le motivazioni della sentenza

Tragedia di Azzano, l’incidente può essere dovuto a un errore di guida: «Scapin indole docile»

I fatti risalgono alla notte tra il 3 e il 4 agosto del 2019. Nell'occasione l'imputato non ha mai fatto ricorso alla violenza. Lo schianto può essere dovuto al timore di un aggressione da parte dei due giovani che lo hanno inseguito

Tragedia di Azzano, l’incidente può essere dovuto a un errore di guida: «Scapin indole docile»
Stezzano e Azzano, 13 Ottobre 2020 ore 11:10

Luca Carissimi e Matteo Ferrari avrebbero contribuito a far accadere il tragico incidente nel quale hanno perso la vita. A un mese di distanza dalla condanna in abbreviato a 6 anni e 8 mesi per omicidio stradale di Matteo Scapin, il 34enne di Curno accusato di aver travolto ad Azzano lungo la Cremasca i due amici, sono state rese note le motivazioni che hanno condotto il giudice Massimiliano Magliacani alla sentenza. L’accusa aveva chiesto la condanna per omicidio volontario e una pena di 16 anni di reclusione e il verdetto aveva sollevato non pochi malumori tra i parenti e gli amici dei due ragazzi, morti rispettivamente all’età di 21 e 18 anni.

Determinanti, ai fini della condanna e della riqualificazione del reato, sarebbero stati sia la perizia dell’esperto chiamato dal Tribunale per ricostruire la dinamica dello schianto, sia il comportamento di Scapin, il cui carattere è stato definito da Magliacani come docile e incapace di vendicarsi di torti subiti con gesti estremamente violenti. Nonostante le avances che la fidanzata del 34enne ha detto di aver subito da parte dei due ragazzi nel corso di una serata al Setai, l’imputato non ha mai fatto ricorso alla violenza chiamando invece il personale di vigilanza e attendendo la chiusura del locale prima di allontanarsi. Un comportamento che, secondo Magliacani, depone a favore di una personalità non violenta

I fatti risalgono alla notte tra il 3 e il 4 agosto del 2019. Quella notte l’imputato litigò con Luca e Matteo all’esterno della discoteca di Orio al Serio. Salita in macchina, la coppia sarebbe stata raggiunta dai due ragazzi lungo la Cremasca, dove i due giovani avrebbero rotto il lunotto posteriore della Mini guidata dal 34enne. Il danneggiamento e il desiderio di vendetta, secondo l’accusa, avrebbero spinto Scapin a speronare la Vespa, finita poi contro un guard-rail. La difesa, al contrario, ha sostenuto che l’incidente si è verificato per un errore commesso da Scapin mentre alla guida, un gesto involontario nato dallo spavento per il botto e dal fatto che l’uomo si fosse messo al volante in stato d’ebrezza; tesi che secondo il giudice trova riscontro negli indizi raccolti durante le indagini.

È infatti ipotizzabile anche che il 34enne abbia accelerato nel tentativo di fuggire dal motorino e dal pericolo di un’aggressione. Secondo la perizia sulla dinamica dello schianto, poi, non ci sarebbero elementi che farebbero pensare alla volontarietà dell’incidente. Inoltre, l’urto sarebbe avvenuto tra la parte destra della Mini guidata da Scapin, mentre la Vespa era al centro della carreggiata, elemento che avvalorerebbe la tesi del tamponamento accidentale.

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