La questione sta nell'insegnamento

Tra gli/le, congiuntivo e apostrofo Gli italiani non san proprio scrivere

Tra gli/le, congiuntivo e apostrofo Gli italiani non san proprio scrivere
11 Maggio 2015 ore 15:00

Che il congiuntivo sia un problema comune lo si scopre spesso e volentieri durante le più consuete conversazioni quotidiane, ma che addirittura il 53 percento degli italiani commetta errori grammaticali quando scrive un qualunque testo, allora sì che la questione diventa davvero preoccupante. «I rilevamenti compiuti da diversi organismi internazionali segnalano ripetutamente che la popolazione italiana nel suo complesso è molto indietro, rispetto a quella di altri Paesi sviluppati, in fatto di padronanza della lingua primaria».

L’allarme è stata lanciato dal professor Francesco Sabatini, docente emerito presso l’Università di Roma Tre e presidente dell’Accademia della Crusca, in un articolo pubblicato dal periodico La Crusca per voi. La prestigiosa istituzione ultracentenaria di linguistica italiana (è infatti stata fondata nel 1583) lancia l’allarme in merito all’insegnamento che viene fatto nelle scuole della lingua italiana. I dati del sondaggio dello scorso ottobre, sui quali hanno lavorato gli Stati Generali per la lingua italiana, hanno rivelato che gli errori più comuni grammaticali sono l’apostrofo (circa il 73 percento degli italiani è in fallo), il congiuntivo (61 percento), la punteggiatura (43 percento) e il tanto chiacchierato gli vs. le (38 percento).

 

vocabolario crusca

 

Il problema e le lacune. L’evoluzione “tecnologica” avuta dalle varie scuole italiane non è da vedere come il primo responsabile di questa profonda ignoranza linguistica. Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca, non accusa l’influenza del linguaggio usato sui social network, ma evidenzia bensì come i temi di interesse principale, a livello di istruzione scolastica, ruotino attorno all’accrescimento delle dotazioni tecnologiche e al potenziamento della lingua inglese, trascurando così quello che secondo lui è il reale problema.

L’Accademia della Crusca infatti punta il dito contro la formazione degli insegnanti di italiano, colpevoli di non avere nel loro background di studi un approfondimento adeguato per quello che concerne la linguistica italiana: «Il primo dei fattori di questo insuccesso è nella formazione universitaria inadeguata degli aspiranti docenti, tradizionalmente privi, di conoscenze nel campo della linguistica», sottolinea Sabatini. Nelle linee guida programmatiche assegnate alle scuole dal MIUR nel 2012, erano state tralasciate completamente quelle che riguardavano la «cura dello scrivere manuale». Continua Sabatini: «Molti docenti della scuola primaria confessando oggi di curare ben poco questa abilità, che affidano alla cosiddetta spontaneità della mano dell’alunno. Tanto, si dice, agli usi pratici della lingua scritta risponde ormai il computer». Nel nostro Paese da più di vent’anni opera l’Associazione Calligrafica Italiana che negli ultimi cinque anni ha organizzato incontri per sensibilizzare gli insegnanti sul tema della calligrafia a scuola, e dal 2012 inoltre propone dei corsi di formazione presieduti da esperti del settore.

 

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Le iniziative per migliorare. L’Accademia della Crusca però non sta a guardare e appoggia diverse iniziative culturali volte a promuovere l’approfondimento di vari temi, tra cui la linguistica nostrana. Tra queste spiccano certamente le Olimpiadi di Italiano e la Settimana della lingua italiana nel mondo. Il primo è una vera e propria competizione, organizzata dal MIUR e giunta alla quinta edizione, che ha l’obiettivo, come si può leggere dal sito, di «incentivare nelle scuole lo studio della lingua italiana e sensibilizzare gli studenti a migliorare la padronanza dell’italiano». L’evento si rivolge agli studenti delle scuole superiori, divisi in due differenti sezioni (biennio e triennio), e prevede esercizi in differenti aree come ortografia, morfologia, lessico, sintassi, punteggiatura e testualità. Quest’anno gli studenti iscritti sono stati quasi 25.000, 25 percento in più del 2014, in 750 scuole che hanno aderito al progetto, che ha visto trionfare, nella prova finale svoltasi a Firenze lo scorso 10 aprile, uno studente di Cuneo e una studentessa di Trento.

La Settimana della lingua italiana, invece, è un evento culturale internazionale, nato nel 2001 da un’idea dell’Accademia della Crusca, con lo scopo di promuovere l’italiano come lingua di cultura classica e contemporanea. Ogni anno nella terza settimana di ottobre viene selezionato un tema (l’edizione del 2015 sarà Italiano della musica, musica dell’italiano) che funge da punto di riferimento per incontri, conferenze, mostre, spettacoli e testimonianze di illustri personalità che avvengono in giro per il pianeta. Nel 2014 la distribuzione geografica è stata la seguente: 324 eventi nell’Unione Europea, 153 nell’Europa extra UE, 144 in Asia e Oceania, 88 nel Mediterraneo e Medio Oriente e 67 in Africa Subsahariana. Servirà a qualcosa?

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