La Fiorentina trova un gol e vince

Su la testa, Atalanta. Il gioco c’è

Su la testa, Atalanta. Il gioco c’è
Cronaca 21 Settembre 2014 ore 20:51

La prima sconfitta dell’Atalanta in campionato è stata immeritata.  Se, allo stadio Achille e Cesare Bortolotti, l’incontro con la Fiorentina fosse finito in parità, non ci sarebbe stato nulla da ridire. Ma onore a chi ha vinto: nonostante l’impressionante crisi che attanaglia un irriconoscibile Gomez,  la squadra di Montella è davvero una grande squadra. E l’ha dimostrato una volta essere passata in vantaggio con il siluro del mancato atalantino Kurtic, al secondo centro consecutivo dopo la rete segnata al Guingamp in Europa League.

Colantuono le ha provate tutte per sfondare il bunker viola, però non c’è stato verso e non è un caso che il migliore dei viola sia stato Neto. Può capitare.

 

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Nella stessa misura in cui non bisognava montarsi la testa dopo il colpo di Cagliari, non è il caso di deprimersi ora che il primo ko è arrivato e per giunta interno. Quei 4 punti conquistati nelle prime 3 partite del campionato, in una situazione di alto equilibrio, ad eccezione della coppia di testa Juve-Roma già in fuga, confermano che questo sarà un torneo molto più insidioso e molto più difficile dell’ultimo, assolutamente anomalo.

L’Inter mercoledì e la Juve sabato, ci diranno quali siano le capacità di reazione degli uomini di Colantuono al contraccolpo causato dall’impresa della Fiorentina, autentico incubo della Dea: da quando Montella l’allena, ha vinto 5 partite su 5, senza fare differenza fra casa e trasferta.

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Nulla si può rimproverare all’Atalanta sotto il profilo dell’impegno e della determinazione. Non c’è stato un giocatore che non ci abbia dato dentro. La difesa ha subito il primo gol su azione, dopo la rete su rigore incassata a Cagliari, ma il tiro di Kurtic era imparabile. Il gioco c’è. Il centrocampo funziona, le corsie pure. Il problema è in attacco e si chiama Denis. L’argentino non riesce a sbloccarsi, paga il ritardo di condizione e Colantuono fa bene ad aspettarlo, ma non può attendere all’infinito. I prossimi centottanta minuti ci diranno se questa sia una crisi passeggera o se arriverà il momento di schierare Bianchi sin dal primo minuto. Intanto cresce Boakye: l’ha fermato solo Neto. Su la testa, Atalanta. Il bello deve ancora venire.

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