L'associazione "La finestra sulla città"

«Troppi assembramenti in Città Alta, chiediamo provvedimenti urgenti»

I rappresentanti dell'associazione culturale del borgo storico di Bergamo scrivono a Prefetto, Questore e Sindaco denunciando come, in piazze, bar e ristoranti, le norme anti-Covid non vengano rispettate

«Troppi assembramenti in Città Alta, chiediamo provvedimenti urgenti»
Bergamo, 09 Giugno 2020 ore 15:30

Con una lettera diretta al Questore, al Prefetto e al Sindaco, i membri dell’Associazione culturale “La finestra sulla Città” (la presidente Mariangela Acerboni, Silvia Mazzoleni, Alessandro Tiraboschi e Dario Colelli) chiedono «politiche e provvedimenti urgenti» per combattere i troppi assembramenti che, a loro parere, si stanno ripetutamente creando, soprattutto nei fine settimana, in Città Alta.

Dopo le polemiche per la calca che si era registrata lungo la Corsarola nel fine settimana antecedente la riapertura di tutte le attività, a inizio maggio, e la conseguente decisione del Comune di istituire un senso unico pedonale sulla via del borgo antico, la situazione sembrava essersi normalizzata. Invece, stando a quanto racconta l’Associazione, non è proprio così. «Troppe persone, mentre usufruivano dei servizi di ristorazione e dei bar privati, non osservano il distanziamento sociale né venivano a loro in toto applicate le regole stabilite dal recente Decreto Legge del 6 maggio 2020, n. 33 e del DPCM del 17 maggio 2020», si legge nella lettera.

Non solo: i membri dell’Associazione dicono anche di aver notato «assembramenti diffusi nelle piazze, sugli spalti delle mura ed in prossimità dei negozi, talvolta associati alla mancanza del rispetto delle regole che impongono l’obbligo di indossare la mascherina di protezione, nonché da parte di alcuni esercenti dei locali la misurazione della temperatura corporea (che però va presa ai dipendenti, mentre non è obbligatoria ma solo raccomandata per gli utenti, ndr) nonché la chiusura dei locali negli orari stabiliti dal regolamento comunale». Per questi motivi, «chiediamo alle autorità competenti di promuovere politiche e provvedimenti urgenti al fine di contrastare i fenomeni evidenziati, a tutela della salute e della libertà individuale e per usufruire dello spazio pubblico, come nel nostro diritto, in sicurezza».

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