Cronaca
«Imminenti nuovi attacchi»

Il triangolo della paura in Europa Forse in Grecia il capo del terrore

Il triangolo della paura in Europa Forse in Grecia il capo del terrore
Cronaca 17 Gennaio 2015 ore 15:24

In seguito agli attentati di Parigi, l’Europa ha dato il via a massicce operazioni antiterrorismo che hanno portato all’arresto di una ventina di persone tra Francia, Germania e Belgio. Perquisizioni, blitz, luoghi sensibili sotto protezione, sono la costante di questi giorni nelle principali capitali europee. In Italia l’allerta antiterrorismo è stata innalzata a livello 7 su 10.

Gli 007 europei - con l'aiuto determinante di spie americane - hanno avvertito dell’alto rischio attentati, dicendo che ci sarebbero venti cellule dormienti, si stima tra i 120 e i 180 jihadisti, veterani della guerra in Siria, bene armati e pronti a colpire in Francia, Germania, Belgio e Olanda. Il numero è tutto da verificare, sembra però appurato che Parigi, Bruxelles, Berlino sia diventato il nuovo “triangolo della paura” su cui agire per estirpare il fenomeno integralista in Europa e sventare attentati terroristici. Gli americani hanno tracciato per settimane i movimenti delle persone sospettate, collaborando con la polizia belga che è stata costretta ad agire nel timore di un attacco imminente. Un intervento d’urgenza che non ha permesso di bloccare l'intero gruppo.

Secondo la Cnn il coordinatore delle operazioni terroristiche sarebbe un cittadino belga «ufficiale» dell’Isis con base in Grecia, che avrebbe partecipato alla guerra in Siria. Il suo nome è Abdelamid Abaoud, alias Abu Soussi, originario di Bruxelles, intercettato mentre comunicava con il fratello poi arrestato durante la retata belga. Durante i contatti Abu Soussi impartiva istruzioni sugli obiettivi dal colpire. Secondo le indiscrezioni, nel mirino sembra che ci fossero agenti e uffici della polizia.

Belgio. In Belgio, cuore dell’Europa, almeno sul piano decisionale, dove hanno sede Commissione e Parlamento europeo, sembra che gli jihadisti avessero messo su una rete pronta a colpire. Giovedì pomeriggio nella città meridionale di Verviers, nei pressi di Liegi, sul confine con la Germania, due presunti jihadisti sono rimasti uccisi in un blitz delle forze speciali. Si tratta di due 22enni: Redwane Hajaoui e Tarik Jadaoun, probabilmente sono di origine cecena, come molti immigrati musulmani della zona giunti in seguito alle guerre cecene del 1994 e del 1999., ma certamente negli ultimi tempi sono stati in Siria. Dopo questo blitz è seguita una serie di arresti. Due sospetti legati alla cellula jihadista di Verviers sono stati arrestati in Francia al valico di frontiera del Frejus mentre si apprestavano a entrare in Italia. Secondo quanto hanno riferito fonti della polizia francese, i due erano fuggiti dal Belgio dopo il blitz.

E in Belgio pare si sia rifornito di armi Ahmedy Coulibaly, il terrorista del supermercato ebraico di Parigi. È partita un’indagine per verificare legami tra i terroristi parigini e i sospetti belgi, sulla quale la Procura di Parigi ha intenzione id mantenere il massimo riserbo finchè non sarà conclusa. Nella giornata di venerdì sono state fermate in tutto tredici persone, cinque delle quali sono state formalmente accusate di aver partecipato ad attività di gruppi terroristici.

Francia. Parallelamente alle perquisizioni di Bruxelles, a Parigi pare sia stato arrestato il complice principale di Coulibaly, nell’ambito di una retata che ha portato alla cattura di 12 persone accusate di aver fornito supporto ai terroristi. Ma non c’è stata solo Parigi nel mirino delle operazioni antiterrorismo: le indagini sono state portate avanti in molte zone della regione Ile-de-France, a Chatenay-Malabry ed Epinay-sur-Seine. In aiuto della polizia è stato schierato l’esercito e in tutto sono impiegati circa 120mila uomini. L’Eliseo ha inoltre deciso il divieto di lasciare il paese per i cittadini francesi sospettati di voler partecipare ad attività terroristiche all’estero ed è stata data la possibilità di interdire amministrativamente dal territorio francese i cittadini stranieri la cui presenza in Francia venga considerata una grave minaccia per l’ordine pubblico.

Germania. Anche la Germania, terzo polo del neonato triangolo della paura, ha condotto una serie di operazioni, ed ha alzato al massimo l’allerta antiterrorismo. La polizia tedesca ha arrestato di due uomini sospettati di coordinare un gruppo di estremisti formato da cittadini turchi e russi, originari della Cecenia e del Daghestan, che pare stessero pianificando delle spedizioni in Siria, anche se non ci sono indicazioni in merito all’intenzione di compiere attentati in Germania. Il leader del gruppo, arrestato nel raid di Berlino, che ha impiegato oltre 200 agenti di polizia, è un 41enne di origine turche.

Spagna. Le operazioni hanno interessato anche la Spagna. Nella periferia di Madrid sono state arrestate tre persone sospettate di essere affiliati a una cellula terroristica legata ad Al Qaeda. La Spagna il 15 gennaio ha aperto un’inchiesta sul passaggio di Coulibaly e della compagnia Hayat Boumeddiene in territorio spagnolo tra il 31 dicembre e il 2 gennaio. La compagna di Coulibaly si è imbarcata per Istanbul da Madrid e una volta in Turchia pare sia andata in Libia. Con lei due persone franco-algerine si cui i servizi segreti stanno ancora indagando.

A fare più paura sono quei foreign fighters che sono rientrati in patria in Europa dopo un periodo di combattimento a fianco dei jihadisti. Terreno più fertile di addestramento è la Siria, dove a combattere la guerra civile ci sono sia esponenti o affiliati di alQaeda sia i miliziani dello Stato Islamico.

L’analisi. A questo punto è interessante riportare quanto scrive il giornalista Luciano Tirinnanzi sul sito lookoutnews, che si occupa di analisi geopolitiche e di intelligence. Bisogna, secondo lui, chiarire le differenze basilari tra Isis e alQaeda, per non fare confusione e avere un’idea di cosa si sta parlando e per capire chi sono i nemici che hanno dichiarato guerra all'Europa. I due gruppi, alQaeda e Isis, non vanno confusi. Tirinnanzi ricorda che alQaeda, l’organizzazione sunnita salafita creata da Osama Bin Laden, ha sempre e solo colpito bersagli occidentali nemici dell’islam, per non innescare una deflagrazione all’interno del mondo musulmano, nociva ai suoi interessi stessi. L’Isis, invece, sin dalla sua nascita, ha avuto come primo obiettivo gli islamici eretici, e cioè gli sciiti in Iraq e gli sciiti alawiti in Siria. In Europa oggi la vera minaccia è soprattutto Al Qaeda nella sua forma spontaneista e non organizzata, ed è nei confronti di questa minaccia che il Vecchio continente deve attrezzarsi per affrontare nuclei locali “dormienti”, annidati all’interno delle fiorenti comunità musulmane che seguono logiche proprie e non ubbidiscono a una strategia coordinata e gerarchizzata.

Le minacce che interessano Roma e il Vaticano, diffuse su twitter e su vari siti filojihadisti, possono essere considerate come uno stimolo o un invito alla mobilitazione per micro gruppi operanti in Italia. In altri termini, pubblicare la foto della cupola di San Pietro su un sito jihadista non significa che dallo Yemen stia partendo un nucleo di guerriglieri pronto a sacrificarsi per fare un attentato contro il centro della cristianità. Vuol dire che gli ideologi di Al Qaeda chiedono ai loro affiliati di “coltivare l’idea”.