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Storica decisione del vescovo Beschi: in Duomo la reliquia della Sacra Spina di San Giovanni Bianco

Storica decisione del vescovo Beschi: in Duomo la reliquia della Sacra Spina di San Giovanni Bianco
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di Giambattista Gherardi (nella foto di Bottani la Sacra Spina “fiorita” nel 2016)

Una preghiera straordinaria, per un frangente che, purtroppo, straordinario lo è per davvero e non certo in senso positivo. Il Vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, giovedì 12 marzo ha celebrato una Via Crucis nel Duomo di Bergamo. Si è raccolto in preghiera davanti al Crocifisso proveniente dalla chiesa delle Rosate, definito “miracoloso” da una diffusa devozione. Il braccio sinistro del Cristo è infatti legato alla croce con un nastro, come si racconta in un miracolo del 1677, quando una giovane monaca ripresa dalla superiora (forse ingiustamente) si era genuflessa ai piedi del crocifisso e il braccio di Gesù, staccandosi, la strinse in un abbraccio. La Via Crucis unirà il Vescovo, attraverso la differita su Bergamo Tv di venerdì 13 marzo alle 15, all’intera Diocesi, nei giorni difficili della pandemia da Coronavirus che tanto sta provando la terra di Bergamo.

Per l’occasione mons. Beschi ha messo nero su bianco anche una richiesta del tutto straordinaria alla parrocchia di San Giovanni Bianco, in Valle Brembana: portare in Duomo la reliquia della Sacra Spina. «Caro don Diego, - ha scritto il Vescovo rivolgendosi al parroco don Diego Ongaro - in questi giorni in cui per decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, a causa del dilagare del Corona Virus, non sono permesse celebrazioni con il pubblico e le nostre comunità stanno vivendo una Quaresima di particolare deserto, con un digiuno che mai avremmo pensato, quello dall'Eucaristia, ho scelto di farmi vicino ai tanti ammalati, alle famiglie provate dalla difficoltà e dalla paura, attraverso i mezzi di comunicazione sociale e in particolare la nostra emittente Bergamo TV. Oggi, giovedì 12 marzo, registreremo dalla nostra Cattedrale una Via Crucis che presiederò dinnanzi al Crocifisso Miracoloso di Rosate, per impetrare dal Signore la grazia dell'aiuto per chi soffre, del sostegno per coloro che in diverso modo stanno lottando per il bene comune, del conforto per tutta la comunità. In virtù di questo, ho ritenuto significativo disporre che l'insigne reliquia della Sacra Spina venga straordinariamente portata in Cattedrale oggi per questa celebrazione e poi riportata nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Bianco, così che possa invocare la benedizione del Signore su tutti e su ciascuno avvalorata da questo segno di passione che veneriamo fiorito. Affido a te, caro don Diego, il compito di organizzare il trasporto e la tutela della insegne reliquia. Con gratitudine alla Comunità di San Giovanni Bianco, perché il dono speciale da lei custodito diventi preghiera per tutti, saluto e benedico».

La sacra reliquia conservata a San Giovanni Bianco è da sempre oggetto di profonda devozione popolare, che si rinnova ogni anno alla quinta domenica di quaresima (Domenica di Passione). La sua presenza in Val Brembana si collega al “valorosissimo e audace guerriero” Vistallo Zignoni, nato in paese, che nel 1495 durante la battaglia di Fornovo sul Taro sottrasse a un segretario di Carlo VIII, Re di Francia, una Spina della Corona di Cristo. Dopo essere stata anche a Parigi, è tuttora venerata nella parrocchiale dedicata a San Giovanni Evangelista.

Secondo la tradizione, ogni Venerdì Santo la Sacra Spina produceva fiori miracolosi, finché a interrompere il prodigio venne nel 1598 il sacrilego furto da parte di un ex filatore ed ex galeotto del paese, tal Bernardo Archaino. La reliquia fu ben presto ritrovata, ma da allora il miracolo non ebbe più luogo. Il culto crebbe comunque e legò la devozione di molti fedeli al fatto prodigioso che vuole “fiorita” la Sacra Spina negli anni in cui il giorno dell’Annunciazione (25 marzo) coincide con quello del Venerdì Santo.

Nel 1615 (secondo quanto riportato da Fra Donato Calvi nella sua Effemeride) il Vescovo Giovanni Emo fu testimone del fenomeno, così come nel 1885 avvenne per il Vescovo Guidani, affiancato da 35 testimoni. Nel 1921 si segnalò una particolare coloritura vermiglio della Spina, mentre nel 1932 fu un accorrere di popolo da ogni parte per una macchia rosso sangue e tante piccole gemme, verificate dal Vescovo mons. Luigi Maria Marelli e da mons. Angelo Roncalli, allora nunzio in Bulgaria e futuro Papa Giovanni XXIII. Un miracolo ripetuto anche il 25 marzo 2016, quando la presenza di gemme e la variazione cromatica furono confermate dalla speciale commissione nominata proprio da monsignor Francesco Beschi. L’annuncio arrivò nella parrocchiale di San Giovanni Bianco per voce di monsignor Davide Pelucchi, vicario generale della Diocesi.

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