Il marito ha sporto denuncia

Torre Boldone piange Robertine che ha seguito la sua bimba in cielo

Torre Boldone piange Robertine che ha seguito la sua bimba in cielo
21 Settembre 2019 ore 05:00

Una notizia tragica, che ha lasciato sgomenti familiari, amici, e le comunità di Torre Boldone e quella del burkinabè a Bergamo. Robertine Guira, giovane mamma trentaseienne originaria del Burkina Faso da tempo residente in Italia, è deceduta dopo aver messo alla luce la sua terza figlia, morta anch’essa nonostante i prolungati tentativi dei medici di rianimarla. Robertine era sposata con il connazionale quarantaquattrenne Guira Youssouf. La coppia, residente a Torre Boldone da diversi anni, aveva due bambine, rispettivamente di 7 e 11 anni, ed era in attesa della terza figlia.

 

 

Secondo quanto riferito, la giovane donna è giunta in fase di travaglio nella sala parto dell’Ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo nel tardo pomeriggio di martedì 17. Qui, pare senza alcun preavviso e segnale di pericolo, la situazione è precipitata. La trentaseienne viene quindi sottoposta con urgenza a un parto cesareo. La bambina nasce, ma spira tra le braccia dei medici e del personale sanitario presente in sala, intervenuto nel tentativo di salvarle la vita. Anche le condizioni di salute di Robertine si aggravano in modo inatteso e repentino, e la giovane mamma va in arresto cardiorespiratorio. Il personale medico inizia ad attuare le manovre e i protocolli di rianimazione ma, visto il perdurare della criticità dello stato clinico, decidono di trasferire la paziente al Pronto Soccorso dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, dove viene trasportata in codice rosso. Qui la donna, purtroppo, morirà poco dopo, a causa delle condizioni disperate nelle quali è arrivata.

In una nota diramata dall’Asst Bergamo Est, a cui fa capo l’Ospedale di Alzano Lombardo, nella quale viene espresso da parte dell’azienda socio sanitaria territoriale il più profondo cordoglio e la vicinanza ai familiari in questi momenti di immenso dolore, si evidenzia come «in corso di travaglio di parto regolare, è insorta improvvisamente una grave emergenza ostetrica. Nonostante il taglio cesareo eseguito in emergenza (codice rosso secondo i protocolli), alla nascita la bimba non appariva vitale; sono state eseguite comunque prolungate manovre rianimatorie che non hanno dato, purtroppo, esito favorevole. Le condizioni della mamma si sono repentinamente aggravate con immediato arresto cardiorespiratorio. Le manovre rianimatorie hanno prodotto la stabilizzazione clinica, ma la successiva evoluzione è stata purtroppo infausta». Robertine e il marito erano entrambi impiegati in un’impresa di pulizie e…

 

Articolo completo a pagina 56 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 26 settembre. In versione digitale, qui.

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