In fondo Togo, Burundi e Siria

Svizzera, la casa della felicità Perché l’Italia è solo cinquantesima

Svizzera, la casa della felicità Perché l’Italia è solo cinquantesima
30 Aprile 2015 ore 11:30

Sole, mare, spiaggia, clima mite. Secondo alcuni è la ricetta della felicità. Non per l’Onu, che ha decretato la Svizzera come il Paese più felice. E notoriamente in Svizzera non ci sono né spiagge né mare. A stilare la classifica degli Stati più felici del mondo, dal 2012, è il World Happiness Report, un dossier realizzato per il Programma di sviluppo sostenibile dell’Onu da John Helliwell della University of British Columbia, Richard Layard della London School of Economics e Jeffrey D. Sachs, direttore dell’Earth Institute della Columbia University. Il progetto è stato ideato in Bhutan, un regno buddista di 700mila persone nella regione orientale dell’Himalaya orientale, il cui primo ministro, Jigme Thinley Y., ha deciso di misurare la Felicità Interna Lorda invitando i paesi dell’ONU ad adottare il proprio indice di felicità come guida per migliorare le politiche pubbliche. Le misure volte a migliorare il benessere, dicono, possono essere efficacemente utilizzate per valutare il progresso.

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Da cosa dipende la felicità. Gli esperti ritengono infatti che la felicità di un Paese venga determinata dal clima economico e dalla capacità delle istituzioni di governare la società. Tutti elementi che, a quanto pare, la Svizzera possiede e che invece sono carenti ad esempio in Italia, che è al 50esimo posto nella classifica su 158 Paesi. Per la prima volta, infatti, un rapporto dell’Onu fotografa anche l’impatto della crisi economica degli ultimi anni sullo stato psicologico e sulla soddisfazione di sé delle popolazioni più colpite. Nei rapporti precedenti venivano presi in considerazione solo la salute, l’assenza di corruzione, le aspettative di vita, la generosità, la libertà di scelta e la presenza di qualcuno su cui contare.

Il calcolo e i parametri degli studiosi. Per misurare quella che gli studiosi definiscono la felicità interna lorda gli studiosi questa volta hanno fatto un calcolo basato sulle risposte a dei questionari somministrati a campioni rappresentativi della popolazione dei diversi Stati in merito al reddito pro capite, aspettative di vita, livello di corruzione e percezioni di sé. Secondo questo calcolo, quindi, la Svizzera è risultata il Paese più felice del mondo, con un punteggio di 7,59 su 10. Che la vita da spiaggia proprio non rientri tra le priorità per la felicità delle Nazioni Unite lo dimostra il fatto che sul podio, al secondo e terzo posto, salgono Islanda e Danimarca. Grecia e Spagna, Paesi scaldati dal sole con lidi presi d’assalto dai turisti nordici, sono rispettivamente al 102esimo e 36esimo posto. Colpa della crisi e del fatto che le istituzioni sono state troppo deboli nel gestirla e per questo i Paesi faticano a riprendersi. La stessa cosa che è successa all’Italia, che nell’edizione precedente del rapporto si era piazzata al 45esimo posto, perdendo 0,8 punti di felicità e facendo registrare la terza flessione più grande dopo quelle di Grecia (1,5 punti in meno) ed Egitto. Nicaragua e Zimbawe sono i due Paesi che hanno visto il maggior incremento dell’indice di felicità tra il 2012 e il 2015.

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Italia e Svizzera a confronto. Le maggiori differenze tra Italia e Svizzera non sembrano risiedere nel Pil procapite, nel supporto sociale o nella durata degli anni vissuti in salute. Piuttosto, la differenza la fanno la sensazione di avere o meno la libertà di compiere le proprie scelte di vita, la generosità percepita, la diffusione della corruzione.  Nella top ten degli Stati più felici figurano anche Norvegia, Canada, Finlandia, Paesi Bassi, Svezia. Così come Nuova Zelanda e Australia. Gli Stati Uniti sono solo quindicesimi, meno felici di Israele che si è classificato all’undicesimo posto. La Gran Bretagna è 21esima, la Germania, 26esima e la Francia 29esima. Fanalino di coda il Togo, preceduto da Burundi e Siria.

Donne più felici degli uomini. Secondo il rapporto le donne tendono ad essere più felici degli uomini in Nord America, Australia, Nuova Zelanda e nella zona sud e in quella orientale dell’Asia, ma meno felici degli uomini in Europa orientale, nell’ex regione dell’Unione Sovietica, e nell’area sub-sahariana. Per entrambi, uomini e donne, la felicità tende a calare dall’adolescenza fino ai 40/50 anni, per poi stabilizzarsi.

 

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