Le spiegazioni dell'azienda

Il team di “spioni” di Amazon che ascoltano cosa dite ad Alexa

Il team di “spioni” di Amazon che ascoltano cosa dite ad Alexa
Cronaca 30 Aprile 2019 ore 09:05

Un’inchiesta di Bloomberg ha rivelato che esiste un team di Amazon che si occupa di ascoltare quasi tutto quello che viene detto in presenza dei dispositivi smart dotati di Alexa, l’assistente personale intelligente sviluppato dalla azienda statunitense.

L’apprendimento di Alexa. I dispositivi smart stanno diventando oggetti di uso comune nelle case di tutto il mondo, anche se ci sono ancora molti scetticismi sulla loro utilità e sui pericoli che riguardano la privacy. L’utilizzo sempre maggiore degli smart speaker ha permesso alle stesse aziende produttrici di migliorare l’efficienza delle ricerche, consentendo agli algoritmi di imparare con l’esperienza come interpretare gli ordini disposti vocalmente. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’apprendimento di Alexa, l’intelligenza artificiale sviluppata da Amazon, passerebbe però anche attraverso la supervisione umana.

 

 

Il reparto degli “spioni”. Esisterebbe un team, composto da collaboratori esterni e veri e propri dipendenti a tempo pieno, dislocato tra Boston, la Costa Rica, l’India e la Romania, con l’incarico di analizzare gli audio registrati dai device di tutto il mondo. Tutti avrebbero firmato un accordo di riservatezza che gli impedisce di parlare pubblicamente di qualsiasi aspetto del programma a cui lavorano. Secondo due ex dipendenti degli uffici di Amazon a Bucarest, i turni sono di nove ore giornaliere e ogni addetto ha il compito di ascoltare almeno mille clip audio per turno.

Le registrazioni involontarie. La faccenda è diventata più spinosa quando è emerso che il team è spesso “costretto” ad ascoltare anche conversazioni che non riguardano comandi impartiti ad Alexa. Secondo Amazon, nessun file viene registrato prima che l’assistente venga attivato con l’apposito pulsante o con la parola di attivazione, ma a volte Alexa sembra iniziare a registrare anche senza alcun input. Anche se è intuibile che si tratta di una registrazione “non volontaria”, i dipendenti hanno l’obbligo di trascrivere tutto ciò che sentono, che sia una donna che canta in maniera stonata sotto la doccia, un bambino che grida chiedendo aiuto o addirittura registrazioni che potrebbero riguardare attività criminali. Due ex dipendenti hanno raccontato anche di essersi imbattuti in quella che hanno interpretato come un possibile caso di violenza sessuale. Esiste anche una chat interna per i dipendenti, dove chiedere aiuto per condividere esperienze poco piacevoli o per interpretare parole confuse registrate dai dispositivi. In alcuni casi sono emerse registrazioni che riguardavano dettagli privati come nomi o codici bancari; in questi casi i dipendenti hanno l’obbligo di segnalare i file come “dati sensibili”, per poi passare al successivo audio.

 

 

La risposta di Amazon. Un portavoce di Amazon ha parzialmente ammesso l’esistenza di questo team, sminuendone però la portata. Rispondendo alle richieste di Bloomberg, ha dichiarato: «Prendiamo la sicurezza e la riservatezza dei nostri clienti molto seriamente. Annotiamo soltanto un minuscolo campione tra le registrazioni di Alexa, per migliorarne l’esperienza d’uso. Per esempio, queste informazioni ci aiutano ad allenare il riconoscimento vocale e i sistemi di comprensione del linguaggio comune. In questo modo Alexa può comprendere meglio le tue richieste e assicurare un servizio che funzioni bene per tutti».

Gli altri dispositivi. Anche Siri di Apple si serve dell’aiuto umano per interpretare le richieste degli utenti. Le registrazioni che vengono esaminate non sono collegate ad alcuna informazione personale e sono immagazzinate per sei mesi senza riferimenti all’autore, secondo quanto dichiarato in un documento fornito dall’azienda. A Google alcuni dipendenti possono accedere ad alcuni estratti audio registrati dall’assistente vocale, sempre con il fine di aiutare l’apprendimento, ma anche in questo caso, dichiara l’azienda, non sono collegati ad alcuna informazione personale.

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