a quella del comune di Bolgare e la Lega Nord ha annunciato che estenderà questo genere di provvedimenti a tutti i comuni della bergamasca amministrati dal Carroccio. A nulla sono valse le proteste e le manifestazioni delle scorse settimane.

Il Comitato antirazzista 500 euro (chiamato così perché il comune di Bolgare aveva fissato a 500 euro questa tassa) si è nuovamente riunito di fronte al Comune di Telgate, protestando contro il sindaco Fabrizio Sala: ”Il sindaco non contento dei provvedimenti discriminatori e razzisti presi, cerca oltretutto di limitare la libertà di riunione degli aderenti al Comitato, consigliando di non cedere le sale agli stranieri per le riunioni”.

La risposta del primo cittadino non lascia spazio a mediazioni: ”Io sto amministrando rispettando il programma. Per il resto non obbligo nessuno a restare, a venire qui e nemmeno ad andarsene: chi non vuole sottostare alle nostre regole è libero di trovare una sistemazione più appropriata alle sue esigenze”. Sugli ostacoli alle manifestazioni del Comitati ha dichiarato: ”Ancora una volta non abbiamo avuto comunicazione di questo presidio, non è mai stata protocollata nessuna richiesta di spazi da parte del Comitato 500 euro, quindi la loro dichiarazione mi sorprende”.

Un altro comune amministrato dalla Lega, Terno d’Isola, va intanto in controtendenza rispetto alle indicazioni date dal movimento lumbard: la maggioranza ha proposto di fissare la tassa a 100 euro, cifra superata addirittura dall’opposizione che ne ha richiesto l’innalzamento fino a 290 euro.