Stufe a pellet sempre più usate Ecco quali sono i loro vantaggi

Stufe a pellet sempre più usate Ecco quali sono i loro vantaggi
13 Settembre 2019 ore 09:01

Le stufe a pellet sono sempre più utilizzate anche nel nostro Paese. Ormai si configurano come una tendenza molto importante, anche perché i nostri connazionali si sono veramente resi conto dei numerosi vantaggi che possono rappresentare. Infatti non si tratta soltanto della possibilità di rispettare l’ambiente, visto che le stufe a pellet danno anche l’opportunità risparmiare e di accedere a diversi vantaggi anche in termini di detrazioni fiscali che sono state introdotte anche nel 2019 dal decreto Crescita. Ma vediamo quali sono i vantaggi che questi sistemi di riscaldamento possono apportare.

Il rispetto dell’ambiente e il risparmio. Bisogna ricordare che il pellet è un materiale ecologico. Viene ricavato dagli scarti della lavorazione del legno. È in sostanza un combustibile vegetale, che può essere facilmente trasportato e utilizzato. Il costo delle stufe a pellet, ma anche del combustibile, è molto accessibile, come lasciano intuire i prezzi delle stufe a pellet su Ceramic Store. Inoltre dobbiamo tenere conto del fatto che il rendimento di questi sistemi di riscaldamento è in media del 90%. Ecco perché anche gli iniziali costi di acquisto e di installazione della stufa possono essere facilmente ammortizzati in un tempo breve. L’importante è scegliere il pellet di buona qualità, in modo da assicurarci un maggior rendimento del sistema di riscaldamento domestico. Per assicurarci che il pellet scelto sia di buona qualità, dobbiamo basarci su diversi fattori. Innanzitutto prendiamo in considerazione il pellet ricavato soltanto da una tipologia di albero e stiamo attenti anche al colore, che deve essere in genere sul bianco. Naturalmente, per essere un materiale ecologico al 100%, gli scarti non devono contenere leganti chimici o vernici. Molto importante è anche la modalità di conservazione. Il pellet deve essere molto asciutto, perché l’umidità potrebbe abbassare anche il rendimento della stufa.

Le detrazioni fiscali. I vantaggi dell’utilizzo di una stufa a pellet sono molto importanti anche dal punto di vista fiscale. Infatti grazie al bonus 2019 è possibile accedere a degli sconti sull’Irpef da parte di chi acquista una stufa a pellet nell’ambito di alcuni interventi di riqualificazione energetica della propria abitazione. Ci possono essere detrazioni del 50% o del 65%. In particolare, se l’acquisto e l’installazione della stufa avvengono in seguito ad una ristrutturazione di carattere edilizio, si può beneficiare del bonus ristrutturazioni al 50%. Se, invece, l’uso della stufa è volto ad ottenere una maggiore efficienza energetica dell’abitazione, si può beneficiare dell’ecobonus al 65% di detrazione. In questo caso comunque il tutto deve essere documentato da un tecnico specializzato ed autorizzato. È importante, da questo punto di vista, che il rendimento energetico sia superiore all’85%. Per ottenere questi benefici fiscali, bisogna seguire alcune regole fondamentali stabilite dall’Agenzia delle Entrate. Innanzitutto un tecnico qualificato deve rilasciare un certificato di conformità, che attesti le capacità termiche della stufa. Se l’acquisto della stufa a pellet avviene attraverso un bonifico bancario o postale parlante, quest’ultimo deve riportare alcuni dati essenziali: i dati anagrafici dell’acquirente e del venditore, che comprendono anche il codice fiscale o la partita IVA, e poi una causale di versamento che faccia riferimento alla normativa. Inoltre, oltre ad essere dotati di questi documenti da presentare all’Agenzia delle Entrate, chi installa una stufa a pellet nella propria casa e vuole ottenere i benefici fiscali ha l’obbligo di trasmettere all’ENEA la dichiarazione del produttore sulle capacità termiche del prodotto entro 90 giorni da quando sono stati conclusi i lavori. La richiesta delle detrazioni del 50% e del 65% deve essere suddivisa in 10 quote annuali dello stesso importo e deve essere effettuata al momento della dichiarazione dei redditi, indicando anche sul modello 730 o sul modello redditi Unico i dati catastali dell’immobile.

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