lo studio

Turismo: a Bergamo in sei mesi si sono persi 65 milioni di euro

Causa lockdown il crollo degli arrivi è stato del 63%. Timidi segnali di ripresa si sono registrati nel mese di giugno.

Turismo: a Bergamo in sei mesi si sono persi 65 milioni di euro
29 Luglio 2020 ore 08:11

65 milioni di euro è il prezzo pagato dal turismo a Bergamo per il lockdown. Questo è quanto si evince da uno studio commissionato da Visit Bergamo per verificare quanto successo nei primi mesi del 2020. Appurato che il 2019 è stato un anno record per il turismo a Bergamo con due milioni e mezzo di visitatori, nel 2020 le perdite sono state enormi, viste le chiusure di tutte le strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, delle frontiere e dell’aeroporto di Orio al Serio. I dati provvisori relativi al primo semestre del 2020 evidenziano il forte impatto della pandemia sul turismo del territorio. Confrontando i primi sei mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2019 il calo è di oltre il 63% per quanto riguarda gli arrivi e del 60% per le presenze. Il dettaglio mensile sottolinea l’ottimo inizio anno, soprattutto grazie alle località di montagna. Il mese di gennaio, infatti, registra +19,3% di arrivi e +13,5% di presenze; mentre nel mese di febbraio, nonostante i primi casi di Covid-19 registrati nel paese, si registrano +4,3% di arrivi e +1,8% di presenze. A fronte del crollo nei mesi di marzo e soprattutto aprile, quando le strutture ricettive erano sostanzialmente chiuse, un timido segnale di ripresa si registra a maggio e, più deciso, a giugno con 52 mila presenze, ed è un dato confortante. L’emergenza coronavirus ha impattato notevolmente anche sulla composizione dei turisti: nei primi 6 mesi del 2020 quasi due turisti su tre sono di nazionalità italiana (64,7% del totale degli arrivi è nazionale e il 66,8% delle presenze) a fronte di quasi uno su due dello scorso anno (55,8% per gli arrivi e 53,9% per le presenze). La ripresa del turismo nei mesi di maggio e giugno è notevolmente sbilanciata a favore del turismo nazionale. Inoltre, i tempi di soggiorno in questi ultimi due mesi si sono allungati, segnale di una mobilità minore da parte dei turisti.

L’emergenza non ha avuto invece impatto sulla tipologia di alloggio scelto. La composizione dei turisti che alloggiano in strutture alberghiere o extra alberghiere è infatti in linea con i dati dello scorso anno sia per gli arrivi (nel 2020 il 70,7% ha optato per le strutture alberghiere mentre il 29,3% in strutture extra alberghiere, a fronte di rispettivamente il 69,9% e 30,1% dello scorso anno) che per le presenze (il 64% nel settore alberghiero e il 36% in strutture extra alberghiere, a fronte del 65,2% e 34,8% registrato lo scorso anno). Come detto il 2019 è stato un anno record per il turismo a Bergamo con quasi 2,5 milioni di presenze e 1.249.081 arrivi; un aumento ulteriore del 4% delle presenze e del 3% degli arrivi rispetto al 2018. Negli ultimi 10 anni Bergamo ha ospitato +68,7% di arrivi e +45,9% di presenze. Per il 2019, si conferma la progressiva internazionalizzazione turistica di Bergamo e provincia, con un aumento arrivi di turisti stranieri del 3,7% e di presenze del 5,5%. Anche in questo caso si consolida l’andamento degli ultimi anni: il divario tra il turismo internazionale e quello nazionale si è ridotto da una differenza di quasi 26 punti percentuali del 2009 ai quasi 10 punti del 2019. Tra i Paesi di provenienza dei turisti stranieri anche nel 2019, la Germania si conferma alla guida della classifica con il 10% degli arrivi totali e l’11,9% delle presenze totali. Seguono la Polonia, che registra un balzo in avanti dal quarto al secondo posto, la Francia, e la Spagna. Tra le prime dieci posizioni i tedeschi si confermano primi anche per durata media del soggiorno, in compagnia di inglesi e americani, con 2,3 giorni. Ma il 2019 segna anche un incremento del turismo proveniente dal territorio nazionale, con un +2,4% in termini di arrivi e +2,8% per quel che riguarda le presenze: la città e la provincia attraggono ancora anche residenti in Lombardia e nelle altre province italiane. Si conferma anche la marcata brevità della permanenza media da parte dei visitatori, permanenza che si attesta, nel settore alberghiero, attorno a 1,8 giorni, mentre, nel settore extralberghiero, a 2,3 giorni (come nell’anno precedente) per una media di 1,9 giorni.

La maggior parte dei turisti sceglie ancora le strutture alberghiere per i propri pernottamenti. In termini assoluti, nel 2019 il numero di arrivi e di presenze nel nostro territorio premiano ancora gli alloggi di tipo alberghiero con rispettivamente il 68,4% e il 62,7% sul totale. Ma, a conferma del trend degli ultimi anni, la crescita dei turisti che scelgono di soggiornare in strutture extra alberghiere è notevole, registrando un +17,4% di arrivi solo nell’ultimo anno. L’analisi per aree territoriali evidenzia come la crescita per numero di arrivi sia prevalentemente concentrata nell’area del Basso Sebino (+11,5%) e in città (+10,1%), ma si registrano buone performance anche nelle valli Brembana e Seriana con un aumento di arrivi all’incirca del 4%, e in Val Imagna, con una crescita del 2,5%. Sul fronte delle presenze ottiene buoni risultati anche l’alto Sebino (+6,6%). Per quanto riguarda gli stranieri si rileva un aumento degli arrivi e delle presenze oltre che in città e nel basso Sebino, in Valle Brembana (+8% degli arrivi), nell’alto Sebino (+10,8% di presenze) e nell’isola bergamasca (+9,3% di presenze). I dati delle strutture ricettive: l’extra-alberghiero quintuplicato nell’arco di 10 anni. Nel 2019 l’offerta ricettiva in provincia di Bergamo comprende in totale 2.054 strutture ricettive di cui 1.793, pari all’87%, è rappresentato dal settore extra alberghiero. Negli ultimi anni infatti la ricettività extralberghiera è stata caratterizzata da un fortissimo incremento, un vero e proprio moltiplicarsi di quasi tutte le tipologie di strutture e soprattutto di case ed appartamenti vacanza, foresterie lombarde e locande. Le strutture extra alberghiere in tutto il territorio provinciale sono passate dalle 356 strutture del 2009 alle 1.793 del 2019, con una dimensione media di 10 posti letto. Tra il 2018 e il 2019 l’aumento del numero di strutture extra alberghiere è del 10,4%. Le strutture alberghiere registrano una lieve diminuzione, ma continua il processo di riqualificazione del comparto con una maggiore presenza di strutture a 3 o 4 stelle. La dimensione media delle strutture alberghiere in bergamasca è di 50 posti letto. Infine, analizzando il numero di posti letto ogni 1.000 residenti in ciascuna delle aree della provincia si evidenzia come la Val Brembana, l’Alto Sebino, la città di Bergamo e la Val Seriana siano le zone con la densità ricettiva più alta, quindi con una offerta ricettiva maggiore.

Giorgio Beltrami

Giorgio Beltrami, presidente di Visit Bergamo, sottolinea che «Oggi registriamo l’importante dato relativo al 2019, un anno che  confermava il trend positivo in ambito turistico, ma soprattutto registriamo i primi cenni di ripresa del comparto nel 2020,che vogliamo leggere come segnale della rinascita di questo territorio. Una rinascita che porta con sé tutto il lavoro corale delle istituzioni che compongono VisitBergamo: la Camera di Commercio , la Provincia e il Comune di Bergamo assieme agli operatori di tutto il territorio bergamasco, che ringrazio».

«La Camera di commercio sostiene da tempo l’attrattività del territorio – afferma il presidente Carlo Mazzoleni – per missione istituzionale e ha lanciato diversi progetti di promozione per valorizzare il turismo. La pandemia Covid-19 ha provocato una profonda crisi nel “Sistema Turismo” e la nostra volontà di promuovere e sostenere fortemente una importante campagna di comunicazione è finalizzata a recuperare in positivo l’immagine del nostro territorio e ristabilire un generale clima di fiducia, anche in vista degli importanti appuntamenti di Bergamo e Brescia Capitali italiane della Cultura 2023 e delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026».

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