Cronaca
l'attacco

Tamponi gratuiti al Pacì Paciana, la Lega: «Il comune intervenga e multi il centro sociale»

All’indomani del comunicato scritto dall’Ats di Bergamo per smarcarsi dall’iniziativa promossa dal centro sociale, i consiglieri comunali leghisti chiedono al sindaco e alla polizia locale di intervenire

Tamponi gratuiti al Pacì Paciana, la Lega: «Il comune intervenga e multi il centro sociale»
Cronaca Bergamo, 13 Aprile 2021 ore 11:26

«Il sindaco e la polizia locale devono intervenire con urgenza e sanzionare il centro sociale, cogliendo l’occasione per verificare tutte le infrazioni connesse alla struttura e all’occupazione abusiva dell’immobile».

La Lega torna all’attacco del Pacì Paciana, all’indomani del comunicato scritto dall’Ats di Bergamo per smarcarsi dall’iniziativa promossa dal centro sociale, che promuoveva l’esecuzione gratuita di tamponi rapidi nella giornata di sabato prossimo (17 aprile) a quanti si sarebbero presentati.

«Dopo la nostra denuncia in merito ai tamponi “fai da te” - dichiarano i consiglieri Alberto Ribolla, Luisa Pecce, Stefano Rovetta, Enrico Facoetti, Alessandro Carrara, Giacomo Stucchi e Filippo Bianchi - è stato reso noto dall’Ats che tale iniziativa non ha ricevuto, ovviamente, alcuna autorizzazione, come peraltro non poteva che essere, essendo il Pacì Paciana un centro sociale abusivo».

I consiglieri del Carroccio si chiedono anche con quale titolo il centro sociale, che si classifica come locale con bar, stia operando, vista la chiusura imposta dalle norme anti-Covid.

«Perché – rimarcano dalla Lega -, pur sapendo quanto accade, la polizia locale non è mai intervenuta? C’è stato qualche ordine dall’alto? Se così non fosse, significherebbe che si applicano due pesi e due misure e sarà certamente nostro compito farlo sapere a tutti i commercianti e ristoratori bergamaschi. Bar e ristoranti che restano aperti vengono sanzionati con la chiusura per 5 giorni e con una multa di 400 euro».

«È nostra intenzione anche rappresentare questa situazione alla Procura della Repubblica - concludono dal Carroccio - per valutare eventuali reati, come ad esempio l’omissione di atti d’ufficio».