Chi è Paul Baccaglini

La Iena che ha comprato il Palermo tra tatuaggi, promesse e misteri

La Iena che ha comprato il Palermo tra tatuaggi, promesse e misteri
10 Marzo 2017 ore 08:00

Sulla walk of fame del calcio delle telenovelas tra broker miliardari d’oltreoceano (i vari Mr.Bee, Thohir, Pallotta ecc.ecc.), sceicchi capricciosi e calciatori rockstar c’è una nuova stella: Paul Baccaglini. Per il Palermo, al posto del più grande mietitore di allenatori della storia del calcio italiano (il signor Zamparini), un’ex Iena che, stando alle ultime indiscrezioni sull’oscuro affare della cessione del Palermo, pare avere più tatuaggi che soldi in banca. Alla domanda sulle cifre dell’affare il ponderato Zamparini ha liquidato la stampa con un «c***i miei», e altre voci di corridoio hanno identificato nella Integritas Capital Management, società in “stato dormiente” con 1.150 sterline all’attivo, la prossima acquirente del Palermo.

 

Maurizio Zamparini e Paul Baccaglini hanno trovato l’accordo per l’acquisizione del Palermo.

 

Evidente che qualcosa non torni, ma il trentatreenne ex Iena pare avere tutto sotto controllo, ed è già lanciatissimo nei discorsi da neo-presidente (o qualcosa di simile): ha borbottato di nuovo stadio, ha invitato i tifosi e gli scettici a giudicarlo dai risultati, ha parlato di un piano B nel caso il Palermo, oggi con una classifica bollente, dovesse retrocedere. Ma dopo il caso Manenti (quello del Parma, per intenderci), la Lega non si fida più di nessuno e anche l’irriverente Baccaglini sarà minuziosamente controllato. E alla Federazione non potrà certo rispondere di «giudicarlo dai risultati». Date le circostanze (economicamente è una situazione strana, con cifre sproporzionatissime, che oggettivamente giustifica, almeno in parte, un certo scetticismo), staremo a vedere se e come quadreranno i conti dopo i controlli della Lega.

 

 

I tifosi del Palermo si stanno grattando la testa fin dal primo momento. Passi il personaggio, comunque un soggetto che non ha esattamente la faccia da presidente (ma il doriano Ferrero ha spianato la strada a chiunque, in questo senso), ma poi soprattutto per i misteri dell’affare: perché fidarsi di uno sconosciuto che promette scintille e ha una società dormiente? La domanda vera e propria però è un’altra: chi è l’uomo che si nasconde dietro a questo acquisto così oscuro (oltre che dietro a centinaia di tatuaggi)? Figlio di un americano e di un’italiana, è conosciuto principalmente per il suo passato recente come Iena e come spalla di Pif a Il Testimone, oltre che come modello. Si definisce «una persona senza cervello», e ha fondato persino uno pseudo partito, il Lemon Party, il cui programma politico è «limonare, limonare e limonare ancora».

 

 

L’impressione è che dietro a una notizia un po’ originale ci sia qualcosa di più grosso, oltre il calcio, oltre il Palermo. Baccaglini forse non è, ma di sicuro si pone come un fenomeno da baraccone del web: una ricerca continua di stupire oscillando sempre e comunque metri e metri sopra le righe, facendo della manifestazione di ignoranza una vera e propria virtù. Vedremo se Baccaglini saprà trascendere la dimensione dello scherzo del web e fare i conti con il contingente, con la realtà dei fatti, in quella pericolosa arena di leoni che è l’ambiente Lega Calcio. Se ci riuscirà, Palermo – Sampdoria potrebbe diventare la partita di cartello della Serie A, e con buona pace del bel gioco, il vero spettacolo sarà in tribuna: Ferrero e Baccaglini. Come Coca Cola e Mentos.
Per quel che riguarda noi, dall’altra parte d’Italia, questa storia ci ricorda una cosa: meglio tenerci stretto il nostro Percassi.

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