Cronaca
Però il rimedio c'è

Le insidie della cucina casalinga (nulla di grave, rimane buonissima)

Le insidie della cucina casalinga (nulla di grave, rimane buonissima)
Cronaca 07 Gennaio 2015 ore 11:45

Un assaggio tira l’altro, condimenti più generosi, porzioni abbondanti e il desiderio di non sprecare il cibo preparato e che porta a mangiare anche di più: ecco le insidie della cucina casalinga. Sembra infatti che, dietro l’apparenza di piatti sani cucinati da mammà, si nascondano maggiori rischi di incappare, alla lunga, in malattie metaboliche o cardiovascolari. Almeno se ci si affida ai risultati emersi da uno studio americano, pubblicato sulla rivista Preventive Medicine.

I rischi della cucina di mammà. Non sempre è buono ciò che piace o che ha il profumo di casa. Ovvero, ciò che è gustoso al palato potrebbe non esserlo anche per l’organismo e per il cuore. Un ampio studio condotto dalla Rush University di Chicago, negli Stati Uniti, che ha esaminato i dati e gli ingredienti culinari delle pietanze preparate e poi mangiate da quasi 3mila casalinghe fra i 40 e i 60 anni, osservate tra i fornelli per 14 anni, additerebbe come dannoso il quantitativo in eccesso di grassi, di burro in particolare, e di sale introdotti già nella fase di preparazione dei piatti. Due fattori che, già da soli, aumentano la probabilità di malattie metaboliche e di conseguenza con maggiori rischi per il cuore.

 

 

A questi ingredienti dannosi si affiancherebbe poi anche un mix di altri cattivi comportamenti:

  • La mala cottura (non perché il cibo venga portato in tavola scotto, bruciato o altro, si intende), perché si opta facilmente per modalità meno salutari, come i fritti ad esempio.
  • Il vizio di assaggiare mentre si cucina, per regolare di sale ed evitare che la pietanza sia troppo insipida o saporita.
  • Le dosi eccessive: un pugno di riso in più, perché magari un piccolo bis ci scappa.
  • Lo sforzo di finire qualsiasi cosa ci sia sulla tavola, poiché in tempo di crisi gli sprechi non sono ammessi.

Con il risultato che fra, quelle quasi 3 mila donne esaminate, coloro che erano solite cucinarsi il cibo da sole erano anche quelle più a rischio di malattie cardiovascolari, diabete ed ictus rispetto alle donne abituate a mangiare con maggior frequenza cibi pronti.

 

 

Il rimedio c’è. E non è il consiglio di mangiare meno a casa e più fuori o di optare maggiormente per il junk-food. Tutt’altro. Si ribadisce che di norma la cucina casalinga resta la migliore, ma che occorre usare piccole accortezze, specie nella fase di preparazione. Ovvero:

  • Cucinare meno o comunque porzioni più piccole.
  • Limitare i condimenti di origine animale a favore di quelli vegetali.
  • Fare attenzione al quantitativo al sale, evitando di assaggiare la pietanza mentre cuoce.
  • Limitare l’uso e il consumo di cioccolato e di altri composti zuccherini, preferendo sempre frutta e marmellata non zuccherata.