Menu
Cerca
Dagli Usa all'Italia

Il drammatico ritorno dell’eroina (c’entrano anche i farmaci oppiodi)

Il drammatico ritorno dell’eroina (c’entrano anche i farmaci oppiodi)
Cronaca 23 Maggio 2019 ore 07:00

Sembrava uno spettro del passato e invece sta tornando a punteggiare drammaticamente le cronache: è l’eroina, la droga che ha segnato una stagione della storia, lasciando sul terreno migliaia di morti, quasi sempre ragazzi intrappolati dalla dipendenza. Secondo i dati raccolti da Milena Gabanelli, dal 1971 sarebbero ben 25.061 le persone morte a causa di overdose. Per anni il consumo di questa sostanza era andato calando, con un processo che sembrava irreversibile. Invece, non solo la cronaca, ma ora anche i numeri ci dicono che siamo di fronte a un pericoloso ritorno: nel 2017, dopo quindici anni di continui cali, i morti per overdose sono saliti del 9,7 per cento: su 294 vittime complessive, 148 sono state causate dall’eroina. A questo vanno aggiunti anche 74 decessi per sostanze non riconosciute, ma anche in questo caso sembra centrare l’eroina, tagliata con altre sostanze. Secondo l’ultima Relazione al Parlamento, nel 2017 i consumatori di eroina sono 285 mila, per un giro di affari da 2,3 miliardi. I dati del 2018 non sono ancora noti, ma la sensazione è che confermino ulteriormente questa tendenza.

 

 

È una questione che non riguarda solo l’Italia. I numeri americani da questo punto di vista sono ancor più impressionanti. Nel 2016 i casi di morte per overdose dovuti a eroina o oppioidi sono stati 42.249 (contro i 33.091 dell’anno precedente): il che vuol dire un morto ogni 12 minuti. Numeri tali da abbassare l’aspettativa di vita negli Stati Uniti per il secondo anno consecutivo. Negli Usa questa crescita esponenziale ha una causa ben precisa: da quando il “dolore” è stato inserito come quinto parametro vitale assieme alla temperatura, alla pressione, alle pulsazioni e alla respirazione, ha portato a un boom di prescrizioni di farmaci oppioidi che portano alla dipendenza. Così, quando la ricetta scade i pazienti in tanti casi ricorrono al mercato nero, dove l’eroina costa molto meno (spesso anche un decimo) ed è più facile da trovare. L’unica differenza è che l’eroina è illegale, mentre i farmaci sono stati approvati dalla Federal Drug Administration.

Dagli Usa il fenomeno è passato in Europa. Anche in Italia la tendenza a comperare farmaci oppioidi è cresciuta esponenzialmente: li si possono comperare anche online. «Una tendenza impressionante», l’ha definita Luigi Cervo, farmacologo del Mario Negri, «che finora è stata sottovalutata». E se non si ricorre all’online, spesso gli spacciatori di questi farmaci agiscono fuori dalle scuole, come documentano gli arresti registrati nell’ultimo anno. Il passaggio all’eroina è semplice, anche perché il costo delle dosi è infinitamente più basso rispetto agli anni ’70. Sempre secondo quanto riferito nella Relazione al Parlamento, il 64 per cento degli studenti che hanno fatto uso di eroina almeno una volta nella vita riferisce di averla fumata con le «stagnole» (alluminio da cucina), il 28,5 per cento con la siringa in vena.

 

 

Se negli Stati Uniti Philadelphia è la città più esposta al fenomeno con dati impressionanti (1200 overdose mortali nel 2017), in Italia l’epicentro è Milano, con la famigerata piazza di spaccio di Rogoredo, il più grande mercato di droga del Nord Italia. È qui che le organizzazioni criminali hanno immesso dosi di Fentanyl, un oppioide sintetico utilizzato come fortissimo antidolorifico, prodotto in laboratori clandestini e che può essere tagliato con l’eroina. Forse nell’agenda della politica sarebbe il caso di aprire un capitolo su questa nuova emergenza su cui invece tutti chiudono un occhio.

Condividi