Altro che l'occhio del padrone

Telecamere negli asili e nelle Rsa Per chi ci lavora sarà un incubo

Telecamere negli asili e nelle Rsa Per chi ci lavora sarà un incubo
30 Maggio 2019 ore 05:00

Si sono trovati tutti d’accordo, dalla Lega al Pd passando per 5 Stelle e Forza Italia: gli asili sia pubblici che paritari e le residenze per anziani dovranno dotarsi di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso a garanzia degli utenti piccoli e grandi. È a novità introdotta martedì 28 maggio con un emendamento al decreto Sblocca cantieri approvato in commissioni Lavori pubblici e Ambiente al Senato. È stata prevista una dotazione di cinque milioni per il 2019 e quindici milioni per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024 che serviranno ai Comuni per installare in ogni aula di ogni scuola per l’infanzia sistemi di videosorveglianza e apparecchiature destinate a conservare le immagini.

Uguali risorse sono state previste per fornire gli stessi strumenti alle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per le case di cura per i disabili e di riposo per gli anziani: un obbligo che riguarda sia le strutture residenziali che quelle semi-residenziali o diurne. Insomma un’ondata di videocamere invaderà asili e Rsa per farci stare più tranquilli. Almeno si spera. Ma è una scelta che dimostra come ormai il tema sicurezza sia in prima linea nell’agenda di tutti i partiti. Ovviamente esulta la Lega che per bocca del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana rivendica il provvedimento: «Ritengo che si tratti di una misura utile e importante per la tutela dei minori e delle persone più fragili. Ringrazio i senatori, per la sensibilità e lo spirito costruttivo dimostrati. È un bel segnale che su temi così importanti ci sia trasversalità e convergenza dei partiti dei diversi schieramenti».

 

 

In realtà c’è qualche ombra che grava su questo provvedimento. Il primo riguarda la salvaguardia della privacy. Non a caso la Commissione europea, in risposta a un’interrogazione parlamentare, aveva precisato che «l’installazione di sistemi di videosorveglianza per la protezione e la sicurezza di bambini e studenti nei centri per l’infanzia, negli asili nido e nelle scuole può essere legittima, purché siano rispettati i princìpi della protezione dei dati». Nel provvedimento si assicura che le registrazioni del sistema di videosorveglianza saranno visionabili esclusivamente da parte delle Forze dell’ordine e solo dietro formale denuncia di reato alle autorità nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. Le immagini saranno criptate e il server destinato a conservarle sarà sconnesso dalla rete in modo da impedire incursioni di hacker.

C’è però qualcuno che non ha digerito questo provvedimento da “grande fratello”. Sono i dipendenti delle strutture: la Cgil ha sollevato infatti una legittima polemica in termini molto decisi. Per quanto riguarda gli asili si dice che il provvedimento è «sbagliato perché criminalizza i dipendenti compromettendo il rapporto pedagogico». Secondo il sindacato si tratta di un provvedimento dettato da «demagogia e pura propaganda». Dice la Cgil: «Si individuano risorse per le telecamere mentre, allo stesso tempo, si operano ingenti tagli ai servizi in tanti comuni, risparmiando sul costo del lavoro». Difficile dargli torto.

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