Al di là dei campanilismi

La triste fine del Brescia Calcio

La triste fine del Brescia Calcio
Cronaca 04 Giugno 2015 ore 09:24

Il Brescia non c'è più. E dov'è finito? In Serie C (in Lega Pro, insomma, chiamatela un po' come volete). Non succedeva da 30 anni. Non se la prendano gli eterni rivali dei bergamaschi: è questione di campanilismo, mica personale. Mentre l'Atalanta festeggiava una (soffertissima?) salvezza in Serie A, qualche chilometro più a est piangevano la dura leggere della retrocessione. È stato un anno tremendo per le rondinelle, altro che primavera. Il penultimo posto, un cambio in società, e adesso l'attesa. Si sta cercando di capire se sarà possibile oppure no sfruttare l'immediato ripescaggio. Quel che è certo è che la stagione 2014/2015 resterà nella storia segnata con il pennarello nero. Cioè: da dimenticare.

Quando iniziò il declino. Ma c'è un momento preciso a cui ricondurre le sfortune del Brescia calcio degli ultimi anni. È il 2011. Quella stagione la squadra è guidata da Beppe Iachini, ma il gioco non va e - come si usa in Italia - l'allenatore viene esonerato. Al suo posto arriva Mario Beretta. Risultato? Nessuno. Richiamano Iachini. A fine campionato, l'ultimo di A, il Brescia torna in serie cadetta. Di quella squadra fanno parte - tra gli altri - Diamanti, Kone, Eder, Cristiano Zanetti e un Jonathan Zebina un po' d'antan. Il penultimo posto è una stilettata al cuore, la retrocessione è letale. Per far fronte alle spese vengono venduti tutti i pezzi pregiati, quello di B può essere un campionato dispendioso (e durissimo).

La caccia ai play-off. Il resto è un'altalena di sogni: nelle due stagioni successive il Brescia vaga come uno spettro a caccia dei play-off. Li raggiunge alla fine del campionato 2012/2013, ma l'1-1 contro il Livorno (che aveva raggiunto un piazzamento migliore nella regular season) condanna il Brescia a un altro, lunghissimo anno di purgatorio. Peggio. A settembre 2013 scompare pure l'allenatore, non lo trovano più, dov'è? Il tecnico è Marco Giampaolo, che qualche giorno dopo dirà all'Ansa: «Sono stato fatto passare per pazzo, invece sono molto lucido: semplicemente non mi riconosco in questo calcio selvaggio». E ancora: «La mia irrevocabile decisione dipende da uno stravolgimento degli obiettivi della società non più in linea con quelli programmati». Al suo posto arriva Gigi Maifredi. Illusioni.

I soldi non ci sono più. Il punto è che non ci sono più soldi. Alla fine di quella stagione il Brescia rischia persino di non iscriversi al campionato di B. Il sospiro di sollievo arriva il 18 luglio 2014, quando la Covisoc dice sì agli incartamenti che permettono al club di restare dove già stava, in B. Dietro c'è l'Ubi Banca, lo sponsor, che concede un prestito di 4 milioni al fine di coprire le perdite e far fronte a tutti i gli adempimenti per l'iscrizione al campionato. A una sola condizione: Gino Corioni si deve dimettere. Così, l'uomo che aveva portato a Brescia Pep Guardiola e Roberto Baggio, il presidente che aveva fatto sentire il profumo d'Europa, lascia il posto a un traghettatore.

Lo spettro di Manenti. Si era affacciato alla finestra - indovinate un po' - proprio lui, il mitico Giampietro Manenti, quello che alla fine si è preso il Parma. Nel febbraio del 2015 il Brescia passa però nelle mani di Profida, la fiduciaria milanese che mette soldi e scongiura lo spettro del fallimento. Ma i danni (sportivi) sono incalcolabili: 6 punti di penalizzazione (presi in primavera) che pesano sull'esito del campionato. Cambiano le aspettative, i progetti, le idee, e quest'anno, quando mancano due giornate al termine (ancora prima che la squadra si giochi le ultime chance nel posticipo contro il Bari), il Brescia retrocede in Lega Pro. L'ultima volta in C1 era stata nel 1985.

Prospettive. E adesso? Per la panchina è stato scelto Roberto Boscaglia, l'ex del Trapani, anche se lui prende tempo, dice che gli piacerebbe ma è presto per dirlo: ci sono da capire troppe cose, ancora. Per il momento il futuro del Brescia è bloccato da un muro alto così. La società dovrà aspettare la conclusione dei play-out di B, Virtus Entella-Modena. L'andata è finita 2-2, ma se i canarini andranno giù le possibilità di ripescaggio del Brescia saranno ulteriormente ridotte. Ovviamente con ripercussioni a catena su tutto (il mercato, gli abbonamenti, le aspettative della città). Anche sugli sfottò. Vero atalantini?