Rabbia

Sul ponte di Sarnico esposti striscioni di protesta contro Governo, Regione e Confindustria

L'accusa è stata lanciata dal Progetto EcoSebino: «Hanno letteralmente abbandonato la nostra gente al proprio destino. Ancora oggi non riescono a garantire gratuitamente tamponi e test»

Sul ponte di Sarnico esposti striscioni di protesta contro Governo, Regione e Confindustria
05 Giugno 2020 ore 10:55

«Covid-Conte-Fontana. 3 virus da debellare. Confindustria da annegare». Con questo striscione, esposto sul ponte che collega Sarnico a Predore sul lago d’Iseo, il Progetto EcoSebino ha voluto manifestare tutta la propria rabbia per la gestione dell’emergenza sanitaria, oltre che il proprio dolore per i tanti lutti che hanno colpito il nostro territorio.

Sono mesi difficili per tutti noi. E' inutile dirlo.Mesi di sofferenza, dolore, incertezza e rabbia, mesi spesso…

Pubblicato da Progetto EcoSebino su Martedì 2 giugno 2020

Sul ponte è stato però affisso anche un secondo striscione, quasi a rimarcare l’invettiva rivolta all’Esecutivo e a Palazzo Lombardia. Un pensiero è stato rivolto anche a quanti hanno continuato a lavorare nei giorni più caldi dell’epidemia: «Onore ai lavoratori in prima linea. Da noi lasciati soli. Fango sui Palazzi».

«Regione e Governo, sudditi di Confindustria, hanno letteralmente abbandonato la nostra gente al proprio destino, scegliendo il profitto e il guadagno di qualcuno a discapito della salute e della vita degli altri – denunciano in un messaggio pubblicato su Facebook -. Ancora oggi non riescono a garantire gratuitamente tamponi e test».

Per questa ragione il Progetto EcoSebino ha deciso di «lasciare un messaggio in un luogo simbolico, un ponte che unisce due delle province più colpite dall’emergenza Coronavirus, Bergamo e Brescia, nell’attesa che ci siano le condizioni per lanciare un nostro evento che abbia come obiettivo l’elaborazione collettiva di quanto avvenuto. Da parte nostra sentivamo una grande esigenza: la nostra rabbia, il nostro dolore e i nostri lutti non potevano tacere ancora per molto. Sono mesi difficili per tutti noi. È inutile dirlo. Mesi di sofferenza, dolore, incertezza e rabbia; mesi spesso vissuti da soli, nel silenzio delle nostre case, un silenzio che però avrebbe bisogno di essere condiviso ed elaborato collettivamente».

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