Tendenze demografiche

Tutti i giovani vogliono Milano (ma Milano che fa per loro?)

Tutti i giovani vogliono Milano (ma Milano che fa per loro?)
10 Marzo 2017 ore 10:00

Nell’Italia a saldo demografico negativo, con sempre meno nascite ed età media sempre più alta, c’è una città che va nettamente controtendenza. Il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia (Cresme) ha reso nota una proiezione in base alla quale in meno di vent’anni Milano è destinata a crescere di mezzo milione di abitanti. E il saldo attivo sarà garantito tutto da giovani. A Milano sta avvenendo quella che i tecnici chiamano “una rigenerazione della struttura demografica”: una città sempre più giovane che nel 2035 avrà un’età media destinata a scendere dai 45 anni di oggi a circa 42. Il fenomeno è già in atto, come ha confermato il sindaco Beppe Sala, rivelando che negli ultimi 12 mesi la città ha conquistato «più o meno 50mila giovani, tra i 20 e i 40 anni».

 

 

I numeri giovani. È un fenomeno che è stato innescato da Expo, quando la città si trovò con 16.240 residenti di quella fascia di età in più. Ma è una tendenza che è proseguita anche dopo il 2015 e sembra addirittura essersi rafforzata. Osservando nel dettaglio, il Cresme rivela che nell’ultimo anno nella fascia dei ragazzi dai 25 ai 29 anni, cioè quelli che finiscono l’università e cercano lavoro, si è registrato un aumento di 5.033 persone. Se si sale di età i nuovi residenti tra i 30 e i 34 anni sono stati 3.907. Più 2.301 anche nella fascia tra i 20 e i 24 anni. Le ragioni di questa crescita, secondo il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini, è chiara: «La crisi economica ha consolidato l’attrattività dell’area milanese quale principale polo economico di riferimento del territorio italiano. Si potrebbe quasi dire che, prima di andare all’estero è da qui che si passa. Inoltre le dinamiche migratorie stanno avviando un processo di rigenerazione della struttura demografica».

Le quote rosa. Interessante anche il fatto che Milano sia diventata molto attrattiva per le ragazze, come dimostra il tasso di occupazione femminile: i tassi di occupazione iniziano ad avere una dimensione europea, grazie anche alle partite Iva in rosa. In questo modo si sta riducendo il divario storico: sono 421mila le donne tra i 15-64 anni che lavorano a Milano contro 486 mila gli uomini.

 

 

Il caro-casa. C’è però un problema per chi arriva: si scontra con il caro-casa, un problema che ora Sala ha deciso di affrontare in modo deciso. «A Milano è mancato un mercato immobiliare di abitazioni low cost come invece si sono preoccupate di garantire molte città del Nord Europa», ha detto Sala, «e quindi la “partita” degli scali ferroviari, grandi spazi da rigenerare e trasformare, potrebbe aiutare a recuperare questo gap». Gli affitti in città si aggirano attorno ai 143 euro al metro quadrato in un anno (per un appartamento di 50 metri quadrati, significano 7.150 euro all’anno, 595 euro al mese a cui c’è da aggiungere quasi sempre le spese). Ma la domanda ha soprattutto spinto in alto i prezzi proprio dei monolocali (che sono sui 215 euro al metro annui) e dei bilocali (165 euro al metro annui). Risultato: un universitario spende in media 510 euro al mese, che diventano 600 se la casa è vicina al centro.

I giovani vogliono Milano. Ma Milano deve dimostrare di volere davvero i giovani, per diventare una città del futuro.

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