A seguito dei lavori della futura Linea T2 Bergamo–Villa d’Almè, attualmente arrivati all’85% del completamento, nelle scorse ore l’Amministrazione comunale di San Pellegrino Terme ha deciso di intervenire prendendo posizione contro la riorganizzazione del trasporto pubblico legata appunto all’entrata in funzione della nuova tramvia. Il Comune ha criticato la scelta di fermare tutti i bus provenienti dalla Valle Brembana fino a Villa d’Almè, obbligando i passeggeri – studenti compresi – a proseguire col tram per raggiungere Bergamo.
«Nessun confronto col territorio»
In una nota ufficiale, l’Amministrazione comunale ha sottolineato come la decisione sia stata appresa dalla stampa, senza un confronto preventivo con i Sindaci del territorio brembano. Una situazione che genera forte preoccupazione, anche alla luce delle rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi, quando era stato garantito il mantenimento almeno delle corse scolastiche dirette verso la città.
Secondo il Comune, l’obbligo di cambio mezzo rappresenta un passo indietro per la qualità del servizio. «Costringere ogni giorno studenti e lavoratori a cambiare mezzo significa peggiorare il trasporto pubblico» – si legge nella nota. Il rischio è quello di rendere il sistema meno efficiente e meno attrattivo, con conseguente diminuzione dell’utilizzo.
Le criticità del sistema tariffario
Ulteriori perplessità riguardano il nuovo sistema tariffario. L’ipotesi di una tariffa unica per i collegamenti interni alle valli, secondo l’Amministrazione, dovrebbe tenere conto della qualità attuale del servizio, ritenuta insufficiente soprattutto per il numero limitato di corse rispetto alle aree urbane.
Scelte che penalizzano la montagna
La posizione del Comune sanpellegrinese sembrerebbe essere netta: se queste scelte saranno confermate, si tratterà di decisioni che rischiano di penalizzare ulteriormente i territori montani. «Il trasporto pubblico è un servizio essenziale – conclude il messaggio – e non possiamo accettare che chi vive in montagna debba affrontare più disagi e avere meno diritti».