La top 20

Telegraph, dicci che c’entra Baggio coi calciatori più sopravvalutati

Telegraph, dicci che c’entra Baggio coi calciatori più sopravvalutati
04 Agosto 2015 ore 16:30

Il Telegraph, autorevole quotidiano inglese, ha stilato una classifica in cui nessun calciatore vorrebbe mai apparire: quella dei 20 giocatori più sopravvalutati. Alcune scelte sono assolutamente condivisibili, altre non convincono del tutto, mentre altre ancora, davvero, sono del tutto incomprensibili. Vi invitiamo a controllare voi stessi, e a giudicare se non è così… Ecco qua allora la graduatoria realizzata dal giornale britannico.

 

20) Georgi Kinkladze

Georgiano, giocatore poco conosciuto al di fuori dell’Inghilterra, Paese nel cui campionato ha militato per buona parte della carriera, in particolare nelle fila del Manchester City negli anni Novanta. Kinkladze venne travolto da un’improvvisa notorietà quando, il 16 marzo 1996, realizzò un gol incredibile contro il Southampton, una rara perla di classe e agilità. Da quel momento venne considerato un talento purissimo in attesa di sbocciare: cosa che, però, non avvenne mai, poiché Kinkladze, sinceramente, non era proprio un granché.

 

19) Carlos Valderrama

Il giocatore simbolo del calcio colombiano, stupì il mondo, negli anni Novanta, per qualche lampo di classe ma soprattutto per un’incredibile acconciatura di capelli, che gli donò, scrive il Telegraph, «una ridicola immagine fiammeggiante». Valderrama, che viene effettivamente oggi ritenuto un grandissimo giocatore, avrebbe dunque costruito la propria fama più su questo aspetto bizzarro che su vere e proprie doti calcistiche.

 

18) Nicolas Anelka

Attaccante francese e talento precocissimo, tanto che a soli 20 anni, nel 1999, venne acquistato dal Real Madrid per l’elevatissima cifra di 60 miliardi di lire. Ci si aspettava, in effetti, una carriera sfavillante, ma forse a causa di un carattere molto difficile e altezzoso, Nicolas non ha mai effettuato un vero e proprio salto di qualità. Eppure è riuscito a giocare, nell’arco della sua carriera, per molte delle migliori squadre del mondo (Arsenal, Real Madrid, Liverpool, Chelsea, Juventus), strappando sempre ingaggi elevatissimi senza mai, però, dimostrare nulla di particolare. In questo caso, il giudizio del Telegraph è pienamente condivisibile.

 

17) Florent Malouda

Caso analogo a quello di Anelka: anche lui francese, in giovane età sembrava potesse divenire una delle migliori ali d’Europa, tradendo poi invece ogni aspettativa. Secondo il Telegraph, ha ingannato tutto il mondo del calcio con qualche giocata di gran livello agli esordi, senza mai però confermare un vero talento: «La classe dura nel tempo, la forma invece è temporanea», scrive il quotidiano. Anche Malouda, proprio come Anelka, ha comunque goduto di lauti stipendi per tutta la sua carriera.

 

16) Denilson

Brasiliano, dribblomane incallito, una delizia per gli esteti del pallone e una dannazione per i propri tifosi: Denilson è probabilmente uno dei giocatori con la miglior tecnica degli anni Novanta, in grado di compiere in partita numeri da strabuzzare gli occhi, ma… assolutamente nulla di più. Il mondo rimase folgorato dai suoi dribbling improvvisi e dal suo educatissimo tocco di palla, ma dietro tanto fumo non c’era davvero la minima traccia di arrosto, per quanto molte società furono disposte a svenarsi pur di poterlo tesserare nelle proprie fila.

 

15) David Ginola

Centrocampista francese a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta; come scrive il Telegraph, Ginola, quando era in giornata, era uno dei migliori al mondo, ma il problema è che era in giornata circa 2-3 volte all’anno. Moltissimi club, in Francia e Inghilterra, hanno provato a credere in lui, garantendogli pure ingaggi elevatissimi, ma alla fin dei conti Ginola non ha mai raccolto più di qualche applauso.

 

14) Wayne Rooney

Eccoci al primo caso davvero inspiegabile, ed è il primo di una lunga serie: la presenza di Rooney in questa classifica non trova proprio giustificazioni. Il Telegraph difende la propria scelta sostenendo che l’attaccante del Manchester United ha certamente avuto un’ottima carriera, ma al di sotto di quello che si poteva immaginare quando aveva solo 16-17 anni, soprattutto per quanto riguarda i risultati con la nazionale inglese. Può essere, ma da qui a sostenere che Rooney sia sopravvalutato ce ne passa…

 

13) Adriano

Tutti, interisti in particolare, ricordano che attaccante devastante fosse Adriano durante i suoi anni di gioventù. Potenza straordinaria, tecnica brasiliana, senso del gol: l’Imperatore aveva tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori del mondo. Poi, come noto, la morte tragica del padre lo portò in una brutta spirale di depressione, con tutte le conseguenze del caso, da cui non è mai più riuscito a riprendersi. Considerarlo dunque un sopravvalutato sembra davvero ingeneroso, perché prima di stare male Adriano aveva ampiamente dimostrato di poter essere un papabile numero uno assoluto.

 

12) Roberto Baggio

Questa, invece, è pura follia, e non è solo una questione patriottica, giacché Baggio, nel 1993, vinse addirittura un Pallone d’Oro, e sulle sua qualità dunque fu concorde l’Europa intera. Il Telegraph sostiene che Baggio fosse un giocatore che spariva dalle partite importanti, che non ha mai portato la nazionale italiana a vincere un trofeo, e che la sua grandezza sia stata «distorta da un senso di nostalgia per il calcio degli anni Novanta». Affermazioni che, ci perdoneranno al Telegraph, non si riescono nemmeno a commentare.

 

11) Steven Gerrard

Definire Gerrard un sopravvalutato è folle quasi quanto farlo con Baggio: mitologico capitano del Liverpool, Stevie G è stato senza dubbio uno dei migliori centrocampisti della sua generazione, espressione perfetta dell’evoluzione del giocatore in mezzo al campo che deve saper difendere tanto bene quanto attaccare, segnando anche, perché no, un cospicuo numero di gol. Il Telegraph sostiene che ad ogni acuto della carriera di Gerrard sia sempre seguita una clamorosa caduta, mettendo in correlazione, per esempio, la vittoria della Champions League del 2005 con l’espulsione in una partita contro il Manchester United. Come paragonare la traversata dell’Atlantico in pedalò con lo scivolare in una pozzanghera.

 

10) Jack Wilshere

Appropinquandosi ai 10 più sopravvalutati in assoluto, il Telegraph sembra ritrovare un po’ di lucidità: su Wilshere, giovane centrocampista inglese dell’Arsenal, comincia effettivamente ad aleggiare l’aura del sopravvalutato. Dopo aver fatto vedere cose strepitose in giovanissima età, sono ormai 2-3 anni che di Jack si sente parlare solo per infortuni (e su questo, occorre dirlo, è molto sfortunato) e bagordi notturni.

 

9) Sergio Ramos

Questa scelta è molto interessante, poiché nonostante sia difensore titolare di Real Madrid e nazionale spagnola, sono in molti a sostenere che Sergio Ramos valga in realtà molto meno di quello che sembri. Il Telegraph sostiene che la fortuna di Ramos sia stata esclusivamente di capitare in una generazione di giocatori spagnoli fenomenali che farebbero sembrare forte chiunque si trovasse al loro fianco. Non sono in pochi quelli perfettamente d’accordo col quotidiano inglese.

 

8) Wesley Sneijder

Trattasi di un calciatore che può permettersi di vivere di rendita grazie a un solo anno, quel 2010 in cui vinse tutto con l’Inter e in cui arrivò in finale ai Mondiali da protagonista (in un torneo, sottolinea il Telegraph, spaventosamente povero, da un punto di vista calcistico). Sneijder, effettivamente, prima del 2010 veniva considerato un buon giocatore e poco più; da quel momento in poi invece viene spesso dipinto come uno dei più talentuosi numeri 10 d’Europa. Pur essendo oggi relegato in un campionato decisamente minore come quello turco.

 

7) Ezequiel Lavezzi

I suoi trasferimenti, realizzati o solo paventati, hanno sempre avuto come protagonista una gran mole di denaro; eppure, sostiene il Telegraph, Lavezzi segna poco, è poco utile alla squadra e corre in giro per il campo senza alcuno scopo preciso. Bisogna riconoscere che, dopo le eccellenti stagioni a Napoli, Lavezzi non ha più mostrato, né al Psg né in nazionale, nemmeno l’ombra di quello che si pensava fosse in grado di fare.

 

6) David Luiz

Quando l’estate scorsa il Psg versò 50 milioni di euro nella casse del Chelsea per assicurarsi il difensore brasiliano, buona parte del mondo calcistico pensava si trattasse di uno scherzo. David Luiz è un difensore disastroso, scrive il Telegraph, senza riuscire a spiegarsi come sia possibile che le migliori squadre del mondo siano disposte a svenarsi pur di assicurarsi le sue (pessime) prestazioni. È la domanda che ci facciamo un po’ tutti.

 

5) Faustino Asprilla

Leggendario personaggio del calcio italiano anni Novanta, attaccante colombiano del grande Parma di Nevio Scala, faceva parlare di sé più per le sue avventure fuori dal campo che per il suo effettivo (e comunque indiscutibile) talento. Forse, scrive il Telegraph, molto dell’immagine che oggi si ha di Asprilla, calcisticamente parlando, è figlia della simpatia che il giocatore suscitava, più che per fenomenali colpi fatti vedere negli stadi.

 

4) Zlatan Ibrahimovic

Udite udite! Per quanto Ibra non perda occasione di ricordare al mondo che il più forte sarà sempre e solo lui, c’è qualcuno che non la pensa così. Qui il discorso è particolare: nessuno, nemmeno il Telegraph, sostiene che Ibrahimovic in realtà sia uno scarso, ma che non sia così forte come lo si ritiene generalmente, che sia insomma un gradino sotto le grandi star del calcio odierno come Cristiano Ronaldo, Messi, Iniesta o Hazard. Discorso, tutto sommato, condivisibile, ma non ditelo a Ibra, potrebbe non prenderla benissimo…

 

3) Radamel Falcao

Giocatore capace di aver spostato, con i suoi trasferimenti degli ultimi anni, ben 150 milioni di euro, sta destando parecchi dubbi circa il suo effettivo valore. Dopo annate straordinarie nel Porto e nell’Atletico Madrid, Falcao sembra aver perso tutto il suo talento e il suo incredibile senso del gol, deludendo le platee del Principato di Monaco e di Manchester. Quella di quest’anno al Chelsea, probabilmente, è la sua ultima chiamata.

 

2) Robinho

Quando era giovane veniva ritenuto l’erede naturale di Pelé, ma nel giro di pochi anni è emerso che la sostanza era ben diversa: Robinho è un gran giocoliere, il tipico funambolo brasiliano più da palcoscenico che da campo di calcio (leggasi Denilson). Eppure, moltissimi e importanti club europei (come Real Madrid, Manchester City e Milan) gli hanno garantito profumati ingaggi per tutta la sua carriera: davvero inspiegabile.

 

1) Mario Balotelli

Ma la palma di giocatore più sopravvalutato di sempre va a… Mario Balotelli. Giudizio impietoso del Telegraph, che definisce un mistero come molte società abbiano speso parecchi soldi per comprarlo, dal momento che si è sempre e solo distinto per le sue buffonate invece che per i gol. Bisogna in effetti riconoscere che la schiera di coloro che ritengono Mario un potenziale fenomeno va sempre più assottigliandosi. Se davvero dovesse rivelarsi un fuoco di paglia (sempre che già non sia accaduto), sarebbe proprio un peccato.

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