Riaperte le indagini in Germania

Accadde a Sant’Anna di Stazzema i primi di agosto del 1944

Accadde a Sant’Anna di Stazzema i primi di agosto del 1944
06 Agosto 2014 ore 11:03

Saranno riaperte le indagini sulla strage nazista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca). La corte federale tedesca di Karlsruhe ha annullato la decisione della procura generale di Stoccarda che, nel maggio 2013, aveva respinto la riapertura delle inchieste. Gli atti sono stati trasmessi alla procura di Amburgo. Adesso si prospetta la possibilità di un’incriminazione solo per Gerhard Sommer, all’epoca comandante di una compagnia che si macchiò della strage e condannato in Italia all’ergastolo nel 2007, pena che era stata confermata prima in appello e poi anche in Cassazione, ma mai eseguita. La vicenda approda davanti alla magistratura tedesca e si spera possa render maggior giustizia alle vittime della strage.

Cosa accadde a Sant’Anna, quell’agosto 1944. Ai primi di agosto 1944, Sant’Anna di Stazzema fu qualificata dal comando tedesco “zona bianca”, ossia una località adatta ad accogliere sfollati: per questo la popolazione, in quell’estate, aveva superato le mille unità. Inoltre, sempre in quei giorni, i partigiani avevano abbandonato la zona senza aver svolto operazioni militari di particolare entità contro i tedeschi. Nonostante ciò, all’alba del 12 agosto 1944, tre reparti di SS salirono a Sant’Anna (che sta su una collina) e in poco più di tre ore massacrarono 560 civili, in gran parte bambini, donne e anziani. Gli uomini si erano rifugiati nei boschi pensando che ai loro cari, in quanto civili inermi, non sarebbe successo nulla. I nazisti li rastrellarono, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case e li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. Infine diedero fuoco al piccolo borgo per cancellare ogni prova della loro ferocia. Non si trattò di rappresaglia. Come è emerso dalle indagini della Procura Militare di La Spezia si trattò di un atto terroristico, di una azione premeditata e curata in ogni minimo dettaglio. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.

 

La scena della strage dal film Miracolo a Sant’Anna (2008, Spike Lee)

 

Il processo e l’ergastolo agli ufficiali. A distanza di quasi sessant’anni, il 20 aprile 2004, davanti ai giudici del Tribunale Militare di La Spezia è stato celebrato un processo per questo crimine. Poiché, tra soldati e ufficiali, gli imputati sarebbero stati centinaia, fu deciso di rinunciare a processare i soldati per concentrarsi solo sugli ufficiali che di quell’eccidio erano stati i veri responsabili, essendo stati loro a dare l’ordine del massacro. Il 22 giugno 2005, dieci ex ufficiali e sottufficiali tedeschi furono condannati all’ergastolo dal tribunale militare di La Spezia. Al momento della sentenza, i dieci erano tutti ultraottantenni. L’8 novembre 2007, vennero confermati dalla Corte di Cassazione gli ergastoli per l’ufficiale Gerhard Sommer e per i sottufficiali nazisti Georg Rauch e Karl Gropler. La Cassazione si è espressa contro la richiesta di rifare il processo in quanto i soldati delle SS sentiti come testimoni dovevano essere considerati coimputati e quindi le loro testimonianze non valide.

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Un parco di pace per ricordare i morti. Il Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema è stato inaugurato l’11 dicembre 2000 su iniziativa del deputato Carlo Carli, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria storica dei tragici eventi dell’estate del 1944 ed educare le nuove generazioni ai valori della pace, della giustizia, della collaborazione e del rispetto fra i popoli e gli individui. L’area si estende sul territorio collinare circostante il paese, concentrandosi nell’area sacrale che, dalla piazza della chiesa e dal Museo Storico della Resistenza, attraverso la Via Crucis ed il bosco circostante, giunge al Col di Cava, dove è posto il Monumento Ossario.

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