Il nuovo ministro dell'economia ha 37 anni

Che cosa succede in Francia

Che cosa succede in Francia
26 Agosto 2014 ore 22:17

In Francia è caduto il governo e il Presidente della Repubblica Francoise Hollande ha dato mandato al premier dimissionario Manuel Valls di formarne uno nuovo. Le ragioni delle dimissioni sono da ricercare nelle esternazioni antieuropeiste e contrarie alla politica di austerity promossa dalla Germania dell’ex ministro dell’Economia Arnauld Montebourg. Montebourg aveva detto che con la presente congiuntura economica – anche la Francia è in forte crisi nonostante la situazione non sia come quella italiana – c’era bisogno di un cambio di passo perché i tagli alla spesa pubblica non producono effetti positivi. Inoltre politiche così restrittive «gettano gli europei nelle braccia dei partiti estremisti». Si spiegherebbe così il successo di Marine LePen e del suo Front National.

Dall’oggi al domani Valls si è dimesso. Mercoledì 27 agosto le Figaro titolava “Rimpasto: l’ultimo quadro di Hollande”. Perché è della credibilità politica di Hollande, in caduta libera da qualche mese a questa parte, che si sta parlando. Socialista, eletto alla guida del Paese nel 2012, con il 51,62% delle preferenze nel ballottaggio contro Nicolas Sarkozy, che di voti ne prese il 48,38%, al primo turno delle elezioni il suo schieramento guadagnò il 28%. Oggi gli ultimi dati lo danno a nemmeno il 17%. Un dato preoccupante, che lo ha portato a giocare la sua ultima carta prima delle elezioni del 2017.

I nuovi ministri del governo Valls 2 rispondono al bisogno di maggior coerenza  “con le linee guida che il paese si è prefissato”. In pratica sono dei fedelissimi di Hollande, che per salvare il salvabile sta arginando gli elementi che si pongono più a sinistra del partito socialista, e sta virando verso destra. Sono confermati il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, quello dei Conti Pubblici, Michel Sapin, del Lavoro, Francois Rebsamen e dell’Agricoltura, Stephane Le Foll, oltre all’ex moglie di Hollande, Ségolène Royal, all’Ambiente. Sono stati solo spostati dai Giovani all’Educazione la 36enne Najat Vallaud-Belkacem, e dal Sottosegretariato al Commercio Estero alla Cultura Fleur Pellerin. La vera novità, è chiaramente all’economia. A sostituire Montebourg ora c’è Emmanuel Macron, classe 1977. Uomo di Hollande, dal 2008 al 2011 ha lavorato come banchiere d’affari da Rotschild, è un fedelissimo del Presidente e un socialista liberale. Difficile quindi che la linea che adotterà sia conforme a quella del suo predecessore, che si colloca nell’ala più a sinistra del partito socialista.

Una battaglia, quella di Valls 2 e dell’economia che si giocherà sullo stato sociale, vero fiore all’occhiello della Francia. Ciascuna persona residente Oltralpe ha diritto a un’assistenza che ha pochi eguali in Europa. Non serve essere cittadini francesi, è sufficiente abitare in Francia. Per i lavoratori stagionali, cioè tutte le persone impiegate in settori che hanno alti picchi di lavoro solo in determinati periodi dell’anno, come ad esempio in ambito turistico, c’è il sussidio di disoccupazione per i mesi in cui si è inattivi. Se una persona percepisce, in stagione, un reddito di 2mila euro, fuori stagione ne percepisce 1500. I disoccupati veri e propri, invece, percepiscono un sussidio per il reinserimento al lavoro di circa 700 euro mensili e le spese a suo carico per la casa sono esigue.

La tassazione non si paga, come in Italia, sullo stipendio mese per mese, ma in un’unica soluzione a fine anno. Poniamo il caso di una famiglia di due persone: uno dei due lavora tutto l’anno e ha uno stipendio di circa 1500 euro mensili, l’altro lavora stagionalmente e percepisce 2000 euro in stagione (poniamo 6 mesi) e 1500 negli altri mesi. Non esiste la tredicesima né la quattordicesima. Sui circa 40mila euro annui che la famiglia percepisce di stipendio 5mila se ne vanno in tasse, parte delle quali sono destinate alla Cassa sociale, che elargisce i sussidi di cui sopra.

Il sistema sanitario francese è uno dei primi al mondo per la qualità di servizi e strutture offerte. L’elemento base è la sécurité sociale: un servizio statale che si occupa di garantire una copertura medica a tutti i coloro che vivono in Francia. Iscrivendosi a questo servizio si ha diritto al rimborso massimo del 75% delle spese mediche. Al resto pensa l’assicurazione, e quasi tutti i francesi ne hanno almeno una.

Il sistema fiscale, inoltre, può essere evaso molto difficilmente. In Francia i commercianti, ad esempio, non hanno l’obbligo di scontrino fiscale, ma la loro tassazione viene calcolata sulla base delle forniture che acquistano. Difficile quindi, se non impossibile, scappare al fisco.

Una delle modifiche apportate da Hollande allo stato sociale, forse la peggiore che potesse fare per attirarsi le ire dei contribuenti, è aver tassato gli straordinari da un giorno all’altro. In Francia la settimana lavorativa è di 35 ore, ogni ora in più fino a 42 la settimana veniva retribuita esentasse. Con Hollande il ceto medio si così è visto drasticamente aumentare le imposte, ragione per cui lo scontento popolare è altissimo e i cugini d’Oltralpe si sono trovati, con loro grande sorpresa, a rimpiangere Sarkozy. La deriva che sta prendendo il Paese è quella dell’estrema destra, che oltre ad aver avuto grande successo alle elezioni europee, sta spopolando anche alle amministrative. Il Front National, capeggiato da Marine Le Pen, invoca la tolleranza zero: sì allo stato sociale ma solo per i francesi.

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