E vicino al cassonetto Caritas...

Sulle ciclabili seriatesi tra i rifiuti Dov'è finito il senso civico?

Sulle ciclabili seriatesi tra i rifiuti Dov'è finito il senso civico?
Cronaca 11 Settembre 2017 ore 10:15

Invece di rigogliosi cespugli e qualche fioritura estiva, alcuni tratti delle piste ciclopedonali seriatesi sono contornate da cumuli di rifiuti. Il problema è particolarmente sentito dagli abitanti delle zone periferiche, come Comonte. La questione non è certo una novità: sono mesi che la gente si lamenta. E dunque, percorrendo queste strade, si incontrano il signore con il cane che borbotta per la spazzatura pericolosa per l’animale, la mamma con il passeggino che esita a proseguire (zona sporca che diventa degradata? Il passo è sempre breve e certe paure, neanche troppo ataviche, si fanno sentire quando ci sono bambini di mezzo), i ragazzi che stanno attenti alle ruote della bici, temendo di forare a causa di qualche coccio di vetro affilato…

Il problema finisce su Facebook. Questa è vita reale, ma non mancano i cittadini che rimarcano il problema anche sui social, postando foto della spazzatura e chiedendosi chi si occupi (o non si occupi?) di questa faccenda. E proprio Facebook porta la testimonianza di altre zone colpite dal problema: cestini riempiti con i rifiuti casalinghi in centro, idem nei cestini della ciclopedonale di via Nazionale, stessa storia in quella di via Dolomiti. Eh sì, perché i cestini non mancano affatto, ma troppo spesso vengono utilizzati impropriamente: è davvero così complicato fare la raccolta differenziata o portare direttamente in discarica i rifiuti? Parrebbe di sì.

Sotto la via Stella Alpina. Situazione davvero preoccupante per il sottopassaggio che congiunge via monte Aga al sentiero verso via Brusaporto. Si tratta di una strada ghiaiosa che passa al di sotto della trafficatissima via Stella Alpina, frequentatissima da passeggiatori, cani e padroni, ma anche da famiglie e bambini a passeggio. Probabilmente durante la notte qualcuno ha deciso di fare festa, visto che spesso e non volentieri si trovano lattine, vetri, scarti. Si aggiungono scarpe, lucchetti, sacchettini vari, feci (speriamo di cani, e non umane) e ogni genere di rifiuto: da qualche settimana qualche incivile ha deciso di lasciarci pure una collezione di vecchie videocassette.

Vicino al centro commerciale. Situazione non felice nemmeno lungo la ciclopedonale che costeggia il centro commerciale Alle Valli: se lungo via Dolomiti il problema principale sono i cestini mal utilizzati, svoltando all’interno del percorso che riconduce pedoni e bici in via Stella Alpina, a livello dell’Iper Station, il problema diventano gli abiti abbandonati. Il ragionamento è facile: a pochi metri dal sentiero, di fronte alla chiesa delle suore della «Sacra Famiglia» di Comonte vi è un cassonetto giallo dove chiunque voglia può depositare vestiti inutilizzati per la Caritas.

Il compito di smistarli spetterebbe quindi all’associazione, ma qualche furbetto preferisce portarsi avanti. Spesso infatti i cassonetti sono colmi e non è difficile recuperare qualche borsetta di abiti. Ancor meno complicato il caso in cui la gente lasci le borse all’esterno del cassonetto, senza prendersi la briga di inserirli nell’apposita apertura, per pigrizia oppure perché non c’è più spazio all’interno della struttura apposita. La cernita avviene qui, dove, protetto dalla siepe e dalla scarsa frequentazione dei passanti, qualcuno seleziona ciò che può interessargli. Riportare poi il resto degli indumenti nel cassonetto è troppo complicato: meglio lasciare tutto sul prato. Chissà, magari pensano che il tessuto sia biodegradabile… E così gli abiti si mischiano alla classica immondizia da ciclopedonale.

Il passaggio verso Brusaporto. Idem per il passaggio che, da via Dolomiti, porta verso Brusaporto, dove va di moda il party notturno: c’è infatti il segno di fuocherelli nella parte più nascosta della ciclopedonale. A corredo, la solita spazzatura da festicciola, dalle bottiglie di birra, ai cartoni di vino di basse aspettative, a lattine di coca. Non bastano i volontari che durante l’anno provvedono alla pulizia, non bastano gli operatori che regolarmente svuotano i cestini, né la Polizia che saltuariamente riesce a passare per controllare. Dov’è il senso civico?