Cronaca
i trasporti al tempo del coronavirus

Treni e aerei non si fermano. Ma il decreto non ne fa cenno

Treni e aerei non si fermano. Ma il decreto non ne fa cenno
Cronaca 08 Marzo 2020 ore 08:01

Non ci si può muovere da e per la Regione Lombardia. Ma si fermano anche i treni e gli aeroporti? È stata la prima domanda che a molti è venuta in mente. Linate, Malpensa, Orio saranno fermati? Nella conferenza stampa della notte, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha precisato che treni e aerei non si fermano. Si fa affidamento a un atteggiamento responsabile da parte dei cittadini. Il decreto, però, di fatto non precisa nulla a riguardo. Ma i cittadini del capoluogo questa mattina si sono svegliati con il solito rombo degli aerei sopra le loro teste chiedendosi: «Ma come, non è possibile muoversi da e per la Lombardia, ma è possibile andare da e per decine di località internazionali?».
Marsa Alam, questa mattina è decollato alle 5,50; Cologne alle 6,15; Lamezia alle 6,20; London Stansted alle 6,30; Paris Beauvais alle 6,30; Porto lle 7,10; Tel Aviv alle 6,30; Napoli alle 7; Lisbon imbarco chiuso alle 7; Budapest alle 7,05; Brindisi alle 7,15; Riga alle 7,15; Eilat Ramon alle 7,15; Oslo imbarco in corso; e poi via via ci saranno Nurnberg, Cagliari, Barcellona, Palermo, Berlino, Bari, Valencia, Bremen, Duesseldorf e via discorrendo fino a sera. Cancellati Bucarest, Chisinau, Sofia e Bratislava. Ma la giornata è lunga e altri ne potrebbero saltare. Intanto dall'aeroporto di Orio al Serio informano che l'aerostazione è accessibile e fruibile in sicurezza, come da indicazioni del Comitato operativo della Protezione civile e che è garantita la piena operatività dei voli programmati, così come i servizi di assistenza ai passeggeri.


Nel frattempo, vista la fuga di notizia della bozza del decreto, pubblicato ieri sera da tuttti i media prima ancora che fosse firmato e dunque reso ufficiale, le persone legate lavorativamente al mondo scolastico, soprattutto del Sud (supplenti o personale assunto a tempo determinato), visto il protrarsi della chiusura della scuole fino al 3 aprile, per non rimanere vincolati in Lombardia, in serata hanno pensato bene di tornare a casa, prendendo letteralmente d’assalto i treni alla stazione di Milano, affollandoli manco fosse il classico esodo estivo. Anche da alcuni nostri paesi di provincia se ne sono andati con la loro auto. E con loro, probabilmente, anche il virus continuerà il suo cammino.

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