Disposizioni anticipate di trattamento

Il trattamento biologico è partito Che cosa bisogna fare esattamente

Il trattamento biologico è partito Che cosa bisogna fare esattamente
31 Gennaio 2018 ore 09:45

Il testamento biologico è ufficialmente in vigore. In sostanza a partire da oggi i cittadini possono comunicare le loro decisioni future in materia sanitaria, se accettare o rinunciare a determinare cure, qualora ci si trovasse in condizioni di non poter più esprimere le proprie volontà.

Il muro dell’obiezione di coscienza. I cittadini devono procedere consegnando le decisioni o ai Comuni che si devono dotare di un apposito registro, o ad un notaio, oppure affidandole a una lettera firmata autenticata. Per ora sono 180 Comuni d’Italia che hanno istituito da tempo un registro ad hoc. I promotori della nuova legge hanno chiesto che le Disposizioni anticipate di trattamento siano inserite nelle Tessere sanitarie dalle Regioni. La loro paura infatti è quella di imbattersi nel muro dell’obiezione di coscienza da parte dei medici, cosa che già è stata sperimentata nell’applicazione della legge sull’aborto. Nel caso del Testamento biologico potrebbe addirittura accadere che siano intere strutture e non solo singoli medici a fare sbarramento, rifiutandosi di eseguire disposizioni che si avvicinassero troppo all’eutanasia. Anche se la legge prevede che, se il dottore si dovesse rifiutare per motivi personali di seguire le indicazioni del paziente, la struttura ospedaliera ha il dovere di trovare un sostituto che garantisca il rispetto delle volontà del malato. Oppure di indicare una struttura alternativa. Se la legge è in vigore, il percorso è (giustamente) articolato. Proviamo a capirne di più.

 

 

Cosa prevede la legge. Cuore della legge sono le Dat ovvero le Disposizioni anticipate di trattamento: le nostre volontà in materia di assistenza sanitaria in previsione di una futura incapacità a decidere o comunicare. Possono essere espresse solo da chi è maggiorenne, ma in particolare la legge prevede che siano messe su carta solo dopo avere ricevuto adeguate informazioni circa le conseguenze delle proprie scelte. È un aspetto che per evitare contestazioni dovrebbe essere documentato nel testo in cui si comunicano le proprie Disposizioni.

Le Dat possono essere modificate o revocate in ogni momento. Anche nel momento in cui dovrebbero essere applicate, cioè in condizione di fine vita del soggetto. Possono essere revocate con una dichiarazione anche videoregistrata da un medico, alla presenza di due testimoni. Nelle Disposizioni si può entrare nel dettaglio. Tipo: specificare se si vuole essere rianimati, intubati, se si vogliono antidolorifici, oppiacei, rianimazione meccanica. Si può specificare se si vogliono trattamenti anche se il loro risultato fosse uno stato di demenza, o uno stato di incoscienza senza possibilità di recupero. Si può decidere se rinunciare a idratazione e nutrizione quando fossero somministrate tramite dispositivo medico come il sondino.

Come farà il medico a venire a conoscenza delle Dat? La legge prevede la figura del fiduciario che deve fare da tramite tra medico e paziente. In un prossimo futuro verrà istituito un registro nazionale e nei prossimi mesi si potranno inserire all’interno del fascicolo medico elettronico presente in numerose regioni. I medici da lì potranno attingere le informazioni sulle volontà del paziente.

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