Cronaca
«Se partiva Moralez avevamo già il sostituto»

Stadio, la promessa di Percassi «Nel 2016 rifaremo la Curva, se...»

Stadio, la promessa di Percassi «Nel 2016 rifaremo la Curva, se...»
Cronaca 09 Settembre 2015 ore 10:30

Una serata divertente, con il presidente Antonio Percassi impegnato a rispondere ai tifosi seduto al fianco di Emiliano Mondonico. L’Atalanta di oggi accanto all’Atalanta di ieri, due ore di trasmissione ricche di spunti e con tantissimi sorrisi ad accompagnare gli interventi da casa e le domande dei giornalisti presenti. Il numero uno della società nerazzurra è stato ospite ieri sera di “TuttoAtalanta”, trasmissione in diretta dagli studi di BergamoTv. Percassi ha regalato alcune curiosità, ma soprattutto ha ribadito ancora una volta che dietro alla Dea ci sono una proprietà seria e una progetto che guarda molto avanti nel tempo. Il presidente del club orobico ha parlato sostanzialmente di tre grandi temi: lo stadio ristrutturato, il rapporto con la tifoseria e il mercato. Ecco cosa ha detto.

 

S

 

Stadio, a fine campionato la nuova Curva Nord? Tra i tanti elogi arrivati per la ristrutturazione dello stadio, Antonio Percassi ha confermato che il progetto per la completa ristrutturazione è già chiaro e definito e il prossimo passo sarà la nuova Curva Pisani. «I lavori che abbiamo fatto quest’anno - ha dichiarato - sono un grande passo avanti: abbiamo completato la prima fase con la ristrutturazione delle tribune e ora c’è un impianto che mischia storia e innovazione. Sono rimasti tutti stupiti, abbiamo tolto anche le barriere. Anzi, stupendo: sono di parte ma è uno dei più belli d’Europa perché c’è un’atmosfera speciale. Ora inizia la seconda fase che è meramente burocratica e poi ci sarà la terza fase con la demolizione e il rifacimento delle due curve».

Le tempistiche. Tutto chiaro, ma la domanda è: quando si potrà chiudere il cerchio con la completa ristrutturazione dell’impianto? «Noi abbiamo le idee molto chiare, se troviamo un accordo con il sindaco per l’acquisto o per la concessione partiremo già dall’anno prossimo e faremo la nuova Curva Nord. Se tutto fila liscio, quest’anno lo passeremo a livello organizzativo per sistemare i permessi. Noi siamo pronti e se ce la faremo, a fine campionato rifaremo la prima curva in tre mesi. Ingegneri, architetti e operai lavoreranno 24 ore su 24 come hanno già fatto, è stato un grande capolavoro e ringrazio tutti per quello che è oggi l’impianto. La capienza ideale sarà di 24mila posti».

 

curva trofeo bortolotti

 

Mano tesa ai tifosi: le reti in curva restano abbassate. Dopo gli episodi a margine del Trofeo Bortolotti con la protesta ultras e il lancio in campo di un bengala, l’apertura della società Atalanta ai tifosi non cambia di un millimetro. «Le reti in curva rimarranno abbassate. Assolutamente, la lasceremo giù. Vogliamo che i tifosi prendano in grande considerazione questa apertura, si va avanti con la responsabilizzazione di chi viene allo stadio per l’Atalanta. Dobbiamo dare fiducia, proseguiamo con questa linea e non può essere un episodio a cambiare il nostro approccio. Abbiamo voluto uno stadio senza barriere, continuiamo in questa direzione». Un paio di interventi da casa hanno pungolato il presidente dell’Atalanta in merito ai rapporti con alcune frange del tifo bergamasco. Anche da questo punto di vista, la società nerazzurra non cambia la sua linea. «Sabato quello che è successo lo abbiamo visto tutti, devo dire che da quello che ho letto il provvedimento (si parla del Daspo al Bocia, ndr) a mio parere è stato un po’ eccessivo, ma la legge è legge e va rispettata. Noi vogliamo avere dialogo con tutti, non amo mai lo scontro ma il confronto. Io voglio la pace e non la guerra, vogliamo dialogare in modo particolare con i ragazzi della Curva. Ci dispiace per come sabato in occasione del Bortolotti si è svolta la protesta, ma abbiamo fiducia e siamo sicuri che riusciremo ad avere un rapporto di rispetto a tutti i livelli».

 

cassano parma

 

Mercato: Cassano si è proposto, Belotti grande rammarico. Come sempre succede a fine mercato, i tifosi chiedono agli addetti ai lavori tante spiegazioni sulle trattative chiuse e sfumate. Così anche in trasmissione sono stati toccati alcuni nomi. Ad esempio colpi come Balotelli o Cassano, sono mai passati per la testa del presidente? «Il primo non lo abbiamo nemmeno analizzato perché l’ingaggio era fuori portata e non sarebbe mai venuto. Puntava una grande. Cassano si è proposto, si poteva anche chiudere ma abbiamo preferito fare altro. L’ho anche incontrato in spiaggia, al mare e lì è stato molto gentile. Una persona molto vicina ci ha fatto sapere che ci avrebbe anche valutato come possibilità, ma voleva aspettare la Sampdoria, noi abbiamo preferito andare su altri. La nostra preoccupazione è che si tratta di un ragazzo un po’ speciale». Rammarico per non aver preso Belotti? «Assolutamente si, mi piaceva molto e ci abbiamo provato davvero. È andato al Torino e gli faccio tutti i miei migliori auguri. La richiesta era molto alta e noi con quei soldi ne avremmo comprati due giocatori di livello, se avesse aspettato qualche giorno avremmo probabilmente affondato il colpo. Quando era all’Albinoleffe abbiamo provato ad approcciarlo ma ci sono stati chiesti 6 milioni, e non ci sentivamo in quel momento di chiudere l’operazione. Peccato perché penso che questo sia uno da Atalanta».

 

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Moralez d’Arabia e le cessioni illustri. Poi il racconto di come è andata davvero con Moralez e gli arabi. «Molto semplice: quando è arrivata l’offerta arabi, il tecnico Reja ci ha detto di fare molta attenzione perché è uno importante. Se fosse partito era necessario prendere uno del suo livello. Giocatore e società non hanno trovato l’accordo, noi avevamo già in mano un’alternativa, sarebbe arrivato il suo sostituto il giorno dopo. Cervi? Non posso fare il nome, chiedete a Sartori. Era uno di livello e di grande qualità che sarebbe arrivato da fuori Italia». Qualcuno contesta le cessioni di Bonaventura, Baselli e Zappacosta: si dice che si potesse incassare di più... «Non bisogna mai perdere di vista la realtà. Abbiamo provato ad offrirli a grandi squadre ma non li hanno voluti. Abbiamo chiesto di più a chi era interessato ma non hanno accettato. Bonaventura è andato al Milan perché è saltato a loro Biabany, altrimenti non sarebbe nemmeno partito. Credo che sia normale per l’Atalanta cedere e fortunatamente abbiamo trovato chi ha chiuso l’operazione. Il mercato è questo, dipende sempre dalle richieste che arrivano». Si chiude con una chicca: Prandelli, nella prefazione del libro autobiografico di Andrea Pirlo, scrisse che quando era un ragazzino l’Atalanta poteva prenderlo ma lei alla fine decise di non affondare. È vero? «Tutto vero, avevamo la possibilità di prendere la metà di Andrea Pirlo ma abbiamo preferito non metterlo in difficoltà. Non mettergli pressione. Era un ragazzo di 15-16 anni e abbiamo deciso di non andare avanti. Lui è un bene del calcio italiano e non solo».

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